16 Ottobre 2020 - 16.51

Flop del Superbonus 110%? Solo il 10% va a preventivo

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Grandi aspettative, grandissimo interesse ma poche richieste trasformate in preventivo. È quanto emerge da un’indagine CNA a proposito del Superbonus 110% per l’efficientamento energetico e gli interventi antisismici delle abitazioni. L’analisi ha coinvolto tutte le imprese associate collegate alla filiera casa, e quindi edili, impiantisti elettrici e termoidraulici, serramentisti e consulenti energetici. 

Grande interesse ma pochi preventivi

Nel territorio vicentino e veronese si confermano i numeri della tendenza nazionale. Quasi l’80% del campione ritiene che il Superbonus potrà dare nuovo impulso al settore delle costruzioni mentre il 40% prevede la creazione di nuovi posti di lavoro. Le grandi aspettative delle imprese sono il riflesso del coinvolgimento dei cittadini. Il 64,2% del campione dichiara di aver registrato un interesse molto alto da parte di potenziali clienti e il 64% afferma che l’attesa per l’operatività della misura ha provocato un deciso rallentamento dei lavori negli ultimi mesi.

Tuttavia il 54,4% delle imprese rileva che meno del 10% delle richieste di informazioni si sono trasformate in preventivi per lavori e soltanto il 9,6% delle imprese ha già avviato interventi agevolabili con il Superbonus 110%.

Gli interventi più gettonati

Sulle tipologie di interventi, il cappotto termico è quello che incontra il maggior interesse, praticamente una richiesta su tre. A seguire impianti di riscaldamento/condizionatori con il 21,6% e con l’11,7% l’installazione di impianti fotovoltaici. Molto basso invece l’interesse per interventi antisismici (solo l’1,6% delle richieste di informazioni).

Abitazioni singole vs condomini

Al momento l’interesse è concentrato soprattutto sulle abitazioni singole con il 79,2% mentre i condomini riguardano il 20%. Dall’indagine emerge che molti contatti di potenziali clienti con le imprese si interrompono prima del preventivo a causa di impedimenti tecnici. Nel 45% il committente scopre che non tutti gli interventi che intende realizzare possono godere della misura, nel 13% dei casi i lavori non partono a causa di difformità catastali.


Una procedura ancora complessa

La procedura presenta un elevato livello di complessità tanto che le imprese si stanno organizzando per avviare collaborazioni con altri soggetti, in primo luogo studi professionali ma anche con altre imprese del settore. La complessità non riguarda tanto gli aspetti tecnici quanto la normativa che regola il Superbonus 110%. L’84,9% degli intervistati dichiara che dovrà avvalersi di intermediari per le fasi di pianificazione amministrativa e finanziaria. Le difficoltà interpretative riguardano sia gli adempimenti richiesti e sia la fase cruciale di cessione del credito d’imposta. Per il 76,1% degli intervistati l’impianto normativo non è chiaro e soltanto il 24,4% del campione si dice disponibile a praticare lo sconto in fattura, percentuale che si abbassa al 14,3% nel caso di imprese senza dipendenti mentre sale al 46,2% per quelle con oltre 10 dipendenti.

«Come CNA – osserva Alessandro Leone, direttore generale CNA Veneto Ovest – notiamo che anche qui ha attecchito un grandissimo interesse per il Superbonus. E questo, se ben governato, può diventare un potente volano con cui innescare un percorso virtuoso di crescita economica ma anche di riqualificazione delle nostre città. Data la complessità delle procedure, sarà però di fondamentale importanza prorogare la misura in modo pluriennale. A livello nazionale siamo al lavoro per fare in modo che tale prolungamento venga inserito già nella prossima legge di bilancio».

Nasce l’hub “Bonus110” di CNA

Per aiutare sia le imprese che i privati a vederci chiaro di fronte a una misura soggetta a continue interpretazioni, CNA ha scelto di varare un hub di servizi rivolto a tutti i soggetti potenzialmente interessati all’incentivo. Tra le proposte: informazione gratuita e consulenza mirata in particolare per l’ottenimento di finanziamenti per l’acquisto del credito d’imposta, ma anche supporto documentale, verifica dei requisiti e corsi di formazione rivolti alle aziende del settore.

«Vogliamo prima di tutto offrire riparo a cittadini e imprese in balia della tempesta comunicativa in atto attorno a questo tema – continua Leone -. Il primo passo quindi sarà fornire risposte e far sparire dubbi. Dopodichè si potrà cominciare a costruire insieme una strategia chiara per approfittare di una misura certamente importante e da non lasciarsi sfuggire, ma senza dimenticare che la strada non è propriamente in discesa». 

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