E se gli USA invadessero l’Italia?

Da quando il mondo è venuto a conoscenza dell’operazione con cui gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela, catturato e portato in manette a New York il presidente Maduro e la moglie, si susseguono dichiarazioni di ogni tipo da parte di leader mondiali, opinionisti, persone sui vari social.
In generale è unanime la considerazione che sia stato destituito un dittatore, che ha istituito un regime repressivo, adottato la violenza per cancellare libertà civili e democratiche, impoverito il popolo, privandolo anche dei più basilari mezzi di sostentamento per arricchire pochi privilegiati, distribuito ricchezza solo fra alcune classi elitarie, favorito il narcotraffico per alimentare questa deriva di accumulazione di potere e guadagni.
Dove si distingue la valutazione sulla iniziativa di Trump è sul metodo adottato per raggiungere questo scopo.
Una considerazione che si fonda sul semplice, ma fondamentale distinguo se uno Stato, qualunque esso sia, possa arrogarsi il diritto di invadere un altro Stato, prendere in custodia, per qualcuno arrestare, per altri rapire, il suo presidente e decidere di assumerne il governo.
Diritto sancito nelle norme internazionali.
Sotto questo profilo si ascoltano varie opinioni.
L’atto del presidente degli Stati Uniti qualcuno può decidere di accettarlo, perché risponde a interessi superiori, come la lotta al narcotraffico, che ovviamente per molti altri è solo un pretesto per nascondere il vero interesse degli Stati Uniti di accaparrarsi le risorse petrolifere venezuelane. Cosa che riduce l’operazione a un colossale, ma anche molto banale, furto.
Qualcun altro può sostenere che non è diverso da altri atti che sono stati condannati o non condannati, dicendo che l’Occidente contesta la tentata invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ma non ha preso analoga posizionead esempio sulle campagne, sempre guidate dagli Stati Uniti, contro l’Afghanistan e la Libia.
Cosa, comunque, non del tutto vera, perché molta parte dell’opinione pubblica occidentale ha contestato in modo molto veemente quelle iniziative, proprio perché non rispondevano alle norme internazionali.
Esiste però una considerazione che non è in alcun modo opinabile.
Ma è un fatto.
Nell’ambito di una logica democratica l’iniziativa del presidente Trump è del tutto illegale e antidemocratica.
La democrazia non consiste solo, infatti, nella possibilità di tutti di partecipare al voto, ma anche, se non soprattutto, nel suo radicamento nello Stato di Diritto e in un sistema di equilibrio fra il potere esecutivo, quello legislativo e quello giudiziario.
Queste condizioni sono connaturate a un sistema democratico, perché lo Stato di Diritto attribuisce a ogni persona il diritto di esercitare la sua libertà individuale, nei limiti della legge, senza che la stessa gli possa essere privata da un altro soggetto perché più forte, sotto il profilo economico, o quello fisico, o di dotazione di armi o di possibilità di esercizio del suo ruolo gerarchico.
E il potere giudiziario nella sua autonomia può incriminare chiunque, anche un Capo di Stato, privi un cittadino dei suoi diritti.
Questi elementi basilari di una democrazia sono gli stessi che ispirano le norme di convivenza fra gli Stati e sono sanciti nelle norme di diritto internazionale e nella istituzione di organi giudiziari sovranazionali come la Corte Penale Internazionale, che, al pari dei mandati emessi contro Putin e Netanyahu, avrebbe quindi titolo a accusare Maduro di narcotraffico internazionale, richiamandolo alle sue responsabilità penali personali, per farlo legittimamente arrestare, senza che ciò implicasse di invadere o annettere il Venezuela.
Certo gli Stati possono decidere di non adottare i provvedimenti della Corte Penale Internazionale, come ha fatto l’Italia non arrestando il comandante della polizia giudiziaria libica Almansri, perché accusato di torture e di traffico di esseri umani o lasciando che Netanyahu sorvolasse i cieli italiani per rientrare dal suo viaggio negli Stati Uniti.
Allo stesso tempo il presidente Trump può ricevere il presidente Putin sul suo territorio o attaccare il Venezuela, facendo propria l’affermazione del ministro degli Esteri italiano Tajani per cui il diritto internazionale “vale fino a un certo punto”, quando il governo israeliano ha violato qualsiasi norma di diritto, assaltando le barche della Global Sumud Flottila in acque internazionali.
Ma una cosa è certa, ogni volta che questi atti sono compiuti da regimi non democratici ciò rientra nella logica della propria impostazione, ma se a farlo sono Paesi democratici in quel momento stanno negando la propria essenza.
Senza essere ipocriti, è evidente che esistono molteplici interessi in gioco e rapporti di forza per cui diventa complicato se non impossibile impedire queste azioni a un Paese come gli Stati Uniti, ma allo stesso tempo diventa complicità negare la verità innegabile, che Trump ha compiuto un atto illegale e non democratico, dal momento che non ha riconosciuto le basi delle norme internazionali cui i sistemi democratici si ispirano.
Una cosa è essere nell’impossibilità di impedire un atto, ma contestarlo, avviare ogni iniziativa diplomatica, possibilmente di matrice europea, pressione dell’opinione pubblica, denuncia, richiamo alle norme, altra cosa è considerarlo legittimo, legale o democratico.
Perché sostenerlo significa sostenere una cosa falsa.
Ma soprattutto significa accettarne la logica, aprendo la possibilità che possa essere reiterato senza alcun limite.
Potrebbe avvenire se la Cina invadesse Taiwan, come minaccia da tempo di fare, o se gli Stati Uniti decidessero di attaccare la Groenlandia, secondo quanto già più volte proclamato da Trump e ribadito nelle ore dopo l’operazione in Venezuela.
Sarebbe a quel punto da capire chi considera legittimo l’attacco al Venezuela, perché Maduro sosteneva il narcotraffico, cosa potrebbe sostenere per considerareallo stesso modo quello alla Groenlandia. Forse un Paese che smercia ghiaccio illegalmente.
E se un giorno al presidente degli Stati Uniti venisse in mente di annettersi l’Italia per sfruttarne l’enorme valore artistico e paesaggistico, a quale legge o norma internazionale chi considera legittimo e democraticol’attacco al Venezuela potrebbe aggrapparsi?
















