11 Ottobre 2019 - 9.54

PASSAGGIO A NORD – Foliage: l’autunno e la magia dei colori

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di Anna Roscini

Giallo, arancione, rosso, porpora, marrone: in autunno le foglie, prima di seccare e cadere al suolo, possono assumere le sfumature più varie. La natura si trasforma e ci regala il suo spettacolo più bello prima del grigio inverno: nei boschi possiamo ammirare e fotografare un’esplosione di colori che ci scalda il cuore mentre le giornate diventano più corte e le temperature più rigide. Così, l’autunno ci insegna che il cambiamento può essere bellissimo e che, per fiorire nuovamente, a volte bisogna avere il coraggio di lasciare andare le cose che non ci nutrono più.

Perché in autunno le foglie cambiano colore
In primavera e in estate le foglie sono generalmente di un verde intenso, dato dall’ampia presenza al loro interno di clorofilla, un pigmento capace di catturare l’energia del sole. Con l’arrivo dell’autunno le giornate si accorciano, c’è meno luce solare e fa sempre meno caldo, con la conseguenza che la fotosintesi clorofilliana rallenta e la quantità di clorofilla presente nelle piante diminuisce. Iniziano dunque a farsi spazio e a diventare visibili altre sostanze presenti nelle foglie, come per esempio i carotenoidi, gli antociani e la xantofilla. Sono proprio loro i responsabili delle più disparate tinte: l’intensità di un colore rispetto ad un altro dipende proprio dalla distribuzione di questi elementi, che varia da pianta a pianta, e da alcuni agenti esterni come l’esposizione diretta alla luce solare e le temperature più rigide. Nel dettaglio, il colore arancione è dovuto al carotene, il giallo dalla xantofilla (una sostanza presente in grandi quantità anche nel mais e nelle banane), il rosso scuro invece dall’antociano (pigmento che troviamo anche nelle ciliegie e nelle prugne scure).
Questo non accade nelle piante sempreverdi perché le loro foglie sono ricoperte da speciali cere che le proteggono dal gelo invernale e riducono al minimo la dispersione di acqua.

Origine del termine foliage
Secondo il dizionario Zanichelli il termine foliage indica il “fenomeno autunnale consistente nel progressivo trascolorare dal giallo al rosso vinaccia delle foglie degli alberi, prima della loro caduta”. Il foliage ormai da un po’ è entrato nel nostro lessico, ma da dove arriva questa parola? Foliage è un termine inglese che si pronuncia [ˈfəʊliɪdʒ] e che generalmente indica il fogliame, ovvero l’insieme delle foglie della pianta. Per questo motivo, nella lingua d’origine per parlare delle foglie che cambiano colore in autunno si usano le espressioni autumn foliage (inglese) e fall foliage (americano). Il termine che invece foneticamente si avvicina di più a quello che usiamo in italiano è il francese feuillage [fœjaʒ]. Anche in questo caso, la parola non ha nulla a che vedere con i colori autunnali e pertanto, per descrivere il fenomeno, si aggiunge la stagione: feuillage d’automne.
L’italiano ha dunque conferito a questo anglicismo un’accezione particolare di trasformazione assente invece nella lingua d’origine.

Il sentiero dei Grandi Alberi per ammirare i colori d’autunno
Ora che abbiamo capito da dove deriva il termine foliage, dove ammirarlo?
Faggi, tigli, frassini, sorbo montano: l’Altopiano delle Montagnole e la zona di Recoaro Mille sono una delle località con la più alta concentrazione di grandi alberi della provincia di Vicenza. Proprio nei pressi della seggiovia di Recoaro Mille-Monte Falcone inizia un’affascinante passeggiata che tra malghe, casere, pascoli e boschi ci porterà ad ammirare i colori dell’autunno in tutto il loro splendore. Una volta parcheggiata l’auto nell’ampio parcheggio (coordinate GPS: N45 40 44.2 E11 13 16.0), si continua a piedi su strada asfaltata per circa 500 metri fino a che, sulla sinistra, non intravediamo il sentiero dei Grandi Alberi (CAI 120) che ci condurrà, tra dolci saliscendi, fino al Rifugio Cesare Battisti alla Gazza. Si tratta di un’escursione adatta a tutta la famiglia che presenta un dislivello di circa 300 m, anche se bisogna tenere in considerazione che il percorso completo da Pizzegoro fino a località Gazza è abbastanza lungo (circa 18 km a/r). Lungo il percorso sono presenti una ventina di pannelli didattici con interessanti descrizioni sugli alberi maestosi e secolari che incontreremo percorrendo il sentiero.

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