VICENZA – Truffa dello 'zio svizzero', derubata di 6000 euro
Si chiama truffa dello ‘zio svizzero’ e per spiegarla basta raccontare quanto è successo ad una donna di 83 anni residente in viale Milano. La signora, lucida e… in gamba, stava passeggiando ieri in corso San Felice, direzione piazza Castello, quando è stata avvicinata da un uomo di circa 45 anni, con accento francese, che le ha chiesto dove si trovasse un’azienda che produce medicinali in via IV Novembre. Lei ha risposto gentilmente di non saper dare quell’indicazione. A quel punto è entrato in gioco il partner del ‘francese’. Un uomo di circa 60 anni, alto circa 180 centimetri, elegante e rassicurante. Facendo finta di conoscerla è intervenuto nella discussione dicendole di essere un avvocato di viale Milano. La donna non si ricordava di lui, ma evidentemente le sue maniere gentili e l’aspetto non l’hanno fatta insospettire. Il finto avvocato dopo i primi convenevoli, si è offerto di prestare aiuto, dicendo di conoscere l’azienda che il francese cercava. A quel punto il francese, ringraziando, ha chiesto ai due di essere accompagnato. L’avvocato ha quindi insistito affinché la signora andasse con loro per farsi un giro e lei ha acconsentito, rassicurata dall’aspetto e dai modi dei due interlocutori. Mentre erano in viaggio verso via IV novembre il francese ha raccontato di essere in Italia per risolvere un problema legato all’eredità. Da poco era mancato il padre, reduce della II guerra mondiale. Aveva lasciato molti soldi in eredità ed una parte la voleva dare al fantomatico titolare dell’azienda di prodotti farmaceutici perché era stato commilitone del padre durante la guerra. Gli avrebbe quindi lasciato 50 mila euro. Non solo… altri 50 mila euro sarebbero andati a chi l’avesse aiutato ad arrivare all’amico del padre. A quel punto l’avvocato, ha finto stupore ed interesse. Anche l’anziana, ovviamente, ha intravisto la possibilità di ricevere dei soldi. Uno splendido ed insperato regalo di Natale compiendo una buona azione. Mentre sono in auto quindi, il francese dice che per disbrigare le pratiche notarili gli sarebbero servite alcune migliaia di euro. A quel punto il finto avvocato si è fermato ad uno sportello bancario in viale D’Alviano e ne è uscito con 10 mila euro. La donna è stata portata a casa dove, non avendo contanti, ha preso diversi monili per un valore complessivo di 6000 euro. Ultimo passo, la marca da bollo. I tre, in auto, si fermano davanti alla stazione e l’avvocato invita la donna ad andare a comperarla nella tabaccheria interna. Quando esce con la marca da bollo, non trova più nessuno. I monili volatilizzati con i due truffatori. In questo caso si tratta di un tipo di truffa nota alle forze dell’ordine, molto ben costruita, con ‘attori’ ben preparati.
La polizia rinnova l’invito a non intrattenersi con sconosciuti che propongono lauti guadagni o che si presentano con titoli non verificabili.














