4 Marzo 2026 - 11.50

Produzione manifatturiera vicentina: mini-ripresa nel IV trimestre 2025, ma resta in negativo su base annua

I dati dell’indagine congiunturale relativa al IV trimestre 2025 mostrano una leggera crescita
della produzione, che su base annua rimane però in negativo. Le imprese vicentine hanno colto
una mini-ripresa in alcuni mercati esteri, mentre gli ordini interni sono in diminuzione

Il 2025 si è chiuso con il segno “+” per quanto riguarda la produzione manifatturiera vicentina, ma il contesto rimane all’insegna dell’incertezza, e questo già prima dello scoppio del conflitto tra Israele e Stati Uniti con l’Iran, le cui conseguenze economiche potranno essere valutate solo tra qualche mese.

L’indagine congiunturale della Camera di Commercio relativa al IV trimestre del 2025 mostra infatti un ulteriore piccolo recupero della produzione, che conferma il discreto andamento dei mesi estivi accompagnato nell’ultimo trimestre da un incremento anche del fatturato; non si può tuttavia ancora parlare di un punto di svolta per la produzione, la cui serie dalla primavera del 2023 mostra variazioni negative o prossime allo “0”.

Più in dettaglio, sia la produzione che il fatturato rispetto al 3° trimestre mostrano un incremento pari a +0,6%, peraltro più contenuto rispetto alla media regionale (+1,2%), sebbene migliore rispetto al dato nazionale (-0,2%).

Il confronto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, invece, mostra sì una leggera crescita del fatturato (+0,5%), ma una situazione invariata per quanto riguarda la produzione. Tuttavia, analizzando la dinamica della produzione media annuale il confronto con il 2024 è ancora negativo (-0,8%) dopo la variazione negativa già registrata nel confronto tra 2024 e 2023: la contrazione è dovuta alla più marcata debolezza del primo semestre non controbilanciata dalla leggera ripresa del secondo.

Come spesso accade, comunque, il dato medio è il risultato di tendenze anche molto diverse tra i differenti settori: la produzione è infatti cresciuta in modo apprezzabile per alimentare, sistema moda e concia (anche se per quest’ultimi il confronto avviene con un periodo molto difficile), viceversa sono negativi i dati di orafo, legno-arredo e, in misura minore, della metalmeccanica.

Situazione ribaltata invece, rispetto al III trimestre, per quanto riguarda l’andamento degli ordini, dove contrariamente al periodo estivo nell’ultima parte dell’anno a sostenere questa mini-ripresa sono stati soprattutto i mercati esteri (+2,4%) a fronte di una flessione di quello interno (-1,9%).

Una tendenza confermata anche dal confronto rispetto al IV trimestre del 2024: anche in questo caso alla moderata debolezza sul mercato interno (-0,4%) si affianca un ritorno alla crescita per quelli provenienti dai mercati stranieri (+1,9%). Nonostante la fase di profonda incertezza le imprese vicentine hanno quindi saputo adattarsi e la leggera ripresa del Pil tedesco suggerisce un cauto ottimismo per questo mercato.

Anche l’analisi dei dati amministrativi evidenzia una situazione in evoluzione con alcune note positive: le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) sono state 3,7 milioni, -20,3% rispetto ai 4,7 milioni del III° trimestre e in riduzione anche rispetto al 4° trimestre 2024 (erano state 5,3 milioni). Prendendo in considerazione le ore complessive di CIG del 2025, la diminuzione rispetto al 2024 è significativa ma resta su livelli elevati (19 milioni contro 20,6 milioni, -8%; nel 2019 erano però meno di 4 milioni).

Per quanto riguarda invece le situazioni di vera e propria criticità nelle singole realtà aziendali, le aperture delle procedure concorsuali e di crisi nel 4° trimestre 2025 sono in diminuzione rispetto al 3° trimestre e ciò è molto rilevante se si tiene conto dell’usuale rallentamento dell’attività dei tribunali nei mesi estivi: 59 contro 113. Tuttavia rispetto al 2024 l’apertura di procedure concorsuali ha riguardato un numero più elevato di imprese (418 imprese rispetto a 280); tale numero è ancora influenzato dai cambiamenti normativi ma è un segnale di una situazione da monitorare con attenzione.

Situazione in chiaro-scuro anche per quanto riguarda il rapporto tra imprese e sistema bancario. L’ufficio studi della Banca d’Italia ha realizzato in coordinamento con Unioncamere Veneto una revisione della serie dei prestiti vivi alle imprese al fine di rendere più precisa l’analisi. L’ultimo dato disponibile è al 30 settembre 2025: il livello dei prestiti vivi alle imprese vicentine è pari a 12,1 miliardi in restrizione (erano 12,5 miliardi al 30 giugno 2025). Scende tuttavia il tasso di decadimento dei prestiti dopo il picco registrato al 31 marzo 2025: da 1,832 del primo trimestre 2025 a 1,772 del secondo e a 1,590 del terzo. Si tratta di un indicatore che misura l’entrata “in sofferenza” dei crediti: c’è quindi minore credito ma la qualità tende a crescere nel corso dell’anno.

La stabilità dei tassi, tornati ad un livello basso, e l’assorbimento dell’effetto dazi avevano fatto scendere la rischiosità del credito, ma le nuove tensioni geopolitiche potrebbero avere effetti ora difficilmente calcolabili.

In questo contesto, le previsioni per il futuro non possono che essere improntate all’incertezza. Infatti da una parte a fine dicembre i giorni di produzione assicurati dagli ordinativi già raccolti erano 58, un dato migliore sia di quello di fine 2024 (54) sia di quello del trimestre precedente (49). E migliora anche il grado di utilizzo degli impianti che, pur restando lontano dal livello teoricamente ideale dell’80% si attesta ad un valore leggermente superiore al 72% (era 70,7% nel terzo trimestre). Tuttavia, la quota di imprenditori che prefigura un incremento produttivo nel breve periodo è più bassa di quella del terzo trimestre ed è pari a circa il 37% (previsioni tra l’altro raccolte prima dello scoppio delle ultime tensioni geopolitiche).

Infine, un discorso a parte merita il saldo tra iscrizioni e cancellazioni al Registro Imprese: nell’ultimo trimestre del 2025 è stato negativo e pari a -211 (+179 nel 3° trimestre, +257 nel 2° trimestre e –279 nel 1° trimestre), ma vi è da registrare un effetto amministrativo di pulizia degli archivi. Conseguentemente nel 2025 si è registrata una contrazione del numero di imprese registrate (-54) ma in parte dovute alle cessazioni d’ufficio; infatti al netto di questo effetto il saldo sarebbe invece positivo e pari a +327.

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