Hai comprato l’auto? Ora paga per usarla

Umberto Baldo
Quando alcuni mesi or sono ho letto la notizia, ho pensato ad un errore, ad una bufala ben confezionata, ad uno di quei pezzi pensati per far arrabbiare i boomer.
Poi ho capito che no, era tutto vero. Ed ho avuto un attimo di smarrimento.
Non per nostalgia, ma per semplice logica elementare.
Sono cresciuto in un’epoca primitiva, lo ammetto.
Un tempo, remoto e barbarico, in cui comprare un’auto significava possederla.
Pagavi, firmavi, uscivi dal concessionario e tutto quello che era montato sull’auto era tuo e funzionava. Senza abbonamenti, senza app, senza “aggiornamenti spirituali”.
Un’epoca rozza, lo riconosco, priva di visione.
Oggi invece siamo “evoluti”.
Oggi compri un’auto che contiene tutto, ma non ti concede tutto.
È un oggetto moderno, educativo: ti insegna che la proprietà è un concetto superato, e che il vero lusso è pagare ogni mese per ciò che hai già comprato.
Riassumendo, le auto nuove moderne integrano sempre più funzioni via software attivabili o sbloccabili tramite abbonamenti mensili/annuali o acquisti on-demand.
Questo modello “Functions on Demand” permette ai produttori di offrire veicoli con hardware preinstallato (es. riscaldamento sedili, ADAS, navigazione) che il cliente attiva solo se necessario, ovviamente sborsando quattrini.
I sedili riscaldati sono lì. Li vedi, li tocchi, li senti gelidi.
Funzionano benissimo, ma non per te.
Per te funzionano solo dopo l’addebito mensile. Dieci euro e puoi scaldarti. Se smetti di pagare, torni a riflettere sulla caducità dell’esistenza.
Il bello è che non si tratta di optional mancanti (com’era ai miei tempi barbarici).
No. Si tratta di optional presenti ma non funzionanti, meglio non attivi.
Componenti montati, cablati, pronti, che però aspettano il via libera del software.
È come comprare una cucina con il forno sigillato: cuoce tutto, ma solo se accetti il piano cottura premium.
Ma il vero capolavoro è la potenza del motore a noleggio, che cioè cresce dietro adeguato pagamento.
Stessa auto, stesso motore, stessi cavalli chiusi in stalla.
Paghi e ne escono di più. Smetti di pagare e rientrano. Un allevamento equino digitale.
Altro che meccanica: qui siamo alla psicologia motivazionale del motore.
E attenzione: non stiamo parlando di marchi di lusso per milionari annoiati.
Qui siamo nel cuore della rispettabile normalità europea.
Vetture elettriche da famiglia, auto da parcheggio del supermercato.
Vetture che fino a ieri servivano per andare da A a B ed oggi servono anche per insegnarti il funzionamento dei servizi in streaming.
Dal punto di vista delle case automobilistiche europee è geniale.
Un sogno. Flussi di cassa eterni, clienti legati a vita, auto che non invecchiano mai perché basta un update per farle sembrare nuove.
L’auto non è più un bene, è un abbonamento con le ruote, una Netflix con i freni.
Un po’ meno geniale per noi consumatori, costretti di fatto a pagare l’auto due volte.
E poi ci sono i cinesi.
Che guardano tutto questo e probabilmente sorridono.
Il grande Capo di BYD ha dichiarato che l’industria automobilistica cinese è almeno cinque anni avanti rispetto al resto del mondo.
Forse è vero.
Di sicuro sono avanti nel non dover spiegare ai clienti perché devono pagare un canone per usare ciò che hanno già comprato.
Mentre in Europa ci esercitiamo nell’arte raffinata della “funzione a tempo”, loro vendono auto complete, piene di tecnologia, aggressive nei prezzi e immediatamente utilizzabili.
Accendi, parti, usi tutto. Una follia.
Un modello industriale chiaramente destinato al fallimento, se non fosse che vende.
Noi invece stiamo perfezionando l’auto pedagogica.
Quella che ti educa al pagamento ricorrente, che ti ricorda ogni mese chi comanda, che trasforma il cruscotto in una pagina di e-commerce.
Oggi i sedili, domani il climatizzatore, dopodomani forse il volante.
Versione base: sterzi col pensiero.
Alla fine resta una domanda volgare, antiquata, pericolosamente concreta: se un pezzo è già stato pagato quando l’auto è stata costruita, perché devo pagarlo di nuovo per usarlo?
Ma è una domanda sbagliata.
Appartiene ad un mondo superato.
Oggi non compri più un’auto, compri il diritto temporaneo di non congelarti.
Umberto Baldo
















