10 febbraio 2018 - 14.35

EDITORIALE – Fascismi pre elettorali: l’Italia ha bisogno di leader non di ducetti

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L’11 maggio del 2013 un uomo si aggira per le strade di Milano armato di piccone e colpisce chi trova sul suo percorso. Quando viene fermato ha lasciato sul selciato tre morti e due feriti.

Sabato 3 febbraio 2018 un altro uomo percorre in automobile le vie di Macerata, brandendo una pistola regolarmente denunciata. Quando individua le vittime designate abbassa il finestrino e spara.

Viene arrestato con l’accusa di tentata strage.

Nel caso del primo uomo le perizie psichiatriche accertano che è affetto da schizofrenia paranoide, così gli avvocati difensori ne chiedono l’assoluzione. Ma il tentativo non ha successo. Le sentenze non riconoscono la sua totale infermità mentale al momento del gesto e lo condannano, anche per le attenuanti determinate dal rito abbreviato, a 20 anni di galera. Gli avvocati difensori della persona arrestata a Macerata intendono seguire la stessa strategia e hanno già dichiarato che il loro assistito non era nelle sue piene facoltà mentali quando ha sparato.

Vedremo i prossimi sviluppi, ma le due vicende, dal punto di vista giudiziario e giuridico, appaiono abbastanza simili. Ci si attenderebbe quindi una unanime condanna degli esecutori di questi fatti da parte dell’opinione pubblica e degli esponenti politici.

Ma non è così.

Per Matteo Salvini, segretario della Lega e candidato a guidare il Paese alle prossime elezioni politiche il primo uomo, secondo il giudizio espresso al tempo dei fatti, “è uno schifoso e deve marcire in galera”. Per il secondo invece è pronta una giustificazione: “Chiunque spari è un delinquente, ma è chiaro che un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata porta allo scontro sociale”.

In effetti una differenza fra il primo uomo e il secondo c’è e quanto dice il leader della Lega ci illumina. Il colore della pelle e la provenienza. Il primo si chiama infatti si chiama Adam Kabobo ed è un immigrato di colore, mentre il secondo è Luca Traini, italiano, di pelle bianca.

E poi sono diverse le vittime.

Perché Kabobo nella sua azione assassina ha colpito passanti a caso, quelli che trovava sulla sua strada, mentre Traini le sue vittime è andato a cercarle, perché voleva proprio uccidere gli africani, gli immigrati che lui, da uomo di destra che legge il Mein Kampf, odia, a partire da quelli che nella sua città spacciano droga. Dal punto di vista giudiziario quindi il primo agisce senza una meta precisa, per “avere sentito delle voci” che hanno alimentato il suo rancore verso la società e i bianchi, il secondo compie il suo gesto in modo deliberato e premeditato, tanto che prima di agire, uscendo da un bar, dice: “vado a fare una strage”.

Il suo obiettivo è infatti vendicare la morte di Pamela Mastropietro, una ragazza il cui corpo è stato smembrato da Innocent Oseghale, spacciatore nigeriano ora in carcere con l’incriminazione di vilipendio e occultamento di cadavere, ma non di omicidio, per il quale resta comunque indagato.

Al momento infatti non ci sono prove sulla causa del decesso della ragazza, quindi per il Giudice per le Indagini Preliminari potrebbe essere dovuto all’overdose determinata da eroina non venduta da Oseghale. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, e anch’essa candidata a guidare il nostro Paese, però ha già sentenziato: “spero che il bastardo nigeriano sia imputato di omicidio”.

Ma il suo non è razzismo, sostiene, anche perché, come ha dichiarato “il razzismo e il fascismo non esistono più”, e Traini è semplicemente “uno squilibrato violento” e sintomo dell’emergenza sicurezza in cui si trova l’Italia guidata dalla sinistra. Del resto anche per Salvini “questa cosa sull’allarme fascismo e sul ritorno dei fascismi, dell’ondata di camice nere, mi sembra surreale”.

Peraltro, secondo lui, il regime fascista in Italia “ha fatto tante cose, dalle bonifiche all’introduzione del sistema delle pensioni, sebbene le leggi razziali e le persecuzioni siano quanto di più folle in assoluto nella storia dell’universo”.

Ma il fascismo non è solo quello del Ventennio, che con l’antisemitismo, l’annullamento della vita democratica e delle libertà personali e di pensiero ha portato l’Italia nella vergogna e nel baratro sociale, prima che economico. Il fascismo nel tempo, per estensione, è diventato un modo di intendere la società, l’economia e la politica.

Fascismo connota una ideologia che rivendica la supremazia di un Paese sugli altri e di certe persone sulle altre, in base allo stato sociale, alla provenienza, al colore della pelle, a un concetto autodeterminato di razza.

Con fascismo si intende un pensiero, che per avere accoliti deve diffondere paura, convincere che qualcuno abbia più diritti di altri, indurre a giudicare in base alla nazionalità e al colore della pelle, spingere a vivere di pregiudizio, in un clima di paura verso il diverso, che asseconda l’istinto violento di chi attribuisce le colpe dei suoi fallimenti all’estraneo e non ha suoi demeriti.

Il fascismo diventa così dottrina, che per attrarre consenso si imbeve di populismo e nazionalismo, per esaltare una superiorità determinata da un prescelto e presunto ordine superiore, in nome del quale è legittimo usare violenza contro chi è indicato come nemico, “in una concezione dei rapporti umani e sociali basata sull’uso indiscriminato della forza e della sopraffazione”.

Per questo il fascismo è la negazione della democrazia, è discriminazione e fonte di violenza, ingiustizia, dolore e morte. Contro questo virus, che occlude le coscienze, la Costituzione repubblicana e democratica è un baluardo, con armi potenti come lo Stato di Diritto, che definisce la parità degli uomini di fronte alla legge.

Chi vuole diffondere qualsiasi forma di fascismo per prima cosa deve quindi abbattere lo Stato di Diritto e negarlo nella sua essenza. Un modo per farlo è trattare in modo diverso due fatti di cronaca simili sulla base del colore della pelle o della nazionalità di chi è coinvolto.

Quindi per Salvini Kabobo “è uno schifoso e deve marcire in galera” mentre Traini ha agito per colpa di “un’immigrazione fuori controllo” Quindi per la Meloni, anche senza prove, Oseghale è “il bastardo nigeriano da imputare di omicidio”.

Queste sono le parole che definiscono il nuovo fascismo che ci circonda e reitera la spirale di violenza di cui si nutre. Questo è il nuovo fascismo contro cui deve battersi ogni persona che crede nella democrazia.

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