2 Marzo 2021 - 11.23

I “furbetti” del vaccino

 Nell’immaginario di noi “nordici”, anche se qualcuno occhieggiando alla guerra di secessione americana usa il termine “nordisti”, i fenomeni di clientelismo, familismo, inciviltà, sono una caratteristica delle Regioni meridionali.Sulla base di questi veri e propri stereotipi, da Roma in giù sono tutti fannulloni, parassiti, mafiosi e imbroglioni.Scorrendo le cronache, da molti anni tocchiamo con mano che l’Italia è ormai è tutta uguale, le mafie parlano i nostri dialetti, e certe “pratiche”, certi comportamenti, sono  diventati “patrimonio” di tutti gli italiani. In particolare è la “furbizia” che ci caratterizza, e non mi riferisco ad esempio alle pratiche elusive del Fisco, bensì a quei piccoli trucchi, quei piccoli raggiri utilizzati per “saltare la fila”, per ottenere un servizio prima degli altri, spesso senza averne diritto.Sono pratiche che tutti rigettiamo e condanniamo a parole, ma scagli la prima pietra chi nella vita non abbia mai provato a scavalcare qualcuno nella fruizione di un diritto.La cosa diventa però particolarmente odiosa nel momento in cui, nel pieno di una pandemia purtroppo ancora dilagante, di fronte ad una campagna di vaccinazione di massa caotica, e caratterizzata da una grave carenza di vaccini, ci sia qualcuno che si attiva con comportamenti “border line” per essere immunizzato prima di coloro che lo Stato e le Regioni hanno deciso di vaccinare per primi, perchè esposti ad un maggior rischio di ammalarsi, e magari di morire.I media hanno chiamato questi individui “furbetti del vaccino”, e confermando quello che vi dicevo prima, il fenomeno è stato scoperto in tutto il Paese, dalla Sicilia al Piemonte, dalla Campania alla Puglia, dalla Basilicata all’Emilia Romagna.  E siamo solo all’inizio!   Ma i casi si moltiplicano ogni giorno, tanto che   sembra che le indagini dei Nas siano oltre 500. Fino ad ora sembrava che il Veneto ne fosse immune.Fino ad ora, visto che non è più così, dato che il primo caso di “furbetti del vaccino” è stato scoperto a Padova.In particolare il Dipartimento Prevenzione dell’Ulss Euganea ha scoperto che nella piattaforma “Zerocoda”, attivata per accedere al sito dell’Unità sanitaria,  esistono decine di doppie prenotazioni.Ma cerchiamo di capire meglio.Per poter accedere alla campagna vaccinale per gli insegnanti ed il personale della scuola, negli ultimi giorni oltre duemila dipendenti si erano prenotati per la prima dose di vaccino.  Per fare la prenotazione è necessario inserire il proprio codice fiscale, onde consentire successivi controlli.Un operatore dell’Ulss ad un certo punto si è accorto della presenza di decine di doppie prenotazioni  che facevano riferimento ad un unico codice fiscale.In pratica molte persone si sarebbero prenotate due volte utilizzando lo stesso codice fiscale, evidentemente una regolare per se stessi, ed un’altra illegittima probabilmente per qualche familiare o qualche amico. Inutile dire che, dopo la scoperta, l’Ulss ha immediatamente bloccato l’applicazione “Zerocoda”, ma non posso non rilevare che si tratta del classico “chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”.  Perchè di questi tempi, con il livello attuale  della tecnologia, viene da chiedersi quale programmatore abbia sviluppato un’applicazione senza inserire uno scarto automatico di due prenotazioni con lo stesso codice fiscale.Si potrebbe pensare un programmatore “onesto” intellettualmente, uno che non immagina neppure che ci sia qualcuno che maneggia per saltare la fila di un trattamento sanitario. Un programmatore che non ha tenuto conto che c’è mezza Italia che aspetta diligente il proprio turno, ed un’altra metà che aggira, sorpassa, calpesta.  E fra questa ci sono giovani amministratori locali, il parroco del paese, la moglie o il figlio del medico, il dirigente amministrativo, qualcuno dei quali oltretutto ostenta l’avvenuta vaccinazione con il solito selfie sui social.Ostentazione che ci riporta nella Roma papalina de “Il Marchese del Grillo” e della sua famosa frase: “Me dispiace, ma io so’ io… e voi non siete un cazzo”.Il malcostume imperante è ormai un tratto caratteristico del nostro essere italiani, ma se un Paese, se un popolo, vuole avere un futuro, non può non ribellarsi.  Deve mettere in campo gli anticorpi, proprio come cerchiamo di fare con il vaccino. Ed al riguardo io credo che sia necessario ripensare il sistema sanzionatorio di questa nostra Italia.   E non per gusto di insano giustizialismo, ma per far comprendere al cittadino che certi comportamenti trovano una giusta ed adeguata reazione da parte dello Stato. E non si tratta solo di pene detentive, di carcere, che comunque resta a mio avviso un buon deterrente per chi non è un delinquente abituale.Si tratta anche di altro; solo per fare un esempio, un medico che si fa corrompere da una ditta farmaceutica o si fa pagare per favorire un paziente, deve essere radiato per sempre dalla professione.   Magari potrà dedicarsi all’agricoltura, ma non dovrà mai più indossare un camice.Per quanto riguarda i furbetti del vaccino, io penso che nella miriade di leggi penali, ci siano le fattispecie per far passare magari solo qualche giorno ospite delle patrie galere a chi mette in piedi una vera e propria truffa ai danni di chi  ha diritto all’immunizzazione.  Ma lo stesso trattamento deve essere riservato anche agli eventuali complici fra il personale sanitario.Non è accettabile che il vaccino diventi una sorta di coccarda da esibire, perchè conquistata prima degli altri nella maratona della vaccinazione. Non è accettabile vedere le facce di questi “saltalafila” esibite con tanto di ago in vista  sui social! La  moralizzazione del Paese inizia anche dalle piccole cose, dal colpire quegli atti di inciviltà che minano il vivere quotidiano.Saltare le file è una di queste.E non è, come abbiamo visto, una questione di Sud e di Nord!  Padova è Nord, è Veneto, è Terra di San Marco, come usano dire gli indipendentisti.

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