UK e Francia, i cittadini che arrestano i ladri per strada: un fenomeno che divide l’Europa

A Londra lo chiamano “citizen’s arrest”, l’arresto effettuato da un semplice cittadino. È legale nel Regno Unito e anche in Francia, ma negli ultimi mesi il fenomeno sta facendo discutere sempre di più.
Uno dei casi più noti è quello di Ivan Skoko, istruttore di arti marziali e cintura nera di jiu-jitsu che vive a Londra. Non è un poliziotto né un militare, ma un cittadino che ha deciso di intervenire quando assiste a furti o aggressioni.
In una delle situazioni più recenti, racconta di aver affrontato un uomo che stava molestando una ragazza per strada, trattenendolo fino all’arrivo della polizia. In un’altra occasione ha seguito un ladro che aveva appena rubato un telefono su un treno, bloccandolo alla fermata successiva e aspettando gli agenti.
«Preferirei che fosse la polizia a fare il suo lavoro – spiega – ma se hanno bisogno del nostro aiuto, noi siamo qui».
Skoko insegna ai suoi allievi non solo tecniche di difesa sul tatami, ma anche come comportarsi in situazioni reali. E molti di loro approvano questo approccio. Alcuni sostengono che la fiducia nelle forze dell’ordine sia diminuita e che sempre più persone siano tentate di intervenire direttamente quando assistono a un reato.
Non tutti però condividono questa visione. Alcuni cittadini temono che la situazione possa sfuggire di mano. «Per chi guarda da fuori sembra solo una rissa tra due persone – osserva un padre londinese – e senza conoscere il contesto può diventare pericoloso».
Il tema è diventato ancora più delicato dopo alcuni episodi controversi. In Regno Unito, ad esempio, un autista di autobus è stato licenziato dopo aver fermato un ladro di gioielli a bordo del suo mezzo. Il caso ha scatenato una forte reazione pubblica e oltre 100.000 cittadini hanno firmato una petizione a suo sostegno.
Gli esperti avvertono che gli arresti dei cittadini comportano anche rischi legali. Secondo il giurista Neil Papworth, docente alla De Montfort University di Leicester, se la persona fermata non ha commesso alcun reato chi l’ha bloccata potrebbe finire sotto accusa.
Il dibattito resta aperto. Da un lato c’è chi vede nel “citizen’s arrest” un modo per reagire a furti e aggressioni quotidiane; dall’altro chi teme che la sicurezza venga delegata a cittadini non preparati, con il rischio di trasformare un intervento civile in un problema ancora più grande.










