Arcugnano, gestione dispotica e Comune bloccato: ecco i perché della crisi!

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«Le nostre dimissioni non sono state un gesto improvviso né una reazione emotiva, ma l’esito inevitabile di una crisi politica e amministrativa profonda, che si è sviluppata nel tempo ed è ormai evidente a tutta la comunità di Arcugnano.”
È ciò che affermano 4 dei consiglieri dimissionari,Zucconi, Vicari, Bruscato ed Artolozzi.
“Il voto al bilancio è stato espresso esclusivamente per senso di responsabilità verso i cittadini e per evitare che il Comune subisse ulteriori danni. Quel passaggio non rappresentava una fiducia politica, ma un atto dovuto. Già allora, infatti, era chiaro che il rapporto con il Sindaco era compromesso in modo irreversibile e che non esistevano più le condizioni minime per un’amministrazione condivisa. Le dimissioni degli assessori Matteo Bruscato ed Enrico Maria Zucconi si collocano nella stessa identica traiettoria politica. Entrambi sono stati progressivamente svuotati di autonomia, di spazi decisionali e di libertà di azione, all’interno di un modello di governo sempre più accentrato e chiuso. Le dimissioni di Matteo Bruscato, inoltre, si inseriscono in questo percorso come un atto di responsabilità e generosità politica, compiuto anche per dare una scossa positiva al gruppo e favorire la nomina di Moreno Vicari, quinto eletto per una manciata di preferenze, nella convinzione di poter garantire continuità ed energie nuove. Un tentativo di rilancio che si è però arenato rapidamente a causa di veti interni, di fatto avvallati dal Sindaco, rendendo evidente l’impossibilità di proseguire su quella strada. Un metodo che dunque non tollerava il confronto, né sul piano politico né su quello umano, e che ha reso impossibile svolgere il proprio ruolo con dignità e responsabilità. Questo approccio ha avuto conseguenze evidenti anche sul funzionamento dell’amministrazione. Negli ultimi mesi il confronto si è di fatto azzerato, mentre le decisioni venivano concentrate in poche mani. Il clima interno è peggiorato, alimentato da dichiarazioni pubbliche del Sign. Carollo, spesso offensive e delegittimanti nei confronti di chi fino a poco prima faceva parte della stessa squadra di governo. Sul piano amministrativo, Arcugnano è entrata in una fase di sostanziale immobilismo. Investimenti e lavori pubblici sono rimasti bloccati, in attesa degli sviluppi sul maxi cantiere della scuola Foscolo. Anche su questo tema è doveroso essere chiari: l’unico canale istituzionale concreto con il Governo è stato attivato grazie all’iniziativa diretta dell’assessore Zucconi, mentre l’azione complessiva dell’amministrazione guidata dal Sign. Carollo si è limitata a una gestione confusa e alla ricerca di responsabilità esterne. Le reazioni successive del Sign. Carollo alle dimissioni non fanno che confermare le nostre valutazioni: dichiarazioni scomposte, accuse personali, toni emotivi e allusioni che nulla hanno a che vedere con il ruolo istituzionale che dovrebbe ricoprire chi guida un Comune. Un comportamento che rafforza l’idea di una guida inadeguata, incapace di tenere insieme una squadra e di governare con equilibrio. Le nostre dimissioni sono quindi un atto politico chiaro e necessario, assunto per fermare una deriva fatta di accentramento, conflitto permanente e paralisi amministrativa. A tutela di Arcugnano, delle sue istituzioni e del rispetto dovuto ai cittadini. Arcugnano merita una guida capace di ascoltare, confrontarsi e decidere con responsabilità. Quando queste condizioni vengono meno, fermarsi diventa l’unica scelta possibile.»
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