13 Marzo 2019 - 17.15

Sportello “Donna e famiglia”, il bilancio del 2018

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Sostenere il livello di qualità di vita delle famiglie con presenza di minori in situazioni di svantaggio socio-economico, attraverso l’orientamento e l’accompagnamento a servizi. È questo lo scopo principale dello sportello “Donna e famiglia” di Caritas Diocesana Vicentina, che in occasione della Festa della Donna traccia il bilancio 2018 della propria attività.

 

I numeri dello sportello.

Lo scorso anno il servizio ha incontrato 355 persone (352 donne e 3 uomini), un numero leggermente superiore alle 338 del 2017. Di queste, il 75% si erano già rivolte al servizio in passato, mentre per il 25% si tratta di persone che per la prima volta si sono recate allo sportello. Circa un quarto del totale (24%) sono di nazionalità italiana, il 74% di nazionalità extraeuropea e il 2% europea.

Per quel che riguarda le classi di età, emerge che la fascia più rappresentata (37%) è quella tra i 35 e i 44 anni, seguita da quella tra i 25 e i 34 anni (26%): si tratta delle fasce di età in cui è più frequente la presenza in famiglia di bambini piccoli. Se si tiene in considerazione la cittadinanza, tra le italiane prevalgono nell’ordine le fasce tra i 55 e i 64 anni e tra i 45 e 54 anni, mentre tra le donne non italiane prevale quella tra i 35 e 44 anni, seguita dalla fascia 25-34.

Il 43% delle donne ha dichiarato di essere coniugata, il 24% di essere nubile, il 9% di essere separata legalmente, l’8% divorziata e il 3% vedova. Il 47% vive con la propria famiglia (con o senza figli), il 28% da sola, il 6% con familiari/parenti e il 6% in un nucleo con conoscenti o soggetti esterni alla propria famiglia.

Per quel che riguarda la tipologia di alloggio, il 61% abita in una casa affittata da un privato, il 4% in una casa di proprietà con mutuo estinto/nuda proprietà, mentre l’1,7% ha dichiarato di essere priva di abitazione.

Sul fronte occupazionale, il 10% è casalinga e solo il 7% è occupata.

 

I bisogni e le richieste espressi.

I bisogni maggiormente espressi in termini generali sono stati di natura economica (42%), seguiti da problemi di occupazione/lavoro (15%) e da problemi familiari (13%). Analizzando quest’ultimi, per il 18% si è trattato di problemi legati al divorzio/separazione, per il 13% di conflittualità di coppia, per il 12% di abbandono del tetto coniugale, per l’11% di problemi legati al fatto di essere una madre sola, mentre i casi di denuncia di maltrattamenti sono stati 4 (circa il 3%).

Se si analizzano invece le richieste specifiche, il 47% dei casi ha riguardato sussidi economici (soprattutto per il pagamento di affitti o bollette), il 39% beni e servizi materiali (cibo e vestiario), mentre il 9% ha richiesto principalmente ascolto.

 

Gli interventi dello sportello.

Una volta verificati i reali casi di necessità, nel 2018 lo sportello ha effettuato 2876 interventi. Tra questi vanno sottolineati i 1595 interventi per beni e servizi materiali, 526 per sussidi economici, 364 di ascolto, 200 di orientamento per abitazione, pratiche, legali, problemi familiari o lavorativi, 28 per questioni sanitarie, 15 di consulenza professionale e 127 per richieste di altro tipo.

Don Enrico Pajarin, direttore Caritas Diocesana Vicentina: “I numeri delle persone ascoltate e accompagnate sono sostanzialmente in linea con quelli del 2017, segno che ci sono ancora molte donne in difficoltà. Quasi la metà sono coniugate, il che evidenzia come la famiglia, ancor più se numerosa, non sia sufficientemente sostenuta nell’attuale contesto sociale. Tale fragilità vale per tutte le donne con figli, considerando il fatto che quasi un quarto di esse siano italiane. Prevalgono ancora le richieste di beni e servizi materiali e di sussidi, segno di una sofferenza principalmente di carattere economico, alla quale cerchiamo di rispondere anche con aiuti materiali, ma soprattutto con un percorso di ascolto, di orientamento e di accompagnamento affinché queste donne ritrovino la loro dignità anche nell’impegno lavorativo, per ottenere l’indipendenza economica a favore di loro stesse, dei loro figli e di conseguenza delle loro famiglie”.

Angela Guglielmi, referente sportello “Donna e famiglia”: “Le persone che si rivolgono al nostro sportello spesso giungono con richieste di aiuto che necessitano di una risposta tempestiva. La sfida per noi è quella di soddisfare i bisogni primari urgenti promuovendo una relazione di aiuto generativa; è importante infatti sostenere le persone in difficoltà anche coinvolgendo e tessendo una rete con i diversi soggetti presenti nel territorio, istituzionali e non, per progettare assieme singole azioni e percorsi verso l’autonomia. Questo non solo permette di mettere assieme risorse e possibilità diversificate ma soprattutto fa sì che la persona, nel momento di fragilità che sta vivendo, non si senta sola ma possa sentirsi parte di una comunità”.

 

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