12 Gennaio 2026 - 10.51

Vicentino – Fratello e sorella giovanissimi in manette: adescavano uomini online e rapinavano le vittime, arrestati


Bassano del Grappa (VI), 9 gennaio 2026
Si fingevano una ragazza sui siti di incontri, fissavano appuntamenti nei parchi cittadini e poi facevano scattare l’agguato. Con questo sistema due fratelli di Mussolente, una giovane di 21 anni e il fratello di 18, sono stati arrestati in flagranza dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa con l’accusa di rapina aggravata in concorso.

L’ultimo episodio è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. Intorno all’una del mattino un 29enne di origine macedone, residente nel Padovano, si è presentato alla Stazione dei Carabinieri di Bassano del Grappa per denunciare una rapina appena subita. L’uomo ha raccontato di essere arrivato in città verso le 23.50 per incontrare una ragazza conosciuta su una chat di incontri. Dopo aver parcheggiato in via Monte Rambon, vicino al parco pubblico “Gino Pistorello”, si era diretto verso una panchina, come indicatogli dall’interlocutrice.

All’improvviso ha sentito dei passi alle spalle e si è trovato davanti un uomo alto e corpulento, con il volto coperto da un passamontagna. L’aggressore impugnava un tirapugni e un coltello e, senza dire una parola, ha colpito il 29enne con pugni alla testa, minacciandolo con la lama. Nel tentativo di chiedere aiuto, la vittima ha cercato di allontanarsi e di prendere il cellulare, ma è stata nuovamente minacciata. Approfittando del passaggio di un’auto, che ha distratto il rapinatore, l’uomo è riuscito a fuggire a piedi, notando però che l’aggressore si dirigeva verso la sua vettura, lasciata aperta con le chiavi inserite, e si allontanava a bordo dell’auto rubata.

Dopo aver chiesto aiuto a un familiare residente in zona e aver tentato invano di rintracciare il veicolo nelle vie vicine, il 29enne si è recato in caserma per sporgere denuncia e successivamente al Pronto soccorso, dove è stato dimesso con sette giorni di prognosi per le lesioni riportate.

I Carabinieri, che da giorni indagavano su episodi analoghi avvenuti a Bassano del Grappa, avevano già focalizzato l’attenzione sui due fratelli. Riconosciuto il medesimo modus operandi, i militari della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile li hanno rintracciati e sottoposti a perquisizione nelle rispettive abitazioni. In quella del 18enne sono stati trovati i vestiti indossati durante l’aggressione, il passamontagna, la noccoliera e, all’interno della sua auto, il coltello utilizzato per minacciare la vittima.

Nel corso degli atti di polizia giudiziaria i due hanno anche indicato dove avevano abbandonato l’auto rubata, in un’area agricola del Comune di San Zenone degli Ezzelini, nel Trevigiano. Il veicolo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario.

Sempre durante la perquisizione nella casa del 18enne, i militari hanno scoperto anche una vera e propria serra domestica per la coltivazione di marijuana: dodici piante erano custodite in una stanza dotata di lampade e impianto di aerazione. Tutto il materiale, insieme a quanto utilizzato per la rapina, è stato sequestrato.

Le indagini hanno inoltre permesso di raccogliere gravi indizi a carico dei due fratelli per altri due episodi simili avvenuti a Bassano del Grappa. Il primo risale al 22 novembre 2025 e ha avuto come vittima un 27enne della provincia di Treviso, attirato in città da una ragazza conosciuta online e poi minacciato nel parco “Ragazzi del ’99”. In quell’occasione gli è stato sottratto un iPhone 15 Pro Max e la vittima è stata costretta, sotto minaccia, a prelevare e consegnare 300 euro. Nei giorni successivi dal suo conto sono stati inoltre prelevati altri 250 euro, probabilmente tramite l’app presente sul telefono rubato.

Il secondo episodio è avvenuto il 4 gennaio 2026 e ha coinvolto un 24enne di Colceresa, anche lui attirato a Bassano dalla stessa ragazza conosciuta su una chat di incontri. Dopo una serie di spostamenti tra il parco “Ragazzi del ’99”, il “Gino Pistorello” e infine il parchetto di via Sanzio, il giovane si è insospettito e ha deciso di rinunciare all’incontro, accorgendosi però di essere seguito da un’auto chiara. Fermatosi a un semaforo tra viale Venezia e viale delle Fosse, ha visto il passeggero del veicolo inseguitore scendere, con il volto coperto, forargli una gomma e tentare di aprire la portiera. Il 24enne è riuscito a fuggire e, guidato telefonicamente dalla Centrale operativa dei Carabinieri, ha raggiunto la caserma mentre l’auto si dileguava. Per questi due fatti i fratelli sono stati denunciati a piede libero per rapina aggravata e violenza privata.

Per l’episodio del 9 gennaio, invece, su disposizione del Pubblico ministero della Procura di Vicenza, la 21enne è stata posta agli arresti domiciliari e il fratello 18enne è stato condotto in carcere. Entrambi restano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

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