9 Ottobre 2019 - 11.15

Selva di Progno, l’ex parroco sposato con un uomo torna a dire messa

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A un anno dallo scandalo che l’ha travolto, dopo aver sposato il suo compagno, Paolo, con una cerimonia civile in Spagna, l’ex parroco di Selva di Progno, Giuliano Costalunga, è tornato a dire messa in Val d’Illasi, in provincia di Verona, annunciando l’apertura di una parrocchia della chiesa vetero cattolica: “Per quella cattolica romana, dopo che mi è stata inflitta la pena canonica della perdita dello stato clericale, non sono più un prete ma per la chiesa vetero cattolica (missione della chiesa cattolica progressiva) resto comunque un presbitero e dunque posso celebrare i sacramenti”, ha detto al quotidiano L’Arena. Dalle parole Costalunga, 48 anni, è presto passato ai fatti: sabato scorso nel salone del ristorante Villa De Winkels a Tregnago ha animato l’incontro pubblico “Fai la differenza” e domenica mattina nello stesso luogo ha celebrato messa davanti ad una ventina di persone. D’altronde lui continua a sentirsi sacerdote, “l’unica cosa che è cambiata è la collocazione”, ripete. “Ciò che è successo non mi ha allontanato da Dio”, ha concluso.

Non è la prima volta che Giuliano si rende protagonista di un episodio simile. Già lo scorso 8 settembre alla periferia di Bergamo aveva detto messa come padre Gianluca della Chiesa Vetero-Cattolica Americana di Bergamo, raggiunto da decine di suoi ex parrocchiani che da Verona avevano viaggiato alla volta della città lombarda. Al momento, è stato sospeso dalla Chiesa Cattolica a divinis, cioè, vietandogli di celebrare i sacramenti, in attesa che gli arrivi dalla Sacra Congregazione la riduzione allo stato laicale, che però lui non ha chiesto. Ordinato sacerdote nel 1996, ad aprile scorso si è unito in matrimonio a Paolo a Gran Canaria, in Spagna. In occasione della messa celebrata a settembre aveva detto: “L’ultima che ho celebrato in pubblico è stata il 26 dicembre scorso e da allora si sono rinnovate tante cose, nel segno di un amore che è accoglienza senza giudicare. Se oggi sono ancora qui, in questo mio essere prete che ha compiuto una scelta d’amore libera ed appassionata, è per rompere le scatole in tema di fede. La Chiesa Romana subisce l’omosessualità come un peccato, ma Gesù non ne ha mai parlato, non esiste condanna dei gay nel Vangelo. Conta l’amore”.

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