25 Marzo 2026 - 10.39
Recupero e installazione della “R” dell’ex Cotonificio Rossi in zona Stadio: presentato il progetto

| Restituire alla città uno dei suoi simboli storici, restaurandolo e ricollocandolo in uno spazio pubblico significativo. È questo l’obiettivo del progetto di recupero della storica “R” dell’ex Cotonificio Rossi, presentato ieri pomeriggio a Palazzo Trissino dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, insieme a Leonardo Leodari di Leodari Pubblicità, ad Alvise Rossi, discendente della famiglia Rossi proprietaria per anni del cotonificio di Borgo Berga. «Era un recupero atteso da molti anni – ha dichiarato il sindaco Possamai –. Questa “R” era infatti abbandonata nei magazzini comunali da tempo, un po’ come accaduto per altri elementi del patrimonio cittadino. L’obiettivo è recuperare questi simboli e restituirli alla comunità. Si tratta di un segno dal valore straordinario per la storia industriale vicentina: la “R” del Cotorossi, dove migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno operato nel corso del Novecento. Ha anche un valore particolare per la tifoseria: pur non essendo la “R” del Lanerossi, richiama comunque la famiglia Rossi, profondamente legata alla storia della città. La collocazione scelta non è casuale: un punto panoramico verso Borgo Berga, dove sorgeva il cotonificio, e vicino allo stadio, luogo simbolico legato alla storia sportiva e industriale del territorio». Il progetto Dopo la demolizione dell’area del Cotonificio Rossi, la grande insegna con la “R” è rimasta per circa dieci anni all’interno del cantiere. Nel 2018, durante la precedente amministrazione, ne fu disposto lo spostamento nei magazzini comunali, dove è rimasta fino a oggi, in assenza di una decisione sul suo recupero. L’attuale amministrazione, venuta a conoscenza del valore storico del manufatto, ha deciso di avviare un progetto di restauro e valorizzazione. La “R” è stata quindi recuperata dai magazzini comunali e sottoposta a un intervento di restauro promosso dal Comune, interamente finanziato da Leodari Pubblicità.Il percorso ha incluso anche una ricostruzione storica dei siti industriali della famiglia Rossi e un’analisi approfondita della storia dell’insegna.L’insegna, larga 3,22 metri e alta 2,87 metri, è stata completamente restaurata e ridipinta nei colori bianco e rosso. Sarà installata a terra in un’area verde nelle vicinanze dello stadio Romeo Menti, tra l’argine del fiume Bacchiglione e la rotatoria tra viale dello Stadio e via Bassano. Di notte sarà illuminata e accompagnata da una targa esplicativa dedicata all’ex Cotonificio Rossi.L’inaugurazione è prevista per domenica 29 marzo, poco prima dell’inizio della partita Vicenza–Brescia.Si ricorda inoltre che nel dicembre 2024 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità un punto all’ordine del giorno sul tema, presentato dal consigliere Nicolò Naclerio. La storia Il sistema economico e sociale promosso dalla famiglia Rossi di Schio, sotto la guida dell’industriale Alessandro Rossi, si articolava in poli produttivi integrati tra loro, delineando un modello organico di sviluppo industriale e territoriale. Nel Novecento il Lanificio di Schio assume il nome commerciale Lanerossi, diventando uno dei marchi tessili più noti in Italia. Dal 1953 il marchio si lega alla squadra di calcio vicentina, dando vita a uno dei primi esempi di sponsorizzazione industriale nel calcio italiano: il club assume il nome Lanerossi Vicenza A.C. e diventa un elemento di identità aziendale e territoriale. Il legame prosegue fino al 1990, attraversando le stagioni più significative della storia sportiva del club.Il Cotonificio Rossi, noto anche come Cotorossi, nasce invece nel 1885 a Vicenza, nell’area di Borgo Berga. Rappresenta uno dei principali poli cotonieri del Veneto, con uno stabilimento articolato e infrastrutture dedicate. Pur operando nel settore del cotone, era strettamente collegato al Lanificio Rossi, appartenendo alla stessa realtà industriale.La grande “R” collocata sulla ciminiera del cotonificio costituiva un potente simbolo urbano e identitario. Lo stabilimento, gravemente danneggiato durante i bombardamenti del 1944, venne successivamente ricostruito ma entrò in crisi nel secondo dopoguerra, fino alla progressiva dismissione. Nel 2005 l’area è stata demolita per la costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia; della struttura originaria è stata conservata la ciminiera, come memoria storica del complesso industriale. |











