10 Aprile 2019 - 14.03

Da Vicenza alla Silicon Valley per fermare la Sesta Estinzione

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Scongiurare la Sesta Estinzione di massa del pianeta, la prima di cui l’uomo abbia la completa responsabilità. Un obiettivo tanto enorme quanto urgente che coinvolge ciascuno di noi individualmente e allo stesso tempo sovrasta l’azione dei singoli e interroga direttamente i “potenti’. Parliamo della scomparsa di 200 specie animali al giorno: fenomeno che comporta conseguenze drammatiche sul delicato equilibrio ambientale del pianeta e quindi anche sull’uomo. Cosa si può fare per intervenire? Cosa possono fare i singoli individui per contribuire a frenare questo destino?

Riscontrando un silenzio assordante intorno all’argomento, una trentenne vicentina – Chiara Cant – inizia a cercare delle risposte a questo problema partendo del settore che meglio conosce, quello della motion graphics e della comunicazione, lanciando, attraverso la realizzazione di un video animato, una ambiziosa provocazione: raggiungere Elon Musk e sensibilizzare il maggior numero di persone sul drammatico fenomeno. Da qui nasce il progetto “Sixtinction”.

“Siamo sul bordo di un precipizio, ma lo stiamo ignorando – spiega – È difficile trovare le parole giuste per dire quello che sta accadendo a livello di distruzione delle forme di vita esistenti sul nostro pianeta. Ma proprio perché è così difficile c’è bisogno che qualcuno lo faccia, ora, magari proprio usando degli strumenti di comunicazione che finora non sono stati usati”.

Perché Elon Musk? “Questa iniziativa non si rivolge allo status quo, tutt’altro. Perché è proprio per colpa della noncuranza dello status quo su problemi così importanti che ci ritroviamo in questa situazione. Stiamo affrontando una sfida epocale e abbiamo bisogno di una mente visionaria. Musk è un personaggio che può essere ritenuto controverso, ma più di chiunque altro in questo momento storico possiede non solo le risorse per contribuire alla causa ma più di tutto l’ambizione e la capacità di risolvere problemi che altri definiscono irrisolvibili. Rivolgersi ad Elon Musk non significa idolatrare il personaggio. Significa chiedere aiuto ad un uomo poliedrico che ha saputo sfidare i giganti dell’industria aerospaziale, di quella automobilistica e dell’energia vincendo da solo battaglie che per chiunque sarebbero state troppo grandi per essere affrontate. Chi altro può vantare un curriculum simile al mondo”.

La prima causa dell’aumento del tasso di estinzione è la perdita dell’habitat. Al giorno d’oggi ogni nazione possiede un qualche tipo di area protetta ma nel complesso occupano meno del 15% della superficie della terra. Non sono numeri sufficienti. Dal ’90 in poi molti sono stati i progetti ideati per la protezione della biodiversità, come spiega Ahmed Djoghlaf del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, sono rimasti immancabilmente sugli scaffali dei ministri. “Per questo – aggiunge – l’obiettivo della nostra ambiziosa campagna è chiedere un aiuto concreto per aumentare le aree di riserve naturali inviolabili ad un visionario come Elon Musk”. Consapevole dell’enormità della sfida Chiara Cant si rivolge ad un gruppo di fidate professioniste nei settori del giornalismo e della comunicazione che sono allo stesso tempo molto sensibili alla causa. Il team, che opera pro-bono, è rigorosamente tutto al femminile.
Francesca Bellemo, giornalista, Irene D’Agati, digital strategist, e Alice Testa, engagement strategist, affiancano Chiara Cant, fondatrice e direttore creativo di Sixtinction.

“Questo è un grande momento per le donne. La visione femminile rispetto a quella maschile su un progetto è sempre più a lungo termine. Maestre nell’arte del multitasking, le donne sono imprescindibili in qualunque strategia che punti alla sostenibilità e sia legata alla volontà di prendersi cura di qualcosa. Le donne hanno dimostrato capacità straordinarie in qualunque ambito se messe nelle condizioni di poterle esprimere alla pari degli uomini, eppure ci sono ancora troppe poche figure femminili nelle posizioni che contano davvero”. Nel video “Welcome to the Sixtinction” attraverso l’utilizzo di illustrazioni originali ottenute da libri che vanno dal 15esimo al 21esimo secolo, la rielaborazione di fotografie contemporanee e l’animazione a ritmo di musica, viene spiegato cosa significhi Sesta Estinzione e perché riguarda tutti noi:

“Studi come “Trajectories of the Earth System in the Anthropocene” riportato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America oppure libri come “Metà della terra” di Edward O. Wilson o “La sesta estinzione” di Elizabeth Kolbert hanno lanciato un forte grido d’allarme che però, forse proprio a causa della complessità dell’argomento, non ha suscitato il feedback che merita. Ho pensato che ci fosse bisogno di raccontare tutto questo con una narrativa molto più immediata, contemporanea, comprensibile a tutti. Ma soprattutto usando un linguaggio visivo che uscisse dalla “nicchia ambientalista” che spesso caratterizza questo genere di notizie, per poter così raggiungere davvero tutti”.

L’obiettivo della campagna? Coinvolgere il più alto numero di persone, cittadini comuni ma anche leader politici, influencer e opinion leader.

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