28 Luglio 2020 - 10.16

Sorrentino, il Covid e la politica dello struzzo

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Alle ore 18 di domenica , forse complice il rilassamento di un pomeriggio estivo, il Presidente del Consiglio Comunale di Vicenza ha pensato bene di spiegarci qual’è la sua visione della situazione attuale sull’epidemia da coronavirus.Non volendo interpretare le sue parole riteniamo utile riportarle compiutamente.Il messaggio iniziale, che ha dato il via al “dibattito”, per chiamarlo così, è stato:“I deceduti x coronavirus sono ormai poche unità al giorno, i ricoverati poche decine; ci sono ancora contagiati ma quasi tutti asintomatici. Apri il giornale e sembra che l’Italia sia tutto un focolaio.  A questo punto, limitandoci alla realtà dei fatti e senza entrare nel merito, Non so se vi sia più tafazzismo o speculazione”.Immediatamente si è aperto un dibattito in Rete, con questo secondo “inserimento” del Presidente Sorrentino: “Certo Piero. La mia osservazione che riguarda la stampa e come enfatizza i dati negativi.  Rispetto le precauzioni. E le norme, visto quel che è successo, ma guardo i dati di oggi in Italia. So anche che fare la prefica è mestiere antico”. Certo siamo in democrazia, ed ognuno è libero di pensarla come crede.  Ma ci permettiamo di osservare che chi occupa un ruolo istituzionale di livello, come la Presidenza del Consiglio Comunale di una città importante come Vicenza, debba stare più attento di un comune cittadino ai messaggi che diffonde in Rete.Perchè, inutile nasconderlo, essendo esposto mediaticamente, le sue parole assumono il valore di un messaggio ben preciso, col rischio di condizionare l’opinione pubblica, nella specie verso atteggiamenti meno rispettosi delle prescrizioni in tema di contrasto alla pandemia.Ma, ci permetta il Presidente Sorrentino, di osservare che il riferimento alla stampa, che Lui  sembra ritenere responsabile di “tafazzismo” o “speculazione” per il semplice fatto di riferire quanto avviene quotidianamente nel mondo, equivale a nostro modesto avviso a “guardare il dito anzichè la luna”.E la luna in questo caso sarebbero i numeri della pandemia, che sia pure ridotti non tendono assolutamente a zero, mentre la luna sarebbero invece i giornalisti.Che evidentemente non hanno nessuna colpa di quanto avviene, e che si limitano a compiere il loro dovere, che è semplicemente quello di informare i cittadini.Possiamo anche convenire che nel bailamme conseguente alla pandemia si siano inseriti soggetti che hanno giocato sporco, diffondendo anche notizie false o tendenziose.Ma non bisogna mai confondere chi pesca nel torbido per interessi poco chiari con chi fa informazione con correttezza ed onestà, come ha fatto con sacrificio e dedizione la stampa italiana.Lo sappiamo bene che i numeri non sono quelli di febbraio e dei mesi del lockdown, e ne siamo felici.Ma questo non può comportare una sottovalutazione del fatto che il virus circola ancora fra di noi, e che un rilassamento collettivo delle misure di distanziamento sociale comportano il rischio di una ripresa dei contagi. Altrimenti non si spiegherebbero i toni allarmati che in questi giorni riscontriamo nelle dichiarazioni di Luca Zaia e degli altri Presidenti di Regione, analogamente a quelli del Ministro della Salute, che proprio in questi giorni ha deciso  la quarantena per chi proviene da Stati quali la Romania o la Bulgaria.E non sono  certo fake news quelle che provengono in queste ore dalla  Catalogna, ma anche dalla Francia, dalla Germania e dall’Inghilterra.Minimizzare la realtà, o nascondere i dati, non ha alcun senso, e lo stiamo vedendo nel Brasile di Bolsonaro e nell’America di Trump, che un paio di giorni fa ha dichiarato alla stampa: “Il Paese è in gran forma. Abbiamo solo alcuni problemi al Sud e nell’Est che si risolveranno”.  Roba da comica finale, visto che i contagi negli Usa viaggiano attualmente fra i 50 ed i 70mila al giorno.Ci rendiamo conto che per il turismo e l’economia in generale ogni notizia sul virus può avere effetti negativi, ma siamo assolutamente convinti che i valori più importanti sono la vita e la salute degli italiani. Per cui si rassegni Presidente, noi di Tviweb, come tutti gli altri giornalisti italiani, continueremo a fare il nostro dovere, che non è quello di fare le “prefiche”, ma di informare i cittadini, costi quel che costi.E se Lei non è d’accordo, pazienza, ce ne faremo una ragione.
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