VICENZA – Meglio girare con le mascherine
Purtroppo non accenna a migliorare la situazione a Vicenza e in tutta la Pianura Padana. Da giorni ormai non si intravedono novità di rilievo nell’andamento delle condizioni metero e le previsioni per i prossimi giorni non sono rassicuranti. Previste ancora nebbie e temperature relativamente miti, aria stagnante. Aria che peggiora. Negli ultimi tre giorni record negativo dell’anno. Per 72 ore il livello di PM10 non è sceso sotto i 100 mirogrammi per metrocubo e l’aria è ancora ‘pessima’. Nemmeno il livello di PM2.5 è rassicurante. Ieri la stazione di Bassano ha rilevato il livello più alto dell’anno (le PM2.5 sono la frazione più fine del PM10, costituita dalle particelle con diametro uguale o inferiore a 2,5 µm). Vicenza come altri Comuni della provincia si sono mossi, su indicazione del presidente Achille Variati, emettendo ordinanze che hanno l’obiettivo la limitazione dell’uso del riscaldamento, principale causa del persistere di polveri sottili nell’aria. Tviweb vi terrà costantemente aggiornati sulle condizioni dell’aria in città. Il titolo non è provocatorio, l’uso della mascherina può limitare l’impatto dell’aria sui nostri polmoni.
Ricordiamo anche il nostro servizio-intervista al pneumologo dr. Rolando Negrin dell’ospedale San Bortolo
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GLI EFFETTI DELLE POLVERI SOTTILI SULLA NOSTRA SALUTE (FONTE: ARPAE – Emilia Romagna)
Gli effetti sulla salute delle particelle sospese
Esiste un livello di esposizione a particelle in sospensione al di sotto del quale non ci sono effetti avversi sulla salute della popolazione?
Gli studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione lineare fra l´esposizione a particelle ed effetti sulla salute.
Vale a dire, che quanto più e´ alta la concentrazione di particelle nell´aria tanto maggiore è l´effetto sulla salute della popolazione.
Allo stato attuale delle conoscenze, secondo l´Organizzazione Mondiale della Sanità non e´ possibile fissare una soglia di esposizione al di sotto della quale certamente non si verificano nella popolazione degli effetti avversi sulla salute. Per questo motivo, l´OMS non fornisce un valore guida di riferimento per le particelle, ma indica delle “funzioni di rischio” per i diversi effetti sulla salute.
Tali funzioni quantificano l´eccesso di effetto avverso per la salute che ci si deve aspettare per ogni incremento unitario delle concentrazioni di PM10 o di PM2,5.
Recenti studi indicano inoltre che l´esposizione acuta a particelle in sospensione contenenti metalli (come le particelle derivanti dai combustibili fossili usati come carburanti) possono causare un vasto spettro di risposte infiammatorie nelle vie respiratorie e nel sistema cardiovascolare (danneggiamento cellulare e aumento della permeabilità cellulare), verosimilmente in relazione alle loro componenti metalliche.
Nelle persone sensibili (come gli asmatici e le persone con malattie polmonari e cardiache preesistenti), c´è ragione di temere un peggioramento della meccanica respiratoria (diminuzione della funzione polmonare) ed uno scatenamento di sintomi (es.tosse o un attacco di asma), nonché un´alterazione dei meccanismi di regolazione del cuore e della coagulazione del sangue.
Nell´ultimo decennio, numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un´associazione tra i livelli di inquinanti atmosferici a cui la popolazione è normalmente esposta nelle città ed una serie di effetti negativi sulla salute.
Tali studi sono stati condotti in numerosi Paesi del mondo, con criteri rigorosamente scientifici ed hanno fornito risultati riproducibili.
Nella maggior parte di questi studi l´inquinamento atmosferico e´ stato determinato dalla presenza nell´aria delle particelle in sospensione, di ossidi di azoto (NOx), di anidride solforosa (SO2) e di monossido di carbonio (CO).
Tuttavia, nell´insieme degli studi, le particelle in sospensione (e soprattutto le frazioni di più piccole dimensioni come il PM10 e il PM2,5) sono risultate l´indicatore di qualità dell´aria più consistentemente associato con una serie di effetti avversi sulla salute.
Gli studi hanno evidenziato un eccesso misurabile di esiti clinici dell´inquinamento da particelle.
Tali effetti sono sia di tipo acuto, ossia si manifestano nella popolazione nei giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici), sia di tipo cronico, ossia si presentano per effetto di un´esposizione di lungo periodo (sintomi respiratori cronici quale tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare, bronchite cronica, ecc.).
Inoltre studi condotti negli Stati Uniti ed in molti Paesi europei hanno evidenziato un´associazione fra i livelli di inquinanti atmosferici e il numero giornaliero di morti o di ricoveri in ospedale per cause respiratorie e cardiovascolari.
La tabella riassume le conseguenze sulla salute dell´inquinamento atmosferico, a breve e a lungo termine, stimati per un aumento di 10 µg/m3 della concentrazione di PM10; questi dati sono basati sulla letteratura epidemiologica attualmente disponibile.














