I dati: Centro Sud e regioni rosse fanno vincere il ‘No’

Si chiude con un risultato netto il referendum sulla riforma della giustizia: secondo i dati parziali del Viminale, con un’affluenza del 58,93%, il No si impone a livello nazionale con il 54,47%, mentre il Sì si ferma al 45,53%, nonostante fosse stato a lungo indicato in vantaggio nei sondaggi delle settimane precedenti.
Determinante si è rivelata proprio l’alta partecipazione al voto, superiore alle previsioni e capace di incidere in modo significativo sull’esito finale. Il dato più basso di affluenza si registra in provincia di Bolzano, dove si attesta attorno al 39%, con punte che in alcuni comuni scendono fino al 20%.
A livello territoriale emerge però un’Italia divisa. Il Sì conquista infatti tre regioni del Nord a guida centrodestra: in Lombardia raggiunge il 53,64%, in Veneto sfiora il 58% (57,96%) e in Friuli Venezia Giulia si attesta al 54,25%. In Trentino il risultato resta ancora incerto, con uno scenario di sostanziale equilibrio. Sempre nel Nord, fanno eccezione Valle d’Aosta e Piemonte, dove prevale il No: nella prima di misura, poco sopra il 50%, nella seconda in modo più netto (53,23% contro il 46,77% del Sì).
Diverso il quadro nelle grandi città, dove il No domina ovunque con ampi margini. A Torino si registra uno dei divari più marcati (64,73% No contro 35,27% Sì), mentre a Milano il No raggiunge il 58,36% contro il 41,64% del Sì, risultando comunque la grande città con la percentuale più bassa di contrari. A Venezia il No si impone con il 54,86%, a Bologna tocca il 68,4% contro il 31,6% del Sì, mentre a Genova sfiora il 64%.
Percentuali ancora più alte si registrano a Firenze (66,57% No), a Roma dove il Sì resta sotto il 40% e il No supera il 60%, e soprattutto a Napoli, dove il No raggiunge il dato più alto tra le grandi città con il 75,81%, lasciando il Sì al 24,19%. Situazione simile anche a Palermo (68,96% No contro 31,04% Sì) e Bari (62,76% No contro 37,24% Sì).
Un risultato che fotografa un Paese spaccato tra territori e grandi centri urbani, con un esito finale che segna comunque una chiara bocciatura della riforma proposta dal governo.










