15 Gennaio 2020 - 9.56

Vulcano Taal, Padre Gentilin: “Si sta risvegliando anche un altro vulcano. Ci prepariamo a scappare”

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Aggiornamento 15 gennaio 2020

Ennesimo aggiornamento da parte di padre Giovanni Gentilin, missionario canossiano arzignanese da anni attivo nelle Filippine. Padre Gentilin gestisce la Talità Kumì, una struttura umanitaria che offre cure a bambini e adulti malati di tubercolosi, asma e altre patologie respiratorie ad Alfonso de Cavite, a soli cinque chilometri dal vulcano Taal. Ecco cosa racconta sugli sviluppi delle ultime ore:

“Stiamo vivendo un momento irreale. Tutto sembra normale ma non lo è. Le autorità stanno lanciando informazioni per evacuare pure noi. Aleggia continuamente una nebbiolina fastidiosa. Tutti abbiamo la mascherina. Sia nella nostra parrocchia vicina e qui in Talithà Kumì ospitiamo parecchie famiglie che abitavano nei pressi del vulcano. E’ prevista oggi l’eruzione più forte della prima. Un’altra notizia: a 150 km. a sud da noi si sta svegliando un altro vulcano di nome Mayon. Chiediamo preghiera e incoraggiamento. Se arriva l’ordine di evacuare, con la mia gente andrò a Manila dove non c’è pericolo e già molta gente è disponibile ad ospitare. Senza fare l’eroe non posso lasciarli soli. Hanno tanta paura. Hanno fiducia in noi preti. Il capitano è sempre l’ultimo a lasciare la nave. E’ così ?…!…Ciao a tutti. P. Giovanni. Grazie di esserci vicini…”

Aggiornamento 14 gennaio 2020

Ennesimo aggiornamento da parte di padre Giovanni Gentilin, missionario canossiano arzignanese da anni attivo nelle Filippine. “Una fiumana di gente evacuata dalle proprie case affollano scuole”, scrive Padre Gentilin. “Pure la nostra parrocchia di San Giuseppe, Talitha’ Kumi’. Forniamo acqua, pasta dai container e altre cose  di prima necessità. Manca l’energia elettrica. Molta attenzione al cibo, specie pesce, carne, ecc… ” Le autorità hanno sollecitato una evacuazione totale nel raggio di almeno 17 chilometri, per oltre 500 mila persone dei dintorni della capitale Manila. Padre Gentilin è rimasto assieme ai suoi collaboratori anche per presidiare la struttura donata negli anni scorsi da Santo e Bruno Mastrotto con le rispettive famiglie tramite la Fondazione Arciso Mastrotto.

Aggiornamento 13 gennaio 2020

Arriva un aggiornamento da parte di padre Giovanni Gentilin, missionario canossiano arzignanese da anni attivo nelle Filippine. Padre Gentilin si trova nelle zone minacciate dal vulcano Taal, uno dei più attivi del Paese, a 65 chilometri dalla capitale Manila (1,7 milioni di abitanti, 12 nell’area metropolitana) ed è coordinatore di una missione cattolica nelle Filippine, «Una mano aiuta l’altra», che Arzignano e tutta la Valle del Chiampo supportano da anni.

“La situazione è’ molto delicata – scrive oggi – soprattutto per la salute della popolazione. Intanto la notte scorsa è stata infernale. Ogni 5-10 minuti scosse forti di terremoto. Ne ho contate in 7 ore che dovevano essere di sonno ne ho contate circa 200! Accompagnate lampi e tuoni cupi e paurosi. Oggi c’è un’atmosfera e surreale. Una nebbiolina densa e fastidiosa dovunque. Il livello delle polveri sottili è molto alto. Scuole chiuse  agli studenti, ma aperte a migliaia di evacuati dai paesi limitrofi al vulcano Taal. Talithà Kumi non ha avuto danni particolari. E’ stata costruita antisismica. Tutte le piante sono di color grigio a causa della “nevicata” delle ceneri, che sono arrivate fino a Manila. Manca ancora la corrente elettrica.  Chiusi tutti gli esercizi pubblici. La situazione di pericolosità è  fissata da 1 all’8, siamo al 6. Durante il giorno la terra continua a tremare, un po’ con meno intensità. Non si hanno ancora dati ufficiali di vittime. Personalmente, grazie a Dio, nessun danno, ma sempre vigilante. Ciao a tutti  e al prossimo resoconto”.

Intanto dopo la colonna di fumo e cenere che domenica si è innalzata in cielo fino ad un’altezza di 14 chilometri ricoprendo i centri abitati di un fango scuro, è iniziata la colata di lava. Il livello di allarme è 4 su 5. E’ stato inviato l’esercito per aiutare migliaia di residenti a rischio.

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