24 Gennaio 2020 - 9.27

Sci di fondo: le piste da non perdere sull’Altopiano dei Sette Comuni

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di Anna Roscini

Si dice che qualcuno un giorno si mise ai piedi cortecce e rami intrecciati per muoversi più agevolmente nella neve e raggiungere più facilmente gli animali a cui dava la caccia. Sono numerose le testimonianze storiche che ci confermano che lo sci di fondo era innanzitutto una questione di sopravvivenza per quei popoli nordici e asiatici che dovevano spostarsi in ambienti nevosi per molti mesi all’anno. In Siberia, per esempio, sono stati trovati degli sci risalenti al 2500 a.C. fatti di giunchi legati insieme. Anche nella torbiera di Hoting, in Svezia, sono stati rinvenuti sci in legno risalenti allo stesso periodo, così come nell’isola di Rødøy, in Norvegia, hanno scoperto delle incisioni rupestri, databili intorno al 2000 a.C., raffiguranti un uomo con ai piedi un paio di sci. Nell’undicesimo secolo c’è chi invece usò gli sci in battaglia: le cronache raccontano che il re svedese Sverre vinse uno scontro nei pressi di Oslo proprio grazie all’utilizzo degli sci. Gli stessi guerrieri lealisti Birkebeiner, il cui nome deriva dalle loro scarpe fatte di corteccia di betulla (in norreno birken significava betulla e beiner gambe), vengono celebrati in una delle più rinomate gare di sci odierne, la Birkebeinerrennet appunto, per aver salvato nel 1206 Haakon Haakonsson, il piccolo erede al trono di Norvegia, in un lungo e pericoloso viaggio con gli sci. Nel 1843 abbiamo finalmente il primo episodio che testimonia l’utilizzo degli sci di fondo anche in contesti sportivi: la prima gara di questa disciplina si tiene a Tromsø, in Norvegia. La parola “sci” in effetti ha origini norvegesi: deriva dal termine “ski”.
Da quel primo evento, le competizioni si sono moltiplicate in tutta Europa. Nelle zone montane hanno cominciato a nascere comprensori dove gli sciatori più esperti possono praticare questo affascinante sport, così come i principianti mettere per la prima volta gli sci ai piedi. Da quegli anni, anche il clima però è cambiato e le nostre Alpi soffrono sempre di più la mancanza di neve. La stagione sciistica nelle montagne vicentine ha vissuto senz’altro periodi migliori, ma l’Altopiano dei Sette Comuni, neve permettendo, rimane un vero paradiso per gli amanti dello sci di fondo con oltre 500 km di piste che si snodano tra boschi di conifere e ampie radure. Se volete assaporare momenti magici, immersi nella natura incontaminata delle nostre montagne, ecco cinque centri fondo che possono fare al caso vostro. Data l’imprevedibilità del tempo, si consiglia comunque sempre di verificare lo stato di apertura delle piste nel sito dei comprensori.

Centro Fondo Campolongo
Uno scenario magico e affascinante quello in cui si snodano i percorsi del Centro Fondo Campolongo (1.551 m) che, tra fitti boschi e ampi pascoli, ci portano a scoprire storiche malghe e luoghi suggestivi, protagonisti e testimoni dei tragici eventi della Prima guerra mondiale. Il Centro Fondo Campolongo si trova in quella che Mario Rigoni Stern chiamava “la montagna alta”, nella parte nord dell’Altopiano. Le piste si estendono per oltre 100 km e sono adatte a tutti i livelli: a partire da quelle più semplici, Mandrielle (10 km) e Trugole (8 km), fino a quelle intermedie, Posellaro (14 km), e più difficili, Camporosà (18 km), Vezzena (25 km) e Millegrobbe (37 km). Con gli sci ai piedi è infatti possibile raggiungere anche gli Altopiani di Vezzena e di Luserna (TN).

Centro Fondo Gallio
Gioiello incastonato nelle montagne, il Centro Fondo Gallio (1.500 – 2.000 m) è circondato da vasti boschi di conifere e paesaggi incontaminati, dove il tempo sembra essersi fermato. Oltre 150 km di piste lo rendono un vero paradiso per gli appassionati dello sci di fondo. Anche qui i percorsi sono i più svariati e adatti a principianti ed esperti. Si tratta di un comprensorio sciistico di proporzioni davvero importanti, basti pensare che le piste arrivano a raggiungere i 2.106 m del Monte Ortigara.

Centro Fondo Enego
Siete pronti a sciare nella Finlandia d’Italia? Tra Valmaron e Marcesina avrete a disposizione 200 km di piste per praticare il vostro sport preferito nel panorama più spettacolare dell’Altopiano, sotto a Cima Dodici e al Monte Ortigara. Il Centro Fondo Enego (1.351 m) offre un’ampia varietà di piste per ogni esigenza e preparazione: dalle più semplici, Conca, Agonistica e Variante Costalta, a quelle di media difficoltà, come Cimone e Mandrielle, alle più impegnative, Marcesina-Buson e Valbrutta-Barricata.

Centro Fondo AsiagoUn piccolo angolo di Scandinavia vicino a casa! Al Centro Fondo Asiago (1.001 m) sono disponibili ben quattro piste: Golf (5 km), Prunno (10 km), Fratta (15 km) e Barenthal (15 km). Le piste sono adatte a principianti ed esperti e scrupolosamente preparate per entrambe le tecniche.

Centro Fondo Fontanella
A 4,5 km da Asiago, tra radure soleggiate e folti boschi, il Centro Fondo Fontanella (1.060 – 1.280 m) offre 20 chilometri di piste. Dai percorsi con dislivello poco significativo, e quindi accessibili anche a chi indossa gli sci per la prima volta, a quelli più impegnativi e tecnici, dedicati a coloro che vogliono esprimere tutto il loro potenziale sugli sci. Tra le sei, Variante Pozza è la pista più nordica: l’ambiente è suggestivo, il silenzio è assoluto, e la neve diventa un libro su cui gli animali, volpi, lepri, ermellini, scoiattoli ed anche uccelli, scrivono le loro impronte.

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