27 Dicembre 2018 - 22.00

IL GRAFFIO- LA PAGELLA AL SINDACO RUCCO ED ALLA GIUNTA: PROMOSSI E BOCCIATI

Il primo semestre dell’Amministrazione civico- centro destra si chiude con un voto di sufficienza soprattutto grazie all’operato del Sindaco Francesco Rucco che dimostra di saper ricoprire il ruolo senza tanti fronzoli ma con il giusto piglio. È un primo scorcio di quello che sarà il suo mandato e che si chiude comunque tra luci ed ombre. Abbiamo così pensato di fare le pagelle agli assessori per definirne l’approccio e con la speranza che i voti assegnati possano migliorare con il tempo tanto da far crescere Vicenza sotto ogni aspetto.

Francesco Rucco, sindaco: voto 7
Ha il dono della pacatezza e questo è sicuramente un pregio per un sindaco che deve tenere insieme una squadra eterogenea. Non ha dovuto affrontare grandi crisi e ha saputo scaricare con eleganza sulla sua maggioranza la patata bollente dei consiglieri che si sarebbero dovuti dimettere per colpa di post neo-fascisti scoperti durante la campagna elettorale. Ha saputo virare in maniera decisa sul tema della Tav quando si è reso conto che gli imprenditori vicentini, su quel progetto, non avrebbero accettato né posizioni tiepide né revisioni del progetto in grado di allungare i tempi.

Francesco Rucco, assessore alla sicurezza: voto 7,5
Con l’operazione del presidio fisso in Campo Marzo ha staccato una cambiale politica importante, anche se i risultati operativi – come era prevedibile – sono stati scarsi o nulli. Si è recentemente attirato le critiche dell’ala più sinistra dell’opposizione con l’ordinanza che vieta di sedersi sui gradini del Chiericati, ma anche in questo caso ha accumulato crediti nella vasta area di cittadini che vogliono più ordine e meno degrado. E’ necessario proseguire su questa strada, allargando divieti anche alla Basilica e altre zone del centro. Il compito dell’assessore alla sicurezza – improprio per definizione, se solo si pensa che l’argomento è di competenza di Questore, Prefetto, polizia e carabinieri – deve essere proprio quello della propaganda efficace. E finora pare che Rucco lo abbia capito

Francesco Rucco, assessore alla cultura: voto 5,5
La Basilica rimane desolatamente vuota e nel frattempo la mostra sul settecento veneto, quella che a Mosca ha fatto numeri importanti, a Vicenza rimane desolatamente priva di visitatori. Male la scelta di non rendere noti i numeri del “Trionfo del Colore”, e non aver capito che quella mostra andava promossa ben fuori dai confini segnati da Bacchiglione e Retrone. Da rivedere la retromarcia nei confronti di Marco Goldin: dopo averlo più volte attaccato in epoca Variati, adesso si capisce che si tratta di una macchina per far girare il vasto mondo degli appassionati di pittura. Sullo sfondo l’errore di aver consentito di smontare gli allestimenti per la Basilica, un costo che ora nessuno si vuole caricare sulle spalle

Matteo Tosetto, vicesindaco: voto 5/6
Nella casella dei meriti va iscritto il tour estivo dei parchi cittadini e il tentativo di mettere una pezza al degrado con il bando per trovare custodi e controllori. L’iter è avviato ma la prova del nove si avrà solo nella primavera inoltrata, quando i cittadini torneranno nei parchi e dovranno verificare se qualcosa è cambiato davvero. Nella casella dei demeriti, la gestione della patata bollente della Fiera. Marzotto se ne è andato sbattendo la porta, la città scivola verso l’inconsistenza e il fallimento dell’operazione quotazione in borsa avrebbe preteso un atteggiamento molto più deciso da parte del comune. In ballo ci sono le quote detenute dall’amministrazione e gli investimenti che Ieg ha promesso per ristrutturare il quartiere fieristico.

Claudio Cicero, assessore alla mobilità: voto 7, Cicero politico: voto 5
E’ il tecnico più preparato dell’intera giunta, oltre ad essere il politico più navigato con i suoi vent’anni di esperienza in consiglio, in giunta e come consigliere delegato. Sa come funziona la macchina interna del comune e conosce benissimo le regole e i meccanismi dell’informazione. E’ sicuramente l’assessore che, più di tutti, ha saputo dare impulso e novità al settore della mobilità, risolvendo problemi veri, collegati al vivere quotidiano dei cittadini. Eppure è scivolato sulla più classica delle bucce di banana. Il suo orientamento politico è più che noto: non c’è vicentino che non sappia della sua nostalgia, che non abbia saputo del suo allontanamento per aver appeso un calendario del Duce in ufficio. C’era davvero bisogno di mettere a rischio tante cose ben fatte per apparire, di nero vestito, al balcone di palazzo Trissino? Quello che alcuni colgono come goliardia, può davvero mettere in pericolo un ufficio strategico per la città. Cicero torni a occuparsi di strade e ci faccia grazia del “suo” ventennio

Cristina Tolio, assessore all’istruzione: voto 7
Ha passione e competenza. Ha lavorato per tutta la vita nel mondo della scuola, si è confrontata per anni con assessori e dirigenti che hanno voluto lavorare con la scuola ed è stata dall’altra parte della barricata. Per questo, quando parla, lo fa con competenza, quando decide di intervenire lo fa dopo aver consultato le scuole. Da mesi e per i prossimi mesi sarà impegnata in sopralluoghi in ogni singolo istituto per conoscere criticità e bisogni. Fa i conti con bilanci striminziti e cerca di fare quello che può. Un tecnico al posto giusto.

Silvio Giovine, assessore alle attività commerciali: voto 6,5
Non è difficile dare delle luminarie alla città: basta attaccare delle lucine argentate o dorate in centro e cercare di far sentire un minimo di atmosfera natalizia. Insomma, basta non inventarsi lanterne rosse o altre stranezze, come accaduto in passato. Silvio Giovine sta facendo la sua parte: ha concentrato i mercatini natalizi in corso Fogazzaro nel tentativo di rivitalizzare quella zona della città. I ‪gazebo‬ di plastica non sono belli come le casette di legno, ma la speranza è che si possa migliorare, i venditori di olive non c’entrano molto, ma insomma.
Fra i suoi successi può annoverare la manifestazione del Vi-Off di settembre, finalmente una iniziativa di buon livello che ha legato la fiera orafa con la città. Deve impegnarsi di più sul tema dei plateatici. Non è il lavoro peggiore che si sia visto negli ultimi anni, anzi.

Valeria Porelli, assessore al personale: voto 6
Ha l’aspetto spesso corrucciato ma non si può farle una colpa se questo è il suo carattere. L’impegno sul fronte del personale si svolge nelle più segrete stanze del municipio, ma fino ad oggi non ha dovuto affrontare grandi contestazioni sindacali e questo è un bene. Si è occupata della grana del Front-Office e anche questo argomento fa accendere la spunta verde delle cose da catalogare come “fatte”. Gli uffici sono tornati in piazza Biade, come promesso, e la sufficienza quindi è meritata.

Lucio Zoppello, assessore al territorio: voto 5,5
Gli è toccata la rogna della gestione dell’emergenza smog, ma è riuscito a rendere tutto più complicato. Ha annunciato le regole dell’accordo padano quando ancora non aveva a disposizione i cartelli per mettere in atto quelle regole. Siamo partiti con i provvedimenti dello scorso anno, per poi cambiarli a novembre quando finalmente la segnaletica è stata pronta. Al primo scattare dell’allerta arancio, ci sono voluti quasi due giorni per cambiare le scritte sui cartelli e la stessa macchinosità si è riproposta quando si è tornati in allerta verde. Insomma, un gran brutto caos, una gestione farraginosa che non ha certo aiutato la vita dei vicentini e quella della polizia locale, travolta da chiamate degli utenti. Può fare meglio in altri campi.

Matteo Celebron, assessore allo sport: voto 6
Non ha fatto grandi errori, raggiunge la sufficienza perché si è reso quasi invisibile. Non si ricorda un suo provvedimento, né un progetto degno di questo nome. Dovrebbe occuparsi degli impianti sportivi della città, che certo non sono in ottimo stato di salute né numerosi.

Isabella Dotto, assessore alla trasparenza: 5
Magistrato onorario prestato alla politica, la sua attività è sottile quasi quanto la sua figura. Sicuramente elemento importante della visione politica dell’amministrazione, la attendiamo al varco

Silvia Maino, assessore al sociale: voto 5,5
Anche lei rientra nella categoria di quelli che sanno meglio nascondersi che apparire. Lavora di certo e dovrà lavorare ancora di più. Il sindaco già in almeno due occasioni è uscito all’alba con la pattuglia anti-degrado della polizia locale per andare a scovare senza-tetto che dormono davanti alla chiesa di Araceli piuttosto che sotto le logge della Basilica. Su questo fronte una città degna di questo nome non può far finta di nulla: servono soluzioni. Allo stesso modo servono soluzioni e idee se si vuole dare seguito al programma di chiudere progressivamente i campi nomadi, per non parlare di quanto ci sarà da fare con reddito di inclusione e reddito di cittadinanza. Serve un colpo di reni.

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