6 Marzo 2026 - 9.49

Pedro Sánchez testimonial del NO? Peccato che in Spagna la separazione esista

Felipe Iberico

C’è una frase che mi porto dietro da sempre: “la cultura è ciò che ti resta dopo aver dimenticato”.

Mac’è un dettaglio che molti trascurano: prima di “dimenticare”, bisognerebbe aver studiato.

E studiare serve anche per fare proprio un approccio molto semplice: quando sostieni una tesi, magari controlli prima se è vera.

Questo elementare esercizio di rigore intellettuale dev’essere completamente sfuggito a chi, in questi giorni, ha pensato bene di invitare a votare NO al referendum sulla separazione delle carriere usando l’immagine di Pedro Sánchez, nuovo santino laico della sinistra italiana. 

L’ultima perla di disinformazione arriva infatti dall’ARCI Roma (post su Facebook). 

Messaggio implicito: se Sánchez è dei nostri, allora bisogna votare NO.

Peccato che la realtà, testarda com’è, racconti esattamente il contrario.

In Spagna, il Paese governato proprio dal socialista Sánchez, la separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici Ministeri esiste da decenni.

Non è una proposta, non è un tabù, non è una minaccia alla democrazia. 

È semplicemente il sistema spagnolo a prevederlo.

Nel “Reino de Espana” Giudici e Pubblici Ministeri entrano con concorsi diversi, seguono formazioni differenti, e non possono saltare da una funzione all’altra come se cambiassero fila al supermercato.

E non finisce lì.

Anche sul piano dell’autogoverno la distinzione è chiarissima.
I Giudici fanno capo al Consejo General del Poder Judicial, organo costituzionale che garantisce la loro autonomia dal potere politico.

I Pubblici Ministeri invece dipendono dalla Fiscalía General del Estado, struttura gerarchica il cui vertice, il Procuratore generale, viene nominato dal Re su proposta del Governo.

Tradotto: la pubblica accusa in Spagna ha un legame con l’Esecutivo più stretto di quanto non preveda la riforma italiana.

Già, perché questo piccolo dettaglio, curiosamente, non esiste nella proposta di riforma in discussione in Italia, dove i due organi di autogoverno resterebbero dei Magistrati indipendenti dalla politica.

Morale della favola: per convincere gli italiani a votare NO si usa come testimonial il capo di un Governo che guida un Paese dove la separazione delle carriere è normale amministrazione.

Un capolavoro logico.
Più o meno come fare una campagna contro la bicicletta usando l’immagine di Coppi.

Che dire.

Forse avrebbe ancora qualcosa da insegnare il vecchio maestro Manzi: Non è mai troppo tardi”.

Soprattutto per aprire un libro prima di stampare un manifesto.

Felipe Iberico

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