14 Aprile 2019 - 20.07

Buongiorno Vicenza: Fascisti su Marte………..a Bassano

Sarà che l’anno scorso a Vicenza siamo andati avanti due settimane piene – circa la metà del tempo canonico delle campagne elettorali – con la fiction dei post fascisti su Facebook, quando Rucco dovette tirare le orecchie ai “ragazzacci” che uno, due o anche dieci anni fa si erano salutati da “camerata” (salvo poi che alcuni di loro si sono trovati eletti…), sarà che il vuoto imbarazzante di idee del Centrosinistra deve cercare una colpa all’avversario politico che cresce elezione dopo elezione, ma anche stavolta hanno rispolverato dal cassetto il già sperimentato modulo della caccia all’untore fascista.

Allora vien da chiedersi se abbia ancora senso, per i candidati sindaci di Centrodestra, rispondere alle accuse di fascismo o filo fascismo che il candidato sindaco di turno riceve da chi sta sulla riva sinistra. O se invece non sarebbe ora di farla finita con questa noiosa ed irricevibile critica che alimenta solo la retorica di un Centrosinistra e dei suoi spin doctor a corto di idee e di visione. Peraltro il sospetto che si tratti di un copione disegnato a tavolino dal solito guru delle macchine elettorali piddine nasce spontaneo quando, guardando cosa succede qui e là per la provincia vicentina, notiamo che nei pochi casi in cui il Centrosinistra marcia con discreta serenità verso la vittoria, di fascismo o di pericolo fascista, non si parla.

E andiamo allora su due casi concreti, così giusto per capirci meglio: Bassano del Grappa e Valdagno. Due città, due storie diverse, due contesti politici lontani. A Bassano il sindaco uscente ha “coraggiosamente” lasciato e la maggioranza uscente ha puntato tutto sul candidato Angelo Vernillo, un assessore non particolarmente noto fuori dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori e con il compito di provare ad arginare l’avanzata di un Centrodestra che si presenta compatto e senza apparenti fratture guidato da Elena Pavan, Lega. A Bassano l’impresa di Vernillo, sondaggi alla mano, appare insidiosamente in salita, complice anche lo spettro della gestione pasticciata della ristrutturazione del Ponte degli Alpini, il simbolo di Bassano.

A Valdagno, au contraire, si ricandida Giancarlo Acerbi, che ha governato bene e soprattutto sembra non avere grandi rivali a tagliargli la strada. I bookmakers scommettono su Pavan a Bassano e Acerbi a Valdagno. E fino a qui, tutto bene. Ognuno dice la sua e la prospettiva appare abbastanza scontata. Quindi va da sé che si debba mettere in moto il soccorso rosso per Bassano che rischia di cadere nelle mani delle pericolose camicie nere che compongono lo schieramento della Pavan. 

In sostanza il trucco è sempre il solito. Quando il Centrosinistra sente puzza di sconfitta agita il vessillo dell’antifascismo, ritenendo a priori di esserne l’unico ed assoluto detentore.  Quindi si può essere antifascisti solo se sei di sinistra, altro dogma caro a quella retorica.

Solo marketing, nient’altro che un cinico ed infantile trucco per infangare l’avversario e rianimare una sinistra che esiste solo nell’immaginario dello spin doctor di turno che se ne sta ben nascosto a presentare libri ed a commentare, incredulo, sondaggi che gli danno torto. 

Ma i fascisti non li troveremo né a Bassano, né a Valdagno. 

Forse sono tutti su Marte. 

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