19 Febbraio 2016 - 18.28

VICENZA – Minorenni nei guai dopo pubblicazione foto nudo

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Si chiama ‘sexting’. Il termine nasce dall’unione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare SMS) ed è un neologismo utilizzato per indicare l’invio di messaggi sessualmente espliciti e/o immagini inerenti al sesso, principalmente tramite telefono cellulare, ma anche tramite altri mezzi informatici. E’ una moda che si è diffusa fra i giovani e soprattutto fra gli adolescenti, inconsapevoli che questa azione può avere conseguenze molto gravi. Gli stessi genitori non conoscono a sufficienza ciò che può abbattersi sui loro figli e sulla loro famiglia per quello che sembra solo una goliardata giovanile.
L’hanno saputo alcuni adolescenti di Vicenza che ora rischiano la denuncia per diffamazione e diffusione di materiale pedo-pornografico. A raccontarci l’episodio e a far scattare l’allarme sono il vicequestore aggiunto e dirigente UPG SP delle volanti Elena Peruffo e il sostituto commissario della polizia postale di Vicenza, Giancarlo Volpin.
IL CASO
Una ragazza di 16 anni, che chiameremo Lisa, residente nell’Alto Vicentino, ha inviato una sua foto di nudo a degli amici su Whatsapp. La foto è stata postata sul sito Ask.fm, dove è stata commentata pesantemente dagli utenti e anche dai tre ragazzi, tutti con età compresa fra i 14 e i 16 anni. La situazione è sfuggita di mano, la ragazza si è resa conto di essere stata diffamata e i giovani sono stati convocati in questura. Sulla loro testa una denuncia di diffamazione. Ma rischiano anche una denuncia per diffusione di materiale pedo-pornografico, come pure la ragazza. Una cosa che gli adolescenti non sanno, infatti, è che la pubblicazione della foto del proprio corpo, rischia di farli incorrere in questo grave reato, con conseguenze pesantissime sotto il profilo giudiziario, senza parlare di quello psicologico e sociale, perché esposti ad una gogna che può diventare insopportabile. Non sono infrequenti casi di suicidio fra i minori, dopo che questi hanno incautamente postato le loro foto. “Una volta pubblicata –rileva Volpin– la foto non è più di proprietà di chi la posta e soprattutto non potrà essere cancellata”.
Sono ormai un centinaio le chiamate in questura da parte di genitori vicentini disperati che si sono trovati nel ciclone mediatico-web del sexting, con figli esposti al pubblico, anche se per loro iniziale scelta. Su qualche decina di casi la polizia sta approfondendo le indagini e nel caso di cui abbiamo scritto le conseguenze legali arriveranno.
“Tali foto -rilevano Volpin e Peruffo- corrono il rischio di essere ‘pescate’ da siti pornografici, all’insaputa del soggetto fotografato. Serve uno stretto controllo degli adulti a monte. I ragazzini di 13 anni hanno spesso già un profilo facebook, possiedono uno smartphone (con fotocamera) e utilizzano whatsapp. Strumenti che possono diventare un’autentica bomba. Ci accorgiamo dalle segnalazioni -continuano- che i genitori conoscono poco o per nulla la vita informatica dei figli e soprattutto che gli adolescenti sono totalmente inconsapevoli di quello che fanno. Scattano e inviano foto in modo innocente (alle volte meno innocente). Anche se adolescenti rischiano di sporcare la loro fedina penale oppure di far sobbarcare pesanti costi giudiziari ai genitori di fronte ad una denuncia per minaccia e diffamazione”.

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