9 Settembre 2022 - 9.51

Elisabetta: l’ultima dei Titani

di Alessandro Cammarano

L’Inglese è una lingua meravigliosa, capace di condensare molti concetti in un’unica parola.

Uno delle più belle e dense è “decency” – che racchiude in sé i concetti di decoro, onore, modestia, dignità – e con essa l’aggettivo corrispondente “decent”: Elisabetta II ne è stata la più plastica delle rappresentazioni per settant’anni, non solo per per il suo paese.

Adesso se n’è andata, ultima dei Titani, non prima di aver compiuto il suo estremo atto di servizio verso il suo paese, ricevendo a Balmoral Liz Truss – che per inciso è un’orrida parodia di Margaret Thatcher – quindicesimo Primo Ministro del suo regno per la “cerimonia del baciamano”, evitando così di lasciarsi alle spalle un pericoloso vuoto del potere esecutivo e una potenziale grana istituzionale che sarebbe stato il primo problema del suo successore.

Firmava i documenti ufficiali premettendo al suo nome uno “your servant” che la dice lunga sul come intendeva il suo compito nei confronti di una nazione che letteralmente raccolse dalle macerie della seconda guerra mondiale – all’inizio del suo regno, nel 1952, nel Regno unito vigeva ancora il razionamento che fu abolito poco dopo – tenendo saldamente il timone nei momenti di crisi e rappresentando quel “porto sicuro” nel quale il popolo britannico si è sempre sentito protetto.

In sette decenni ha dovuto affrontare più di un momento di crisi, dalla dissoluzione dell’Impero agli attentati terroristici dell’IRA, dallo sciopero dei minatori all’ Annus Horribilis, quel 1992 che vide la crisi personale e d’immagine della Royal Family – con la separazione di Carlo e Diana su tutto – e l’incendio del castello di Windsor.

Solo in due momenti ha tentennato: la prima volta nel 1966, in occasione del disastro di Aberfan – quando una montagna di detriti minerari sommerse una scuola elementare della cittadina gallese causando la morte di 144 persone tra cui 114 bambini – decidendo di recarsi sul luogo della catastrofe otto giorni dopo i fatti. Quando giunse non nascose le lacrime, mostrandosi assai meno “distaccata” di come certa narrazione popolare la dipingesse ed abbia continuato a dipingerla.

Peccò di intempestività anche nel 1997 all’indomani della tragica scomparsa di Lady Diana, non rientrando immediatamente a Londra da Balmoral e l’allora Primo Ministro Tony Blair dovette metterla di fronte ad uno scenario che assomigliava molto ad una rivolta popolare contro l’istituto monarchico.

Ne uscì alla grande, piegando la testa al passaggio del feretro di Diana e dopo un discorso alla nazione semplicemente perfetto.

Ha avuto accanto a lei un compagno di eccezionale caratura come il principe Filippo, la sua “roccia” come lo ha sempre definito. Alla sua morte, il 9 aprile del 2021, Elisabetta è sembrata improvvisamente cedere al peso degli anni, come se avesse coscientemente deciso di congedarsi dalla vita.

Pur rimanendo lucidissima e presente gli impegni pubblici si erano andati diradando, affidati agli altri membri della famiglia, e anche alle cerimonie ufficiali per il Giubileo – ricordiamo che quello Elisabetta è stato il secondo regno più longevo della storia subito dietro a quello di Luigi XIV di Francia – la si era vista poco.

Negli anni si era addolcita, sorrideva di più, appariva più propensa a lasciar trasparire le sue emozioni, l’ironia traspariva nel suo sguardo. Se lo poteva permettere: aveva visto tutto durante il suo regno, dalla sconfitta del nazismo al crollo dell’Unione Sovietica, 14 presidenti degli Stati Uniti, dieci presidenti francesi, sette Papi e un numero imprecisato di presidenti del consiglio italiani.

Ha dovuto subire anche la Brexit, verso la quale manifestò tutto il suo dissenso presentandosi al Parlamento per il Discorso della Corona vestita con i colori della bandiera europea.

È stata anche la più blasonata delle Bond-Girl: come dimenticare la sua strepitosa gag con Daniel Craig 007 per la cerimonia d’apertura dei giochi olimpici del 2012?

Meraviglioso il suo ultimo siparietto, in occasione del Giubileo, con l’orso Paddington ad offrirle il sandwich alla marmellata che tiene sempre nel cappello e lei, la Regina, a rivelargli che anche lei ne tiene sempre uno nella borsetta.

Già, la borsetta, uno degli accessori più misteriosi di sempre, usata come segnale di inizio e fine dei colloqui ufficiali e il cui contenuto resterà celato per sempre.

Ci mancherà Elisabetta, tantissimo.

Alessandro Cammarano

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