22 Settembre 2022 - 9.40

PILLOLA DI ECONOMIA – Superbonus, il video della discordia

di Umberto Baldo

Voi se foste una Banca, alla luce di tutte le problematiche sollevate dalla normativa sul Superbonus 110%, a fonte dei 4 miliardi di truffe FINORA accertate, come vi regolereste per decidere se acquistare o meno un credito fiscale da un’impresa edile?

Immagino che per evitare qualsiasi ipotesi di responsabilità vorreste prove inconfutabili che c’è stato un cantiere, che sono stati fatti i lavori dichiarati, che i tecnici hanno rilasciato correttamente la prevista asseverazione.

E quindi immagino non vi stupisca se la società Deloitte, che gestisce la cessione del credito per uno dei maggiori operatori finanziari come IntesaSanPaolo,abbia richiesto un video di circa 2 minuti realizzato dal tecnico asseveratore, per conto del proprio cliente, per illustrare rapidamente l’intervento effettuato.

Questa nuova richiesta, resa nota il 16 settembre scorso appunto dalla Deloitte, è piuttosto circostanziata, e prevede che durante il video debba essere inquadrato il volto del tecnico e l’immobile oggetto di intervento. Quest’ultimo non solo deve essere riconoscibile, ma è necessario inquadrare il cartellone di cantiere, il numero civico, il contesto urbanistico, e il tecnico dovrà citare espressamente gli importi e gli interventi asseverati, mostrando tutti i lavori eseguiti.

Deloitte ha spiegato che questa richiesta è stata introdotta «in seguito alla Circolare n. 23 del 23 giugno 2022 e in applicazione delle indicazioni contenute nelle comunicazioni dell’Uif, che sono volti a rafforzare i controlli antifrode a tutela dell’erario, delle imprese, dei committenti, dei professionisti e dei soggetti cessionari, al fine della più sicura verifica e più rapida monetizzazione degli incentivi”.

Deloitte ha anche  sottolineato come sia «noto che l’Agenzia delle Entrate sta procedendo ad un’alta percentuale dei controlli (dal 60% all’80% delle comunicazioni inviate); pertanto, appare evidente come un breve video di spiegazione dell’intervento da parte del tecnico asseveratore non possa che agevolare le verifiche da parte della stessa Agenzia» e che si tratta di un’iniziativa «che si può totalmente iscrivere tra quelle innanzitutto a tutela erariale e dunque della collettività».

Tutto chiaro?

Ma per favore!

Come sempre succede in questo Paese per ogni novità,  è partita la rivolta dei Sindacati e delle Associazioni che rappresentano ingegneri ed architetti, che hanno espresso il propriosconcerto in merito a questa richiesta,   che secondo loro risulterebbe da un lato intempestiva e vessatoria, andando a scontrarsi con la programmazione dell’attività lavorativa impostata a tal fine dai professionisti, e dall’altro rappresenterebbe un appesantimento di adempimenti non obbligatori e non richiesti dalla normativa.

I professionisti hanno inoltre specificato che tale complicazione procedurale non trova alcun tipo di appiglio normativo, né l’iniziativa può avere un impatto in merito alla responsabilità della Banca, dato che il dolo o la colpa grave della stessa non possono seriamente sussistere in presenza di crediti correttamente asseverati.

Si sostiene infine che si configurerebbe come un’evidente violazione della privacy, oltre che un pericoloso precedente, e si annuncia una scontata diffida alla Deloitte.

Non ho le competenze per esprimere un giudizio compiuto su questa vicenda, nella quale “asseverazione con video” potrebbe diventare il titolo dell’ennesima puntata di quella telenovela in cui è trasformato il “Superbonus”, che a mio avviso si conferma sempre più come un provvedimento che sembra essere stato pensato per il “Paese dei balocchi”.

Non è sempre facile contemperare esigenze contrastanti, in questo caso delle Banche di volersi tutelare con dei “video antifrode” quando acquisiscono il credito fiscale, e dei professionisti che non hanno tutti i torti a lamentare l’introduzione di un’ulteriore incombenza a 14 giorni dalla scadenza del 30 settembre.

Ma poiché ritengo che alla fine a prevalere sia sempre il buon senso, io credo che i video verranno consegnati alla Deloitte, per due semplici ragioni.

La prima che una Banca non ha nessun  obbligo giuridico di acquistare un credito fiscale, ed è quindi comprensibile che imponga le proprie condizioni; la seconda che ritengo non sarebbe semplice per un tecnico asseveratore spiegare magari ad un gruppo di condomini che per “questioni di principio”, rispettabili intendiamoci,  il cantiere rimarrà bloccato per l’impossibilità di cedere il credito, con il rischio  non solo di essere costretti a lasciare l’opera incompiuta, ma anche di dover restituire le somme ricevute con l’aggiunta di sanzioni.

Vedremo se ci saranno ulteriori sviluppi.

Umberto Baldo

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