23 Giugno 2022 - 10.38

Allevatori vicentini: aumenta la produzione di latte, ma il lupo è una minaccia

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 “Stiamo attraversando un periodo storico e di mercato, iniziato nel tardo autunno del 2021, di cui non si intravede la fine, che ha coinvolto tutte le nostre stalle, entrate in un vortice impetuoso, incontrollato e velenoso di incremento dei costi della razione alimentare, dell’energia, dei costi colturali, mentre i prezzi alla stalla in molti casi sono rimasti al palo”. Con queste parole, il presidente di ARAV, Floriano De Franceschi, ha aperto l’Assemblea Generale ordinaria dell’Associazione.

Il grido d’allarme che l’Associazione lancia è chiaro: “con costi di produzione così fuori controllo la zootecnia è a rischio default”. Una situazione di fronte alla quale gli allevatori, però, non intendono arrendersi.

Dalla parte di ARAV la Regione Veneto, con l’Assessore alle Politiche Agricole Federico Caner, che non ha mai fatto un passo indietro, impegnato su più fronti per determinare, da una parte un input positivo sul fronte prezzi alla stalla, dall’altra proponendo misure immediate da attuare utilizzando i fondi a disposizione (PSR, PAC e PNRR).

Il nuovo Laboratorio, la “Casa degli Allevatori Veneti”. “Il percorso è stato lungo e complesso – spiega il presidente De Franceschi – ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Dal 7 aprile l’attività di analisi viene svolta nella nuova sede del Laboratorio di ARAV in Viale Leonardo Da Vinci a Vicenza, realizzato con capitali e soldi degli allevatori, senza alcun contributo pubblico, il cuore pulsante delle aziende allevatoriali, punto di riferimento per allevatori e cittadini”. Un Laboratorio che, sette giorni su sette, ha superato nel 2021 le 810.000 analisi.

Aumenta la produzione di latte. Prosegue il trend in aumento della produzione di latte, +3,0% nel primo trimestre 2022, rispetto al 2021. All’incremento produttivo degli allevamenti italiani, a cui corrisponde una contrazione costante del numero di stalle attive (meno stalle con più capi in azienda), e un calo produttivo che sembra essersi consolidato, in Germania, Francia, Olanda, trascinato in basso in alcune aree da pressioni ambientali particolarmente intransigenti verso la zootecnia intensiva. La conseguenza sono prezzi delle quotazioni del latte spot e di grana padano che stanno rasentando la schizofrenia.

Il valore dei Controlli Funzionali e della raccolta dati in allevamento. I dati raccolti dal Sistema Allevatori negli allevamenti zootecnici sono indispensabili per la conservazione della biodiversità e per il miglioramento genetico delle razze allevate su tutto il territorio nazionale. Ed al centro di questo processo non può che esserci il benessere animale. “Il valore dei Controlli Funzionali sta nella fondamentale funzione di concorrere a far ottenere un miglioramento genetico capace di dare trasparenza alla filiera, a partire dalla gestione delle stalle, che deve materializzarsi in un aumento del valore dei capi coniugato ad una riduzione dei costi di gestione della stalla.

I bovini da latte controllati nel 2021 sono cresciuti di 2.684 unità, con un totale di capi controllati pari al 77,4% del totale di quelli allevati in Veneto, con un aumento del latte ottenuto da allevamenti controllati dal 64% del 2020 al 66% del 2021.

Come cambia la zootecnia da latte in Veneto. La zootecnia da latte in Veneto sta migrando sempre di più verso un numero minore di aziende, con più capi e produzioni e rese qualitative maggiori. Confrontando il 2021 con l’anno 2010 e 2004 emerge che la percentuale degli allevamenti con maggior numero di vacche controllate è sensibilmente aumentata, infatti, le aziende con più di 60 vacche sono passate, considerando il periodo 2004 – 2021, dal 37,3 al 53,7%. Di conseguenza, nel 2021 le aziende con più di 100 vacche, sono pari al 29,5% e allevano il 62,7% del totale degli animali.

L’Assistenza tecnica specializzata sempre più preziosa. Nel 2021, anche grazie alla prosecuzione del Percorso di Consulenza orientata al benessere animale latte e carne, posto all’interno della Misura 2 del PSR 2014-2020 ed alle consolidate convenzioni con alcuni caseifici cooperativi e privati, ARAV ha sviluppato un’attività di assistenza tecnica specializzata che ha portato ad un contatto con oltre 800 allevamenti. Importante l’impatto del Protocollo di lavoro per l’Asciutta Selettiva messo a disposizione di allevatori e veterinari.

Si@lleva il fulcro di tutto. “Anche nel 2021 abbiamo assistito ad un incremento della platea di utenti del software gestionale Si@lleva, da 484 ad oltre 550 – sottolinea il presidente De Franceschi – pratica conseguenza della sua capacità di integrarsi con le informazioni rilevate attraverso i Controlli Funzionali, che vengono costantemente ed automaticamente caricate ed ora implementato con il Protocollo dell’Asciutta Selettiva, che può essere personalizzato dall’allevatore”.

I Progetti proseguono e si fanno avanti nuove sfide. Prosegue proficuamente il Progetto LEO. La Piattaforma Open Data, unica nel suo genere a livello comunitario, funzionale alle esigenze dell’imprenditore-allevatore, che mira a sostenere e migliorare le produzioni zootecniche italiane nel rispetto del benessere animale, all’interno della trasparenza di tutta la filiera, ponendosi quale strumento utile per vincere le sfide del futuro di sostenibilità e sicurezza alimentare. Gli animali per i quali sono state raccolte informazioni hanno superato i 4,5 milioni, con oltre 140 milioni di dati relativi in anagrafica e oltre due miliardi e 300 milioni di record di interesse zootecnico.

Grandi soddisfazioni derivano anche dal Progetto Stalla 4.0, sviluppato per il quarto anno dei cinque previsti, in cui ARAV, capofila, opera coinvolgendo 14 stalle in Controllo Funzionale, tre dipartimenti dell’UNIPD, TESAF, DAFNAE e MAPS, tre latterie (Latterie Vicentine, LatteBusche e Latteria Soligo), Coldiretti Veneto, Impresa Verde Vicenza al fine di aumentare la sostenibilità̀ delle aziende zootecniche da latte del Veneto, costruendo un nuovo modello di allevamento in grado di integrare i tre principali ambiti della sostenibilità: ambientale, sociale ed economico: “il tutto si sta concretizzando – evidenzia il presidente De Franceschi – nella realizzazione di uno strumento gestionale SMART per la stalla da latte, accessibile ad una vasta platea di aziende, che permetta una valutazione in tempo reale delle prestazioni economiche, ambientali e di benessere degli animali, avendo quale fine ultimo quello della sostenibilità globale”.

Anche il Progetto FITOCHE per la valorizzazione dei pascoli e dei prodotti di montagna prosegue speditamente, con capofila la Latteria Pennar (Vi) e come partner le Latterie Ca’ Verde Bio (Vr), Livinallongo (Bl), Agricansiglio (Tv), nel 2020 sostituita da Latteria Soligo, Centro caseario e agrituristico dell’Altipiano Tambre-Spert-Cansiglio (Bl), l’Università di Padova – dipartimento DAFNAE ed ARAV. A queste realtà si è recentemente aggiunta l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo – Brà (Cn).

Attenzione puntata sulla genetica. Non si è mai interrotto il confronto di ARAV con i soggetti che a livello nazionale sono interessati al futuro della genetica italiana, a cominciare dal socio di maggioranza di INTERMIZOO, Veneto Agricoltura, sempre con l’obiettivo di capire quali possano essere i percorsi in grado di ampliare la fetta di mercato di seme occupata dalle produzioni nazionali.

Grandi carnivori, la mattanza continua! “Non capiamo perché non siano ancora stati resi pubblici i dati delle predazioni da lupo del 2020 e del 2021: non ci sembra che siano oggetto di segreto di Stato! Non possiamo più attendere – conclude il presidente De Franceschi – serve un Piano nazionale per la difesa dal lupo di agricoltori ed animali allevati: c’è bisogno dell’impegno reale, non più procrastinabile, delle Istituzioni nel definire misure adeguate, anche attingendo da quanto stanno facendo altri Paesi, a partire da Francia e Svizzera”.Letti gli interventi del Presidente Zaia, da parte di Floriano De Franceschi, e dell’Assessore Caner da parte del Direttore Qualità Agroalimentare del Dipartimento Agricoltura della Regione Veneto, Giorgio Trentin, in quanto l’Assessore ha dovuto partecipare ad un urgentissimo incontro della Conferenza Stato-Regioni sulla drammatica emergenza idrica.

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