27 Luglio 2022 - 15.25

Vicenza, i candidati a sorpresa per le Politiche da Rucco in giù…

di Luca Faietti

In fuga per la vittoria era il titolo di un bel film, ma potrebbe anche descrivere molto bene quello che sembra stia per succedere in tante realtà amministrative messe in preallarme dalla campagna elettorale in arrivo.
Prendiamo per esempio la giunta del comune di Vicenza. A sentire le cronache di questi giorni sono addirittura tre gli assessori che potrebbero tentare la strada dell’elezione in Parlamento: Silvio Giovine e Mattia Ierardi, rispettivamente coordinatore cittadino e provinciale del partito di Giorgia Meloni e poi il vicesindaco e “assessore a quasi tutto” Matteo Celebron, che peraltro è a sua volta responsabile provinciale della Lega. Con le elezioni amministrative alle porte e un sindaco, Francesco Rucco, che non ha ancora sciolto la riserva circa la sua ricandidatura per un secondo mandato, ecco che più di qualcuno potrebbe lasciare un posto di responsabilità nella gestione diretta della cosa pubblica per rifugiarsi in un ruolo certo più prestigioso, ma molto meno gravoso: uno fra i tanti in Parlamento, anche se da quest’anno i “tanti” saranno un po’ meno, seicento in tutto fra deputati e senatori.
Anche alle ultime consultazioni regionali erano stati tre gli assessori vicentini a correre per un posto a Palazzo Balbi, ma solo Silvia Maino, grazie alla straripante vittoria leghista era riuscita a farsi eleggere, mentre Silvio Giovine e Matteo Tosetto non ce l’avevano fatta.
Oggi i numeri potrebbero dire qualcosa di diverso, dal momento che Fratelli d’Italia potrebbe avere più voti che persone spendibili da mandare in Parlamento e non per nulla negli ultimi mesi alcuni si sono anche mossi in questo senso. Un esempio per tutti è quello del sindaco di Isola Vicentina, Francesco Gonzo che, verso il termine del secondo mandato da sindaco “civico” ha deciso di prendere la tessera del partito del Fratelli. Una sua candidatura alle prossime elezioni politiche sembra probabile. E anche per lui si tratterebbe di un bel salto, da primo cittadino a componente del Parlamento.
La Giunta della Regione del Veneto, peraltro, non è affatto immune allo stesso percorso: la prima e più probabile candidata è Elena Donazzan, ma che tanti suoi colleghi di Giunta, ormai arrivati al secondo mandato potrebbero vedere nel Parlamento la naturale prosecuzione della loro attività politica. Molto si sta parlando anche di un sindaco come Mattia Veronese, un “cursus honorum” tutto giocato nella destra e oggi spendibile rappresentante sempre per Fratelli d’Italia.
C’è ancora un ragionamento da fare: perché il sindaco di Vicenza non ha ancora formalizzato la sua candidatura per un secondo, naturale, mandato? Francesco Rucco sta forse pensando che un posto in Parlamento potrebbe essere la scelta migliore? Qualcuno potrebbe anche offrirgli di correre, magari come candidato della città nell’uninominale se non in una lista blindata. E questo aprirebbe prospettive finora inesplorate nella battaglia per la città ma che terrebbero conto di quanto accaduto a Verona con la disfatta del sindaco uscente. I partiti potrebbero sentirsi liberi di candidare in quella casella una persona diversa, forse più svincolata dai risultati di cinque anni di amministrazione e quindi non legato a responsabilità del passato. Più facile comunque che Rucco resti in sella e sposi l’impegno del secondo mandato a Vicenza.

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