21 Settembre 2020 - 20.38

Domina Zaia, gli altri asfaltati, Salvini compreso!

I risultati elettorali sono una materia da trattare con le molle.  Nel senso che, anche di fronte ai numeri i Partiti tendono ad “interpretarli”, solitamente per tirare l’acqua al proprio mulino.Stiamo scrivendo a spoglio ancora in corso, per cui i dati non sono ancora definitivi.Ma non stiamo parlando neanche di exit poll.  Le percentuali adesso sono “vere”, perchè elaborate sulla base di proiezioni di dati reali.Avremo modo nei prossimi giorni di analizzarli questi “numeri”, per comprendere meglio le scelte degli elettori.Ma da quello che sappiamo possiamo già trarre alcune indicazioni.Innanzi tutto il nostro Veneto.La notizia è una sola: Luca Zaia si avvia alla rielezione con la percentuale più alta della storia delle elezioni regionali in questo Paese. Una vittoria che, se pure ampiamente prevista, sta assumendo le dimensioni di un vero e proprio plebiscito.E per raggiungere il 75% di cui viene accreditato Zaia, vuol dire che buona parte dell’elettorato che tradizionalmente votava a sinistra ha scelto il Governatore uscente.Per rendersi conto appieno del “botto”, basta guardare le percentuali con cui vengono accreditati i suoi contendenti.Innanzi tutto Arturo Lorenzoni, che dovrebbe ottenere un consenso attorno al 15,6 (terza proiezione Consorzio Opinio per la Rai).    Sei punti meno di quanto portato a casa dal Centro sinistra nelle elezioni del 2015: quelle che tutti giudicarono perse “rovinosamente” da Alessandra Moretti.  Ma come si vede al peggio non c’è mai fine!Ma clamoroso ritengo sia anche il 4% accreditato ad Enrico Cappelletti del M5S.C’è poco da girarci attorno, Zaia ha stravinto,  a mio avviso grazie al suo  modo pragmatico di fare politica. Sempre a testa bassa, senza voli pindarici, sempre sui problemi.  Lo ha fatto negli scorsi dieci anni, ha incontrato persone, le ha ascoltate, ha preso nota dei loro problemi, e quando ha potuto ha cercato di risolverli.  Non stupisce quindi il suo ampio consenso trasversale, molto poco politico, ma inclusivo di tutti i gruppi sociali e produttivi. Sarà  anche un democristiano, come lo accusano di essere i suoi detrattori, ma fortemente legato al territorio veneto, all’orgoglio dei veneti. Ma questo risultato è clamoroso anche in chiave Lega.  Perchè, sempre secondo le proiezioni, la lista del “Doge” sarebbe oltre il 52 per cento, surclassando quella ufficiale della Lega che non arriverebbe al 15%.  Per avere un metro di confronto, il Partito Democratico raggiungerebbe il 13,6%, Fratelli d’Italia  l’8,3%, la Lista Veneta  il 2,9%, il Movimento 5 Stelle  il 2,7%, Forza Italia con il 2,6%, Europa verde con l’1,7%, il Veneto che Vogliamo  l’1,5%, il Movimento 3v con lo 0,9%, Rifondazione-pci con lo 0,8% e gli altri al 2,8%.Quel 52% secondo qualche osservatore confermerebbe il ruolo di Luca Zaia quale principale “contendente” di Matteo Salvini alla guida della Lega.Il futuro ed il destino, secondo gli antichi, era nelle mani delle Parche, per cui fare previsioni a lungo termine in politica è sempre un azzardo.Ma queste elezioni hanno interessato tre regioni del Nord (Veneto, Liguria, Valle d’Aosta), due del Centro (Toscana e Marche), e due al Sud (Puglia e Campania).Dalle proiezioni Puglia, Campania e Toscana dovrebbero restare al centro sinistra,  Veneto, Liguria e Marche al centro destra. Nelle Marche ci sarebbe il ribaltone, con la sconfitta netta della sinistra, che aveva il Governatore uscente.Se questi saranno gli esiti finali  la domanda che viene spontanea è: ma dove ha vinto la Lega di Salvini?Non nelle Marche, perchè il neo Presidente sarà di Fratelli d’Italia.  Non in Liguria, che vede la riconferma di Toti.  Oserei dire non nel Veneto, vista la vittoria bulgara della Lista Zaia.  In Toscana si è ripetuto il copione dell’Emilia Romagna, con la candidata Susanna Ceccardi, fortemente sponsorizzata dal Capitano, che non è riuscita ad imporsi nella sua Regione.Se tanto mi dà tanto, Salvini non ha vinto da nessuna parte, ma questo potrebbe rappresentare il fallimento della politica salviniana di espansione nel meridione d’Italia.Con tutte le conseguenze derivanti, che sostanzialmente si traducono in una riproposizione della “questione settentrionale”, che la Lega sembra aver dimenticato.  E con i riflettori che, al riguardo, sempre più si punteranno sul Governatore veneto, Quindi non credo che Matteo Salvini stasera stapperà tante bottiglie, come invece immagino farà Luca Zaia, rigorosamente di prosecco delle sue colline.

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