9 Agosto 2019 - 8.26

10 agosto, è la notte delle stelle cadenti

10 agosto: la notte delle stelle cadenti

“San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla…”

Non so se, come accadeva quando ero giovane, a scuola abbiate dovuto mandare a memoria la poesia di Giovanni Pascoli “X agosto”, della quale quella sopra riportata è la prima strofa.

Ma è l’ultimo verso che è funzionale ad introdurre l’argomento di cui voglio parlarvi oggi:  “….E tu, Cielo, dall’alto dei mondi/ sereno, infinito, immortale/ oh! d’un pianto di stelle lo inondi/ quest’atomo opaco del Male”.

Perché il riferimento del poeta è alle “stelle cadenti”, note anche come “lacrime di San Lorenzo”.

E la poesia si intitola “X agosto” (la X in latino si usa per esprimere il n. 10) perché quella è la notte della magia delle stelle cadenti, che è possibile osservare anche ad occhio nudo.

La Notte di San Lorenzo ha una storia che intreccia astronomia,  mito e religione.  La tradizione delle stelle cadenti ha origini molto antiche, e solo più tardi fu associata al martirio del giovane arcidiacono Lorenzo che, secondo la leggenda, fu arso vivo su una graticola, i cui carboni ardenti furono associati al fenomeno delle stelle cadenti; da cui il nome “lacrime di San Lorenzo”.

Da sempre l’uomo è rimasto estasiato da queste scie luminose che percorrono il cielo d’agosto, dando vita a numerose leggende e tradizioni. Le prime osservazioni delle Perseidi risalgono al 36 d.C. ad opera dei Cinesi, ma le tradizioni più interessanti risalgono principalmente all’antica Grecia e all’antica Roma. Prima dell’avvento del Cristianesimo, le stelle cadenti erano viste come segni divini.

Come noto, la religione cristiana, per imporsi, ha assorbito in sé molti aspetti delle varie tradizioni pagane, in particolare di quella romana.

E così quelle che nella Roma pagana erano le “lacrime di Priapo”, dio legato ai miti della fertilità, sono diventate le “lacrime di San Lorenzo”, un arcidiacono cristiano vissuto e martirizzato nel 258 d.C. all’epoca dell’imperatore Valeriano.

Dobbiamo ricordare che da sempre, e maggiormente quando le conoscenze scientifiche erano contigue ai miti ed alla magia, l’uomo si è sentito piccolo e smarrito di fronte al cielo, ma allo stesso tempo affascinato dalla bellezza dell’ignoto, dal mistero, dall’inconoscibile.   

Ed il fascino del cielo stellato è rimasto inalterato nel tempo, anche se oggi, a causa delle onnipresenti luci artificiali, per l’uomo moderno è sempre più difficile poterlo contemplare con l’assiduità naturale conosciuta dai nostri non lontani antenati.

E come spesso succede, con il passare dei secoli la notte di San Lorenzo ha assunto anche una valenza romantica.

Una notte da passare assieme alla persona amata sulla spiaggia, in montagna, e comunque in un luogo lontano dalle luci delle civiltà, per assistere allo spettacolo del cielo che piange.

E non ditemi che di fronte ad una stella cadente non vi è mai capitato di esprimere un desiderio. 

Crederci o non crederci poco importa, perché si tratta di un momento magico, da sfruttare al massimo.

L’origine di questa usanza va ricercata proprio nell’etimologia della parola desiderio, che deriva dal latino “de” e “sidus” (stella).

E sempre la tradizione ci dice che perché il desiderio possa realizzarsi deve rimanere segreto.  Ad esempio se si pronuncia ad alta voce, però con l’avvertenza di non farsi sentire da nessuno, il nome dell’amato, la stella cadente porterà fortuna in amore, esaudendo il desiderio di sposarsi.   

Provare non costa nulla, se desiderate convolare a giuste nozze!

Il progresso scientifico ha però in parte desacralizzato il mito delle lacrime di san Lorenzo, svelandoci che le scie luminose che si possono vedere intorno al 10 agostosono in realtà meteore (detriti di polvere e ghiaccio), più precisamente le Perseidi, uno sciame meteorico proveniente dalla costellazione di Perseo, che l’orbita della terra attraversa nei giorni a cavallo del 10 agosto.

Ma l’astronomia è una cosa, un’altra il fascino del mistero, della leggenda, della tradizione.

Quindi la notte del 10 agosto, ma anche le due notti successive, in cui è previsto il picco del fenomeno, rechiamoci sui colli, in campagna, su una spiaggia, per cogliere la pioggia di meteore che sfrecceranno sulla volta stellare.

Il periodo migliore va dalla mezzanotte all’alba, e basterà puntare lo sguardo verso l’area a Nordest del cielo, in direzione della costellazione di Perseo, fra Andromeda e Cassiopea, ed il pentagono dell’Auriga.

La notte delle stelle cadenti non è una notte come tante….. è speciale.  

E’ la notte dei desideri segreti, alla quale bambini, giovani e meno giovani, affidano da tempi immemorabili i loro sogni e le loro speranze, confidando nella magia che tutto fa avverare. 

E’ inoltre un’occasione per scrutare il cielo, casa di galassie e di mondi a noi sconosciuti, per fermarsi a pensare, riflettere, tornare al passato, pronunciare promesse d’amore.

Per contemplare nel silenzio l’immensità della volta celeste, meditando sull’immagine di Confucio, secondo cui: “Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito”.

Stefano Diceopoli

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