15 Gennaio 2026 - 15.03

Polizia locale, il Diccap-SULPM replica al sindaco di Vicenza: “Dichiarazioni gravi e fuorvianti”

Il Diccap-SULPM, Segreteria regionale del Veneto, interviene con una dura replica alle recenti dichiarazioni del sindaco di Vicenza sul ruolo e sulle funzioni della Polizia Locale, rilasciate in un’intervista alla stampa locale.

Secondo il sindacato, le affermazioni del primo cittadino – secondo cui la Polizia Locale non avrebbe competenze equiparabili a Carabinieri e Polizia di Stato e che, in caso di furto in abitazione, non andrebbe contattata – risultano “gravi e fuorvianti” e non tengono conto della normativa vigente né dell’evoluzione più recente del quadro legislativo in materia di sicurezza urbana.

Il Diccap-SULPM ricorda che la Legge 7 marzo 1986, n. 65, insieme alle leggi regionali, al Testo unico degli enti locali (TUEL) e ai regolamenti comunali, attribuisce in modo chiaro al sindaco e alla Polizia Locale funzioni operative in materia di sicurezza urbana, prevenzione dei reati e presidio del territorio.

Un ruolo ulteriormente rafforzato dal Decreto Minniti (D.L. 14/2017, convertito in L. 48/2017), che ha introdotto il concetto di sicurezza urbana integrata, ampliando le competenze dei sindaci e della Polizia Locale nella gestione della sicurezza dei cittadini e nella prevenzione dei reati. Lo stesso TUEL (D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267) individua il sindaco come autorità locale di pubblica sicurezza, con il compito di coordinare sul territorio interventi immediati, attività di prossimità e azioni preventive attraverso la Polizia Locale.

A questo quadro normativo si aggiungono i Decreti Sicurezza (D.L. 113/2018 e D.L. 130/2022), che hanno ulteriormente rafforzato il ruolo dei sindaci nella gestione delle aree urbane a rischio, nel controllo del territorio e nella tutela della sicurezza dei cittadini, anche in contesti complessi.

Nella pratica quotidiana, sottolinea il sindacato, quando si chiama il numero unico di emergenza 112 è spesso proprio la Polizia Locale a intervenire per prima, garantendo un’assistenza immediata e operando in collaborazione con Carabinieri e Polizia di Stato.

Ridurre la Polizia Locale a una funzione meramente stradale – peraltro affidata dalla legge in via preminente alla Polizia di Stato – o esclusivamente amministrativa significa, secondo il Diccap-SULPM, sminuire il lavoro concreto di migliaia di agenti e ignorare un quadro normativo che negli anni ha rafforzato i poteri del sindaco in materia di sicurezza urbana.

Il sindacato invita quindi il sindaco di Vicenza a informarsi correttamente sulla normativa vigente e sul proprio ruolo in tema di sicurezza urbana integrata, evitando dichiarazioni che rischiano di indebolire la percezione di sicurezza dei cittadini e di compromettere il presidio del territorio.

Le donne e gli uomini della Polizia Locale, ricorda ancora il Diccap-SULPM, sono agenti e ufficiali di polizia giudiziaria sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria e agenti di pubblica sicurezza funzionalmente dipendenti dalle autorità di pubblica sicurezza. La Polizia Locale non è un’appendice, ma uno strumento essenziale per la protezione del territorio e la prevenzione dei reati, ruolo confermato e rafforzato anche dalle leggi più recenti, inclusi il Decreto Minniti – promosso da un ministro dell’Interno di un governo del Partito Democratico, lo stesso partito del sindaco – e i Decreti Sicurezza.

Gli unici limiti della Polizia Locale, conclude la nota, sono di carattere territoriale e legati alle risorse disponibili e alle scelte politiche delle amministrazioni comunali. Ciò che non è equiparabile alle forze di polizia dello Stato riguarda invece il trattamento economico, previdenziale e assicurativo.

La replica è firmata da Simone Maniero, segretario regionale del Diccap-SULPM del Veneto, che ribadisce la disponibilità del sindacato a fornire ulteriori chiarimenti sul tema.

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