13 marzo 2018 - 17.31

VENETO – Aziende, crisi dimezzate nel 2017

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In Veneto nell’ultimo anno le crisi aziendali sono dimezzate rispetto al 2016. Il numero di aziende in situazione di crisi continua a diminuire: nel 2017 sono state 231, a fronte delle 425 dell’anno precedente, le aziende che hanno comunicato l’avvio di una procedura di crisi, per un coinvolgimento potenziale di poco più di 8 mila lavoratori. All’inizio della ‘grande crisi’, le aziende che avevano avviato le procedure di chiusura sono state 1014 nel 2009 e 1173 nel 2010. Diminuisce contestualmente anche il numero complessivo delle procedure: 271 contro le 536 del 2016. Rispetto all’inizio della grande crisi (2009) il numero delle aziende che fanno ricorso alla cassa integrazione o chiedono il licenziamento collettivo si è ridotto a meno di un quinto. È quanto emerge dal Report di Veneto Lavoro sull’impatto occupazionale delle crisi aziendali in regione nell’ultimo anno. Dopo i picchi del biennio 2013-2014 (quando le crisi aziendali avevano sfiorato quota 2 mila) , si conferma quindi una progressiva flessione del fenomeno, oggi sui livelli più bassi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni nel 2009. In calo rispetto al 2016 anche il numero dei licenziamenti, non solo per quanto riguarda quelli collettivi, legati alle situazioni di crisi aziendale, ma anche individuali. Complessivamente le cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono state 35.300 (-13%), con un calo particolarmente marcato per i licenziamenti collettivi (quasi dimezzati) e una diminuzione del 10% di quelli individuali per motivi economici, che rappresentano oltre il 70% del totale. In controtendenza i licenziamenti per motivi disciplinari, cresciuti del 9%. “I dati dell’ultimo anno sulle crisi aziendali, uniti a quelli sull’occupazione diffusi pochi giorni fa – commenta Elena Donazzan, assessore al lavoro della Regione Veneto – non possono che rallegrarci perché dimostrano che la situazione economica del Veneto mantiene un andamento positivo. Ciò non significa che le nostre imprese non abbiano più bisogno di un sostegno nei momenti di maggiore difficoltà. Il Veneto è stata una delle prime regioni a dotarsi di una specifica ‘Unità di crisi’, che oggi è diventata un punto di riferimento anche per il Ministero dello Sviluppo Economico nella gestione delle crisi e nell’accompagnamento delle imprese nei processi di ristrutturazione, riconversione e reindustrializzazione. È questo modello, fondato sulla coesione sociale e sulla collaborazione tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria, che ci ha consentito negli ultimi anni di dare risposte tempestive alle imprese nel corso di quella che si è rivelata la crisi più lunga e pesante che il Veneto ha dovuto affrontare in epoca recente.”

 

“Rispetto ai primi anni della crisi economica – evidenzia l’assessore – ora il quadro è cambiato. Sino a qualche anno fa la Regione era chiamata a fronteggiare crisi dettate da calo della produzione e processi di delocalizzazione, con forte impatto occupazionale. Nell’ultimo anno, invece, prevalgono situazioni di crisi di tipo finanziario, complice il tracollo delle banche venete, con un impatto apparentemente meno evidente sui posti di lavoro, ma insidiose per la tenuta dell’intero sistema produttivo . Con l’Unità regionale di crisi, anche grazie all’attività di monitoraggio delle situazioni in atto svolta dall’Osservatorio di Veneto Lavoro, lavoriamo per prevenire le situazioni di crisi e anticipare gli interventi di sostegno.”

 

In materia di ammortizzatori sociali, nel 2017 si conferma la progressiva diminuzione del ricorso alla Cassa integrazione. Le ore autorizzate di Cassa integrazione ordinaria (Cigo) sono diminuite del 43%, per un totale di 9,8 milioni di ore autorizzate nel 2017, mentre per quella straordinaria (Cigs) il calo è stato superiore al 52%, con 161 aziende coinvolte a fronte delle 295 del 2016. Una quota sempre più rilevante di Cigs (64%) è dovuta ai contratti di solidarietà, che il Jobs Act ha reso causa specifica di Cigs incentivandone in vari modi il ricorso. I dati per la Cassa integrazione in deroga, per la quale è in fase di avvio il processo di sostituzione con gli strumenti previsti dalla legge Fornero e ulteriormente disciplinati con il Jobs Act, ovvero il Fondo d’integrazione salariale e altri Fondi specifici, segnalano un totale di 1,7 milioni di ore utilizzate, quasi un milione in meno rispetto al 2016. C’è da specificare che i dati relativi alla fruizione degli ammortizzatori sociali negli ultimi anni non sono agevolmente confrontabili, proprio a causa delle modifiche normative e procedurali introdotte dalla riforma di tale istituto.

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