“Le stelle sul soffitto”, il romanzo che racconta i bambini dimenticati nelle colonie fasciste

Giugno 1940. Costanza ha undici anni e arriva a Igea Marina per la vacanza di tre mesi che il Duce ha promesso ai bambini italiani. Ma la colonia, con le sue gerarchie e le sue divisioni, è tutt’altro che un sogno, e l’entrata in guerra dell’Italia rinvia il ritorno a casa a data da destinarsi. Comincia così “Le stelle sul soffitto” (Edizioni Ares), il romanzo storico della vicentina Cristina Marino che riporta alla luce una pagina poco conosciuta della Seconda guerra mondiale: quella dei bambini trattenuti nelle colonie italiane, lontano dalle famiglie, per anni. Una storia che l’autrice conosce da vicino, perché è stata quella di sua nonna.
Partiamo dal titolo. Che cosa sono le stelle sul soffitto?
È un gioco che Costanza, la protagonista, fa con la sua famiglia e al quale ritorna nei momenti di maggiore sconforto, come una specie di appiglio alla normalità in una situazione che non ha nulla di normale.
Quanto c’è di sua nonna in Costanza?
Costanza prende certamente spunto da quello che ha vissuto mia nonna, originaria della Sicilia: anche lei è stata mandata in una colonia partendo dalla Libia, ed è rimasta via da casa più di dieci anni. Il personaggio del romanzo però non ricalca appieno la figura reale, che mi è servita solo da spunto per raccontare la ben più grande disavventura vissuta da tutti i bambini trattenuti nelle colonie italiane durante la Seconda guerra mondiale.
Come è venuta a conoscenza di questa storia?
Il libro nasce da tutti i sabati trascorsi da bambina a casa dei nonni paterni, che riempivo facendo loro domande sulle loro vite. Quella del nonno era tutto sommato normale, quella della nonna era un’avventura continua. Molti anni dopo, quando all’università è arrivato il momento di scegliere l’argomento della tesi di laurea, mi sono ricordata di quei racconti e ho deciso di approfondire.
Dove finisce il ricordo e dove comincia la ricerca?
Alcuni aspetti del libro derivano proprio da quei racconti, altri sono frutto di anni e anni di ricerche. Ci ho messo sei anni a scrivere il romanzo, e in quel periodo sono stata più volte a Igea Marina, dove è ambientata la vicenda.
Ha scelto di raccontare tutto con gli occhi di una bambina di undici anni. Perché?
Il punto di vista di una bambina permette ai lettori di capire meglio che cosa quei piccoli coloni comprendessero di ciò che stavano vivendo, senza gli strumenti di decodifica propri dell’età adulta. La difficoltà è stata raccontare quegli eventi senza il filtro del senno di poi, senza lasciarmi condizionare da ciò che sapevo benissimo sarebbe successo in seguito. Il lettore doveva scoprirlo poco per volta, proprio come Costanza.
Perché questa pagina di storia è così poco conosciuta?
Secondo me perché, come molti altri tristissimi episodi di quegli anni, si tende a cancellare, o quantomeno a sminuire, gli atti tremendi del Fascismo, per esaltare presunte migliorie apportate al Paese da quella che non era altro che una dittatura. I bambini furono raccolti in queste strutture con una sorta di ricatto: ai genitori si disse che si trattava di una vacanza di tre mesi, un premio e insieme un modo per saperli al sicuro. In realtà servivano a inquadrarli e prepararli a diventare i soldati e le madri dei soldati di domani. Ammetterlo chiaramente sarebbe un’onta pesante da esibire, per quanto vera.
Che cosa spera arrivi ai lettori, soprattutto ai più giovani?
Proprio questo messaggio. Ci sarà sempre qualcuno che cercherà di rubarci qualcosa di prezioso, la libertà, la pace, l’infanzia, presentandolo come un favore nei nostri confronti. E potrà sembrarci di essere piccoli e inermi davanti a situazioni così enormi, ma c’è sempre speranza. Le cose possono cambiare e la voce di ognuno di noi conta. Mia nonna, dopo innumerevoli disavventure, è riuscita a tornare a casa e a costruirsi una famiglia.
Come ha accolto il libro la sua famiglia?
Per i miei cari è stata una piacevole sorpresa. Se mia nonna fosse ancora tra noi, credo che questo romanzo sarebbe stato per lei una sorta di riscatto nei confronti del suo passato. Mi piace pensare che l’avrebbe aiutata a voltare finalmente pagina, lasciandosi alle spalle i traumi subiti.
Dove si potrà incontrarla e dove si trova il libro?
C’è già stata una presentazione riservata ai booktoker a Milano e ce ne saranno altre, ma le date non sono ancora fissate. Il libro è disponibile online e in tutte le librerie: se non è esposto, basta chiederlo.
Il libro
Le stelle sul soffitto, Cristina Marino, Edizioni Ares. Romanzo storico.












