12 Ottobre 2021 - 9.13

Fermiamo i No vax prima che le violenze degenerino

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Comunque la si pensi, il movimento No Vax giorno dopo giorno sta perdendo il carattere pacifico che lo aveva contraddistinto agli inizi.
Certo ci sono sempre stati i cartelli graffianti, gli slogan ad effetto, anche offensivi e a volte deliranti, ma le manifestazioni di piazza si erano quasi sempre tenute sul livello di una sostanziale protesta civile di cittadini che rifiutano il vaccino anti covid e il Green Pass.
In verità qualche avvisaglia si era già percepita nelle scorse settimane, ma dopo quello che è successo sabato scorso a Roma, è del tutto evidente che nella galassia No vax si sono infiltrati gruppi che non so come definire se non eversivi, che usano la violenza come strumento di protesta e di lotta, sullo stile dei “gilet jaune” francesi o dei “black bloc”.
E che dietro ai fatti di Roma ci fosse una regia ed una strategia lo dimostra ad esempio il fatto che sabato da Padova, Verona, Vicenza, Treviso e Venezia siano partiti per la Capitale quasi 200 militanti di Forza Nuova.
Il problema è che questi Gruppi sembra siano riusciti a diventare il punto di riferimento organizzativo, e quindi la guida, della galassia antivaccinista, con gli effetti che abbiamo visto nel centro della Capitale.
So già che qualcuno obietterà che non tutta la piazza era d’accordo, e che i violenti sono spesso una minoranza. Sarà anche vero, ma le cronache non hanno riferito di interventi decisi della maggioranza “pacifica” per fermare assalti e devastazioni al grido di “prendiamoci Roma”.
Non mi soffermo volutamente sul tentativo di assalto a Palazzo Chigi, sede del Governo, che ci ha riportato per un attimo ai giorni dell’assedio al Campidoglio a Washington da parte dei sostenitori di Trump, e sull’intrusione nella Sede della Cgil, che volenti o nolenti riporta indietro l’orologio della storia, a tempi che ritenevamo finiti per sempre.
Che siano episodi di “squadrismo” non c’è dubbio, anche in considerazione del valore simbolico che ha nel nostro Paese la devastazione di una sede sindacale.
Se ci siano state responsabilità da parte delle Autorità preposte al mantenimento dell’ordine pubblico, per non aver saputo valutare bene i rischi, non sarà mai del tutto chiaro, perché la vicenda, come sempre avviene in Italia, è diventata subito oggetto di scontro politico fra i Partiti, con attacchi da un lato al Ministro Lamorgese, e dall’altro con allarmi su un neo fascismo rinascente, con l’immediata richiesta di sciogliere sia Casa Pound che Forza Nuova.
Non si pensi che così sottovaluti i fatti di Roma, che giustamente stanno sollevando polemiche, prese di posizioni, analisi politiche, vertici ministeriali, ma nella vicenda c’è un episodio su cui vale la pena di soffermarsi, perché lo ritengo emblematico della “mutazione genetica” del Movimento No vax cui accennavo all’inizio.
Di per sé potrebbe sembrare un fatto marginale, uno dei molteplici casi di violenza di quel “sabato romano”, ma non è così, almeno per me, perché l’assalto al Pronto Soccorso di un grande ospedale è un qualcosa di inaccettabile, di inammissibile in una democrazia.
Ma veniamo ai fatti.
Tutto ha avuto inizio con il fermo da parte dalle forze dell’ordine di un 50enne agrigentino (sic!) durante gli scontri che hanno incendiato fino a notte fonda il cuore di Roma, tra via del Corso e piazza San Lorenzo in Lucina. Poiché il soggetto lamentava di essere stato picchiato dalla polizia, è stato caricato su un’ambulanza e trasportato all’ospedale della città universitaria, incastonato tra San Lorenzo e il Pinciano.
Giunto al Pronto Soccorso, il “manifestante” non aveva il Green Pass, e si rifiutava di fornire le generalità, e di farsi curare.
Rifiutava altresì in modo violento di sottoporsi al triage, ed alle misure previste per il contenimento del Covid per ogni cittadino che accede ad un luogo di cura, in particolare ad un “tampone” (tampone non vaccino eh!).
Visto che non era stato possibile verificare (ribadisco con un semplice tampone) se il soggetto fosse o meno infetto, conformemente alle norme vigenti sul Green Pass, in quanto persona non vaccinata è stato quindi posto in una sala di isolamento, dove ha cominciato ad inveire contro chiunque provasse ad avvicinarsi, filmando tutto il cellulare, e maledicendo la sanità.
Fuori dal Pronto Soccorso c’erano la moglie ed una trentina di “amici”, che ad un certo punto hanno deciso di “liberarlo”.
Hanno quindi varcato la soglia del Triage, danneggiandola a calci, hanno invaso il corridoio urlando slogan e insulti contro gli operatori sanitari, bloccato l’accesso alla sala di rianimazione dei malati in codice rosso, ed impedito l’accesso a eventuali altri pazienti gravi.
Per fermare quelle furie scatenate ci sono voluti gli uomini della sicurezza dell’ospedale, che hanno bloccato l’accesso alle sale dove stazionavano i pazienti in cura, cui si sono poi aggiunti gli agenti del reparto mobile, che hanno presidiato la struttura fino alle cinque del mattino.
Il gruppo alla fine è stato allontanato in compagnia dello stesso manifestante.
A quanto è dato sapere l’uomo è stato successivamente fermato, con l’accusa di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, e rifiuto di fornire le proprie generalità.
Già perchè nella concitazione dell’assalto al triage, l’esuberante 50enne ha pensato bene di spaccare una bottiglia d’acqua in testa ad un’infermiera, e a ferire due poliziotti.
Io credo che tutto ciò sia il frutto di un clima che sta montando, a questo punto alimentato da estremisti che utilizzano le manifestazioni del mondo No Vax per destabilizzare la democrazia.
Di solito notizie relative ad assalti agli ospedali arrivano da Paesi in cui è in corso una guerra civile, ed in cui sono quindi cadute tutte le regole del vivere civile.
Giustamente inorridiamo quando sentiamo di fatti del genere, pensando che ciò non possa accadere da noi.
Invece sabato è accaduto, e spero condividiate che un assalto ad un luogo di cura nella capitale del Paese, non possa essere né accettato né tollerato.
La violenza non può essere ammessa nella lotta politica, a maggior ragione se viene scaricata su professionisti che sono in un Ospedale per curare i cittadini, e garantire a tutti il diritto alla salute.
Chi non crede al vaccino ha la libertà di non farlo, ma deve lasciare stare i medici e gli operatori sanitari, che oltre a tutto sono lì negli ospedali a curare proprio i no vax che in questa fase si ammalano più frequentemente.
E’ arrivato il tempo di applicare senza tentennamenti, e con severità, la legge sulla “sicurezza dei sanitari” approvata in via definitiva nell’agosto del 2020, e che prevede, tra l’altro, l’inasprimento delle pene fino a 16 anni di carcere, sanzioni amministrative fino a 5.000 euro, e la previsione della procedibilità d’ufficio, quindi senza che vi sia la querela della parte offesa.
Non è il momento di buonismi, soprattutto a fronte di “reati vigliacchi” come quelli perpetrati ai danni del personale sanitario, e delle strutture ospedaliere, che devono essere percepite e tutelate come la Croce Rossa nelle zone di guerra!
La storia insegna che certi fenomeni eversivi vanno stroncati sul nascere, prima che sia troppo tardi!

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