L’India userà serpenti e coccodrilli per combattere l’immigrazione clandestina dal Bangladesh

Nuova Delhi – L’India sta valutando un piano insolito per rafforzare il controllo della frontiera con il Bangladesh: l’impiego di rettili, come serpenti e coccodrilli, nelle aree più difficili da sorvegliare. L’idea, ancora in fase di studio, emerge dalle valutazioni interne delle guardie di frontiera indiane.
Il confine tra i due Paesi si estende per oltre 4.000 chilometri ed è caratterizzato in gran parte da territori complessi, come delta fluviali, zone paludose e mangrovie, spesso privi di barriere fisiche. In particolare, nel tratto tra lo Stato indiano del Bengala Occidentale e il Bangladesh, solo 1.647 chilometri su 2.216 risultano attualmente protetti da recinzioni.
Dal 2014 il governo guidato dal primo ministro Narendra Modi ha posto tra le priorità il contrasto all’immigrazione irregolare, soprattutto lungo questo confine. Proprio in quest’ottica, durante una riunione della Border Security Force (BSF) tenutasi a febbraio, è stata presa in considerazione la possibilità di utilizzare animali per presidiare le zone fluviali non controllate.
“Ci è stato chiesto di valutare l’impiego di rettili nelle aree più vulnerabili lungo i corsi d’acqua”, ha spiegato un alto ufficiale della BSF, sottolineando tuttavia le numerose criticità legate a una simile soluzione. Tra i principali interrogativi figurano la gestione degli animali, le modalità di approvvigionamento e soprattutto i possibili rischi per le comunità locali che vivono lungo il confine.
Una nota interna inviata alle unità operative invita infatti ad analizzare la fattibilità del progetto sotto il profilo pratico e della sicurezza. L’ipotesi solleva preoccupazioni anche tra gli abitanti della zona, già esposta a frequenti allagamenti, che vedrebbero aumentare i pericoli per la popolazione su entrambi i lati della frontiera.
Il tema si inserisce in un contesto diplomatico delicato: i rapporti tra India e Bangladesh restano tesi dopo la destituzione nel 2024 dell’ex premier Sheikh Hasina, attualmente in esilio in India. Proprio in questi giorni, il ministro degli Esteri bengalese Khalilur Rahman è in visita ufficiale a Nuova Delhi, mentre proseguono le valutazioni su questa controversa proposta.










