12 Giugno 2017 - 11.14

ARZIGNANO – La grande ‘impronta’ dei Mastrotto, il sindaco: “Altri seguano l’esempio per rendere più bella la città”

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Inaugurata sabato ad Arzignano l’opera di Alberto Tadiello vincitrice del concorso “Arciso Mastrotto. Memoria e Futuro”.

L’iniziativa è stata promossa da Gruppo Mastrotto. L’opera è stata donata dalla famiglia alla Città. Previsto anche un evento rivolto alla cittadinanza il prossimo 14 giugno.

E’ stata svelata oggi ad Arzignano (VI), alla presenza del Sindaco, delle autorità e della famiglia Mastrotto, l’opera vincitrice del concorso “Arciso Mastrotto. Memoria e Futuro”, promosso da Gruppo Mastrotto per ricordare il fondatore – quasi sessant’anni or sono – dell’azienda oggi leader in Europa nel settore della concia delle pelli bovine. Ma l’iniziativa, fortemente voluta dai figli di Arciso, Santo, Bruno, Angelo, Rino, Mario e Nella, è nata anche per simboleggiare quei valori di dedizione al lavoro, coraggio, intuito, forza, fede, perseveranza, appartenenza al territorio in cui Arciso ha sempre creduto. Quegli stessi valori che rappresentano tuttora in senso più ampio il genius loci della valle del Chiampo, che ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama nazionale ed internazionale.

L’opera, donata dalla famiglia alla Città di Arzignano, è una scultura in marmo alta oltre due metri, realizzata dall’artista vicentino Alberto Tadiello, che riproduce l’impressione lasciata da una mano. L’evento ha avuto luogo presso la rotatoria all’incrocio fra via Kennedy, via Arciso Mastrotto e via dei Mille, luogo nel quale il monumento è stata installato e nel quale rimarrà per gli anni a venire.

Per l’ideazione dell’opera la famiglia ha lanciato un concorso rivolto ad artisti emergenti di fama internazionale, senza alcun vincolo nella scelta della formula espressiva e dei materiali, proprio per stimolare la loro creatività, promuovendo in tal modo un rapporto virtuoso non solo possibile, ma auspicabile fra arte e impresa.

La scultura di Alberto Tadiello è stata scelta come vincitrice del concorso curato da Elena Dal Molin dell’Associazione culturale Atipografia. 14 giovani artisti hanno manifestato grande interesse e risposto al bando con i propri progetti, che sono stati selezionati da una giuria composta dai critici d’arte di fama internazionale Andrea Bruciati e Luca Beatrice, dai fratelli Santo e Bruno Mastrotto e dall’assessore alla cultura del Comune di Arzignano Mattia Pieropan.

L’opera di Tadiello è allo stesso tempo un omaggio all’instancabile operosità e alla dedizione al lavoro di Arciso Mastrotto, ed in senso più ampio, ad un territorio capace di farsi portavoce di quell’arte del “saper fare” che caratterizza tuttora l’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Il progetto ed il processo messo in atto per la sua realizzazione, attraverso l’impiego di tecnologie 3D, ha permesso di trasformare un materiale “tradizionale” come il marmo in un’opera contemporanea e innovativa. Il segno dell’impronta diventa quasi il ritratto di una famiglia e del suo dna, come simbolo e ricordo già affidato al futuro.

Un futuro che l’uomo e l’imprenditore Arciso Mastrotto ha saputo intuire, cercando costantemente di tenere uniti due mondi: quello rurale con i suoi valori, le sue storie, la sua umanità, e quello allora nascente dell’industria, della competitività e del progresso. Un futuro che oggi è il presente rappresentato da un’azienda come Gruppo Mastrotto, leader a livello
globale.

E proprio sul futuro e sul suo rapporto con la memoria, da cui prende il titolo il progetto, la famiglia ha scelto di far cimentare gli artisti: “Volevamo che questo aspetto di tensione verso il futuro abbinato alla memoria di un passato fatto non solo di intuizioni lungimiranti, ma anche e soprattutto di duro lavoro quotidiano e di concretezza, emergesse con forza” – commentano Santo e Bruno Mastrotto a nome di tutti i fratelli – “Questo monumento rappresenta anzitutto un omaggio a nostro padre, che diventa simbolo della lungimiranza di altri imprenditori e della dedizione al lavoro del nostro territorio. Siamo particolarmente orgogliosi di aver coinvolto dei giovani artisti ed affidiamo quest’opera dedicata a nostro padre ad Arzignano affinchè diventi patrimonio artistico di tutti i cittadini ed ispirazione per tutta la popolazione laboriosa del
nostro territorio”.

“Sono particolarmente orgoglioso nell’inaugurare sotto il mio mandato -dichiara il sindaco di Arzignano, Giorgio Gentilin- non un semplice monumento ma una realizzazione artistica che valorizzerà questa porta del centro storico e spero possa rappresentare un biglietto da visita, un monito e un esempio per tutti. Mi auguro che questa donazione rappresenti per gli arzignanesi non solo un tributo alla memoria ed un elogio al fondatore di una grande realtà economica, ma anche un esempio per altri imprenditori e per i cittadini che vogliono valorizzare l’aspetto della nostra bella e laboriosa città”.

Per condividere questo progetto con l’intera cittadinanza, è previsto un secondo evento: mercoledì 14 giugno, alle 20.30, in piazza Marconi, sempre ad Arzignano, durante il quale si terrà un incontro di presentazione dell’opera aperto al pubblico, durante il quale il maestro Bepi de Marzi, musicista e compositore, ricorderà Arciso di Alvese con i canti della tradizione, che saranno eseguiti dal coro de I Crodaioli.

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