Mercosur, qual è il problema e a che punto siamo?

Bruxelles – Venerdì sarà un giorno chiave per l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur, il blocco economico latinoamericano formato da Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia (con quest’ultima che entrerà in ritardo). Altri Paesi sudamericani, come Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù e Suriname, sono membri associati. L’accordo, in discussione da 25 anni, mira a intensificare gli scambi di beni e servizi tra Europa e America Latina, interessando settori come agricoltura, industria automobilistica, chimica, farmaceutica, tessile e servizi.
Il voto di venerdì tra gli ambasciatori dei 27 Stati membri si svolgerà con il sistema della maggioranza qualificata: il 55% dei Paesi (15 su 27) che rappresentano il 65% della popolazione europea deve approvare. L’opposizione al momento è limitata a Polonia, Ungheria, Irlanda, Austria e Francia. Parigi non ha ancora formalizzato la propria posizione: Emmanuel Macron e il ministro Sébastien Lecornu la comunicheranno ufficialmente prima o durante il voto. L’opposizione interna, inclusi i Repubblicani (LR), ha avvertito che un via libera al testo potrebbe esporre il governo a rischi politici, come una mozione di censura.
Le contromisure di Bruxelles per convincere i riluttanti
Per placare i timori, soprattutto degli agricoltori francesi, l’UE ha annunciato diverse misure parallele: sblocco anticipato di 45 miliardi di euro della futura Politica Agricola Comune già nel 2028, riduzione di alcuni dazi su fertilizzanti e ammoniaca, e divieto di residui di pesticidi su tre sostanze specifiche.
Nonostante il voto di venerdì e la firma prevista lunedì in Uruguay da parte della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la ratifica finale spetta ancora al Parlamento europeo.
Mercosur: cosa cambia e perché suscita preoccupazioni
L’accordo rimuove gradualmente oltre il 90% dei dazi tra UE e Mercosur. Per l’Europa significa esportare più automobili, macchinari, vini e liquori; per il Sud America, facilitare l’ingresso di carne, zucchero, riso, miele e soia. Inoltre, mira a diversificare le fonti di minerali strategici come litio e cobalto, essenziali per la transizione ecologica.
Molti agricoltori temono la concorrenza di Paesi con standard di produzione meno restrittivi su sicurezza alimentare, salute animale e ambiente. Senza l’accordo, esportare verso l’America Latina comporterebbe dazi del 27% sul vino e del 35% sulle auto; con l’accordo, le tariffe saranno rimosse gradualmente, ad esempio per i veicoli elettrici solo dopo diciotto anni.
Garanzie e misure di salvaguardia
La Commissione europea ha previsto quote e meccanismi di salvaguardia, attivabili se le importazioni eccessive minacciano un settore. Un’indagine può essere avviata se il prezzo di un prodotto del Mercosur scende dell’8% rispetto all’UE e le importazioni crescono oltre l’8%. In caso di danni gravi, i dazi possono essere ripristinati temporaneamente.
Tuttavia, secondo il think tank francese Istituto Veblen, il monitoraggio di prodotti sensibili, come il controfiletto bovino, è praticamente impossibile perché non esistono linee tariffarie separate per tagli di alto valore, rendendo difficile dimostrare eventuali danni al mercato europeo.
















