Unioni civili, la fine delle differenze

di Piergiorgio Piccoli
La cosa che più mi colpisce di tutto questo dibattito sulle unioni civili è che bisognerà cambiare tutta la letteratura per bambini dedicata all’educazione sessuale. Niente più l’apetta che vola sui fiorellini bensì una compresenza di libellule, bombi, fuchi, mantidi, cavallette, bruchi e tutto un mondo di insetti che si inseriscono nei processi di riproduzione e nella creazione del nucleo familiare di questi animaletti. Bisognerà spiegare che la mamma potrà anche avere la barba, come dice il drastico calabrone Sgarbi, e che le tette sono degli orpelli da cui non bisogna dipendere, neanche durante la vita adulta, e si dovrà concepire questa morbida emanazione del corpo come una cosa non fondamentale (nemmeno per il tatto degli adolescenti più arrapati). Succhiare latte non sarà quindi di primaria importanza (anche perché le intolleranze sono in aumento) e anche l’uso del ciuccio e dei biberon dovrà decadere, insieme alle ditte produttrici di tali obsoleti arnesi. Siamo indietro rispetto all’Europa, e come ci insegna Mrs. Doubtfire i ruoli all’interno della famiglia sono facilmente scambiabili, ed è un inganno Darwiniano che il maschio debba cacciare e proteggere la famiglia mentre la femmina sia più dedita alla cura dei figli. Ora i figli saranno una diretta emanazione dell’amore di una coppia, in qualsiasi modo vengano al mondo e in qualsiasi modo ne entrino a far parte. Il “figlio” avrà il ruolo di “figlio” fin dalla nascita, e dovrà imparare ad essere subito consapevole di questo ruolo, come del fatto che la struttura della sua famiglia sarà diversa da quella dei compagni di scuola, e che potrà addirittura scegliere (in base ai propri gusti, propensioni, ormoni o alla propria conformazione anatomica) se essere figlio o figlia. Nulla di strano, la storia si ripete. Diatribe del genere nacquero su dati di fatto inequivocabili anche nell’antica Grecia, o prima della caduta dell’Impero Romano. Per diretta ricaduta anche il resto della letteratura e della arti sarà soggetta a nuove interpretazioni, più sincere ed attuali. Gli amanti efebici di un pittore non dovranno mai più mimetizzarsi in mezzo a contesti religiosi, come nei dipinti del Caravaggio, e in teatro o nel canto si tornerà all’interpretazione dei ruoli femminili da parte di maschi e viceversa, e con orgoglio. L’unico che ne farà davvero le spese sarà il già vituperato Sigmund Freud che dovremo seppellire sotto due metri di terra, e per sempre. La sua invidia del pene ormai è una barzelletta, così come il complesso di Edipo. Anche Platone verrà cestinato insieme ai suoi principi cosmici creatori, il Padre celeste e la Madre Divina, che per essere fecondi dovevano obbligatoriamente lavorare insieme e perennemente alla ricerca l’uno dell’altro. Così spariranno Shiva e Shakti, Yin e Yang, per non parlare del Kamasutra che verrà messo al rogo insieme agli inserti estivi sul sesso di tutte le riviste di gossip. Favole da raccontare ai bambini per spiegare un mondo antico in cui si era talmente primitivi da dividersi in due categorie all’interno della famiglia, categorie che la natura, il tempo e l’evoluzione della specie, hanno definitivamente cancellato.













