20 Maggio 2022 - 16.58

Uilca Veneto: sempre meno sportelli bancari sul territorio, così muore il lavoro e soffre l’imprenditoria

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Gli sportelli bancari sono sempre meno, e la tendenza da anni sembra ormai inarrestabile. Basti dire che solo nel corso del 2021 gli sportelli attivi sul territorio italiano sono scesi da 23.481 di fine 2020 ai 21.650 a fine 2021 (ben 1.831 sportelli chiusi in un solo anno).
La diminuzione ha coinvolto tutte le regioni italiane, e sono ormai ben 4.902 i comuni della Penisola che non hanno neanche uno sportello bancario nei propri confini.
La tendenza è quindi ormai consolidata in tutta Italia, ma al Sud, dove la presenza fisica delle Banche sul territorio era già molto ridotta, gli sportelli pro capite sono passati dai 30 ogni 100.000 abitanti del 2015 ai 23 nel 2021, contro una media nazionale che nello stesso periodo si è ridotta da 48 ai 35 sportelli.
Le motivazioni di questo fenomeno sono note: le operazioni di fusione e aggregazione hanno semplificato il panorama delle banche italiane, poi la tecnologia ha fatto il resto. L’internet banking, i pagamenti elettronici, la gestione di buona parte delle operazioni on line riducono la necessità del presidio fisico del territorio.
Le banche italiane, poi, hanno definito la presenza territoriale degli sportelli in funzione del numero e dell’attività economica delle imprese nel territorio, e non in funzione della maggiore o minore popolazione.
E questo spiega perchè il Nordest sia ancora l’area a maggiore densità di sportelli in relazione alla popolazione, anche grazie alla grossa quota di mercato che BCC e Casse Rurali, tradizionalmente molto presenti sul territorio, detengono nelle nostre zone.
Ecco perché il Veneto in questo momento rappresenta un’eccezione rispetto alla media italiana, con I’84% dei Comuni, ovvero 473 su 563, ancora serviti da almeno uno sportello.
Ma la cosa non deve tranquillizzare, perchè ogni piano industriale prevede inevitabilmente chiusure di sportelli, e già adesso è evidente che i Comuni veneti più penalizzati sono quelli delle aree meno industrializzate, tipo quelli di montagna.
“Come Uilca del Veneto riteniamo che non si possa accettare passivamente questo trend, questa vera e propria condanna a morte della Banca come luogo fisico. Perchè comporta la desertificazione dei territori, la contrazione dell’occupazione nel settore del credito, e l’abbandono
a se stessa della parte più debole della popolazione, gli anziani, che sono i meno avvezzi all’uso dell’elettronica- afferma il segretario generale Uilca Veneto Luca Faietti- Siamo consci che non sarà facile arrestare questa tendenza alle chiusure, ma forse un po’ di fantasia e di sano realismo potrebbe venire in aiuto, magari prendendo lo spunto da esperienze
che si stanno facendo in altri Paesi alle prese con lo stesso problema”.
Serve anche una presa d’atto da parte della politica veneta per entrare nel tema che ha risvolti sociali ed economici importanti e che poco ha fatto sino ad ora per dare segnali in tal senso.

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