24 Marzo 2026 - 15.48

Mondiali 2026, FIFA nel mirino: biglietti da 4.185$ e denuncia all’UE per pratiche “sleali”

La Federazione Europea dei Tifosi ha presentato un reclamo formale alla Commissione Europea contro la FIFA, accusata di pratiche scorrette nella vendita dei biglietti per i prossimi Mondiali. Al centro della contestazione ci sono prezzi ritenuti “esorbitanti” e procedure di acquisto giudicate “opache e sleali”.

L’iniziativa è stata promossa insieme a Euroconsumers, che rappresenta associazioni di consumatori in tutto il continente. Secondo le due organizzazioni, la FIFA avrebbe abusato della propria posizione dominante nel mercato dei biglietti, imponendo condizioni che non sarebbero accettabili in un contesto realmente competitivo.

Già a dicembre la Federazione dei tifosi aveva chiesto l’apertura di un confronto con la FIFA per tutelare “la tradizione, l’universalità e il valore culturale della Coppa del Mondo”. Non avendo ottenuto risposte soddisfacenti, ora la questione è stata portata sul piano del diritto europeo della concorrenza.

Nel reclamo vengono indicati “sei abusi specifici”. Tra questi spiccano i prezzi considerati fuori scala rispetto alle edizioni precedenti. Secondo quanto riportato, i biglietti più economici per la finale partirebbero da 4.185 dollari (circa 3.600 euro), una cifra superiore di oltre sette volte rispetto ai Mondiali del 2022 in Qatar.

FSE ed Euroconsumers chiedono quindi alla Commissione di intervenire imponendo alla FIFA di abbandonare il sistema di prezzi dinamici, congelare le tariffe ai livelli annunciati a dicembre e rendere noto il numero di biglietti disponibili per ciascuna categoria almeno 48 ore prima delle vendite.

Tra le contestazioni figura anche una presunta pubblicità ingannevole legata a biglietti da 60 dollari per la fase a gironi, risultati di fatto esauriti prima dell’apertura ufficiale al pubblico. Viene inoltre criticata la gestione “incontrollata” dei prezzi e la scarsa trasparenza delle informazioni fornite agli acquirenti.

Secondo le due organizzazioni, infatti, al momento dell’acquisto non sarebbero garantiti elementi fondamentali come la posizione dei posti, la configurazione degli stadi o persino le squadre in campo. A ciò si aggiungerebbe l’uso di tecniche di vendita aggressive e una commissione del 15% applicata sulla rivendita dei biglietti.

La vicenda apre ora un possibile fronte legale a livello europeo, con la Commissione chiamata a valutare se le pratiche adottate dalla FIFA violino le norme sulla concorrenza e la tutela dei consumatori.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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