Vicenza – Pronto Soccorso: personale in stato di agitazione: “Sistema a rischio”. Luisetto: “Serve strategia seria”

La crisi dei Pronto Soccorso non è più solo un tema nazionale. Anche in provincia di Vicenza, e in particolare nell’ULSS 8 Berica, la situazione viene descritta come sempre più critica, al punto da mettere in discussione la tenuta dell’intero sistema dell’emergenza-urgenza e la qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.
Per questo la FP CGIL Vicenza ha proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario in servizio in tutte le Unità Operative di Pronto Soccorso dell’ULSS 8 Berica, chiedendo contestualmente l’attivazione della procedura di raffreddamento prevista dalla Legge 146/1990.
Alla base della decisione c’è una forte preoccupazione per la gestione dell’attività nei Pronto Soccorso e nel servizio di emergenza territoriale 118. Secondo il sindacato, una parte crescente dei turni viene coperta da medici provenienti da cooperative esterne, chiamati a operare anche in situazioni di emergenza senza adeguati percorsi di inserimento e affiancamento.
Le criticità, viene sottolineato, sarebbero state segnalate all’Azienda già da oltre un anno: turni particolarmente gravosi, carichi di lavoro non sostenibili, aumento dello stress, peggioramento del clima interno e crescita del rischio clinico. A questo si aggiungono episodi di aggressione ai danni del personale sanitario, indice di un contesto lavorativo sempre più complesso.
Parallelamente si registra, secondo la FP CGIL, una progressiva fuoriuscita di medici strutturati dai Pronto Soccorso, professionisti con competenze specifiche nell’area dell’urgenza-emergenza, messi a dura prova da ritmi di lavoro ritenuti incompatibili con una normale vita professionale e personale. Il risultato sarebbe un turn-over elevato e la perdita di competenze consolidate.
A sostenere il sistema, sempre più spesso, sarebbero infermieri e altre professioni sanitarie, chiamati a supportare medici esterni talvolta non ancora pienamente integrati nei protocolli, nei software e nell’organizzazione complessa del servizio, con un conseguente aumento di responsabilità e pressione professionale.
La FP CGIL Vicenza evidenzia come, nonostante dodici mesi di confronto, non siano arrivate soluzioni strutturali. Anzi, la situazione sarebbe peggiorata, anche alla luce dei dati demografici che indicano nei prossimi anni un incremento dei bisogni di salute e quindi una maggiore pressione sui servizi di emergenza.
“La richiesta dei lavoratori è chiara ed essenziale: rispetto, riconoscimento delle professionalità, supporto e investimenti reali nei Pronto Soccorso, attraverso il potenziamento degli organici, la tutela della sicurezza, la riduzione dei carichi di lavoro e politiche capaci di rendere nuovamente attrattivo lavorare nell’emergenza-urgenza”, ha dichiarato Lara Donati, segretaria della Funzione Pubblica della CGIL di Vicenza con delega alla sanità. “Il Pronto Soccorso rappresenta il primo punto di accesso al sistema sanitario ed è un presidio fondamentale per il diritto alla salute della collettività. Ignorarne la sofferenza significa mettere a rischio non solo i professionisti che vi operano, ma l’intero sistema sanitario pubblico”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della CGIL di Vicenza, Giancarlo Puggioni: “La CGIL sostiene la vertenza promossa dal personale sanitario del Pronto Soccorso perché siamo estremamente preoccupati per la tenuta pubblica del servizio, per la qualità e la sicurezza dell’assistenza. Le persone hanno bisogno di una sanità pubblica efficiente e di qualità. In questo contesto servono azioni concrete per garantire un organico con le competenze fondamentali nell’ambito dell’urgenza-emergenza, assicurando al personale ritmi di lavoro sostenibili e una maggiore valorizzazione professionale”.
In assenza di risposte ritenute adeguate, FP CGIL e CGIL Vicenza annunciano il coinvolgimento dei sindaci del territorio e dei cittadini, riservandosi ulteriori iniziative di sensibilizzazione sulla carenza di personale nei servizi di emergenza.
“La situazione nei Pronto Soccorso del territorio è ormai critica. Da tempo vengono segnalati turni insostenibili, carichi di lavoro eccessivi, aumento dello stress e un clima sempre più difficile, aggravato anche da episodi di aggressione. A questo si aggiunge la fuga di medici strutturati e il ricorso crescente a personale esterno. Non può essere questa la soluzione alle criticità del sistema. Bisogna elaborare una strategia concreta e trovare soluzioni strutturali”. Con queste parole la consigliera regionale del Partito Democratico, Chiara Luisetto, esprime solidarietà al personale dei Pronto Soccorso dell’ULSS 8 Berica, in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione da parte della FP CGIL Vicenza.
“Ad oggi, – prosegue Luisetto – il sistema si regge sempre più spesso su infermieri e professionisti sanitari, chiamati a sopportare responsabilità crescenti senza adeguato supporto. È una condizione che mette a rischio sia i lavoratori, sia la qualità dell’assistenza ai cittadini. Nelle scorse settimane, – fa presente Luisetto -, ho chiesto di poter visionare gli atti relativi alla situazione del personale del Pronto Soccorso dell’ULSS 8 Berica per capire quale sia lo stato dell’arte, in particolare in riferimento al ricorso a personale di cooperativa. Parallelamente il tema sicurezza e la necessità di un presidio di polizia permanente h24 che tuteli sanitari e pazienti rimane una questione aperta, nel quadro di un disagio purtroppo palpabile. Le richieste sono chiare: rispetto, sicurezza, organici adeguati e investimenti reali nell’emergenza-urgenza. Diamo ascolto al personale sanitario e diamo loro risposte concrete. Basta soluzioni di emergenza”, conclude Luisetto.
















