1 Agosto 2019 - 14.01

Giulio morto a 3 anni nel giro di 12 ore: “Per il medico bastava acqua e zucchero”

Il piccolo Giulio C. era forte e sano ma è morto martedì all’ospedale di Santorso. “Lunedì mattina stava bene, poi intorno all’una ha cominciato a lamentarsi di forti dolori alla pancia. Un’ora dopo eravamo già all’ospedale”, queste le parole della mamma riportate dal Corriere della Sera di oggi, che alla tragica storia che ha colpito tutto il Vicentino dedica uno spazio in home page. I genitori, sconvolti, ricostruiscono quelle drammatiche ore in ospedale ricordando che il figlio non era un bambino fragile. Quando è arrivato per la prima volta al pronto soccorso dell’ospedale di Santorso il bambino appariva molto debilitato: “Anche il medico, quando l’ha visto, mi ha chiesto se fosse sempre tanto pallido – ha raccontato la mamma – gli ho risposto di no, che infatti eravamo preoccupati. Lui ha detto che forse era un po’ disidratato e che sarebbe bastata un po’ di acqua e zucchero”. Giulio aveva la febbre e quindi gli hanno somministrato una tachipirina. Secondo i genitori però, i medici dell’ospedale non hanno compiuti altri accertamenti: “Non hanno fatto alcun esame, solo le palpazioni addominali. Però Giulio aveva appena preso le medicine, forse anche per quello il dolore era diminuito, e così ci hanno rimandati a casa”. A casa però il bambino stava ancora male e perciò i genitori sono tornati di nuovo in ospedale. Quello che è accaduto dopo è noto. Giulio non è più uscito dopo il secondo ricovero ed è morto in poche ore al nosocomio di Santorso, tra il dolore dei parenti e lo stupore di medici. Il pubblico ministero di Vicenza ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e disposto l’autopsia per chiarire cosa è accaduto e incaricato i carabinieri di acquisire le cartelle cliniche. Ad oggi, scrive il Corriere, un medico risulta indagato. I genitori non vogliono puntare il dito contro nessuno, dicono al quotidiano, ma ovviamente vogliono conoscere la verità e sono consapevoli che forse avrebbero potuto fare qualcosa in più per il bambino: “Avrebbero potuto fare qualche esame in più, magari così sarebbe emerso qualche valore fuori scala, qualche campanello d’allarme. Invece non gli è stato fatto nessun prelievo di sangue, non gli è stata misurata la pressione, né la glicemia. Non l’hanno neppure trattenuto una mezz’ora in osservazione, giusto per capire come si evolveva la sua situazione”, le parole del papà riportate dal quotidiano. Alla fine, quando la famiglia è tornata per la seconda volta in ospedale, alla mamma e al papà di Giulio hanno fornito una diagnosi: “Diabete. Ma ormai era tardi, il sangue di Giulio era diventato troppo denso, tanto che hanno detto di aver faticato a lungo per il prelievo”.

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