8 agosto 2018 - 15.42

BUONGIORNO VICENZA: Il PD silente che non elabora il lutto

Se prendiamo in mano una qualsiasi rassegna stampa di un anno fa, anche meno, ci sembrerà di leggere un romanzo di Jules Verne quando si parla di Vicenza.
Un mondo così lontano da quello di oggi da sembrare solo frutto di fantasia.
Eppure stiamo parlando della stessa città, i problemi, per chi non è annebbiato dalla sindrome da curva sud che sta guidando la politica contemporanea, sono gli stessi. C’è il dramma della sicurezza – che adesso riconoscono tutti, mentre prima sembrava solo un’ossessione della destra -, c’è il problema della viabilità, l’AIM da aggregare e così di seguito non molto è cambiato.
Nella sostanza.
Solo che i protagonisti della stagione precedente a questa sono altri.
Molti sono addirittura spariti. Il fatto strano è che da dicembre 2017 allo scorso giugno abbiamo avuto una sovraesposizione del PD e dei suoi leader locali, mentre oggi sono praticamente scomparsi dalla rotta delle vicende politiche della città.
Otello Dalla Rosa, la vera novità delle Primarie, dopo aver accettato l’abbraccio mortale con Bulgarini e Possamai, ha silenziato le sue intemerate, Giacomo Possamai, tratteggiato come il Golden Boy dei Dem, non pronuncia verbo sulla prima fase dell’Amministrazione Rucco e anche lui sembra essere stato inghiottito dalla sconfitta, l’ex assessore alla Crescita – una definizione talmente autoreferenziale da essere diventata una battuta – posta sui social le avventure del suo viaggio in Scozia – Highlander de noantri – e racconta urbis et orbis del suo abbandono della politica -la sua passione civile è durata il tempo delle attenzioni per lui, poi quando ha provato a farla davvero si è stufato -, Isabella Sala, con cotanto blasone di famiglia e recordwoman di preferenze, non pervenuta alle cronache della sana e costruttiva opposizione.
Insomma il PD se ne sta zitto.
Solo quella vecchia roccia di Federico Formisano, più democristiano che democratico, manda qualche segnale di vita, mentre la Nouvelle Vague dei dem nostrani, senza Papà Achille, hanno tutti perso voce e idee.
Paradossalmente l’unica personalità che si alza quasi quotidianamente a fare il controcanto a Rucco è un consigliere civico come Raffaele Colombara, uno che non si è mai intruppato nelle milizie dem, nè nel circolo esclusivo dei Variatini e neppure nel gruppo di rottura che ha fatto vincere Dalla Rosa. Libero era e libero è rimasto. E nel silenzio del Partito Democratico, rappresentato in Consiglio Comunale, in Provincia, in Regione e al Parlamento, c’è un solo uomo che dice no.
Il centrista Colombara.
Viene da pensare al vecchio adagio di Andreotti sul potere che logora chi non ce l’ha, e se guardiamo il mondo del Centrosinistra locale è difficile dar torto al Divo Giulio.
Il sindaco Rucco, quindi, può dormire beatamente tra due guanciali con questo PD, tutto preso a guardarsi l’ombelico invece che fare opposizione. Forse devono elaborare il lutto, come direbbe uno psicanalista, magari qualcuno ne ha davvero bisogno.
L’unica opposizione che ha il Sindaco è Colombara.

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