1 Agosto 2022 - 12.20

VENETO – Vendemmia al via, in previsione un taglio del 10% della produzione

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 Al via con almeno sette giorni di anticipo rispetto allo scorso anno la vendemmia 2022 nel Vicentino, con la siccità ed il caldo oltre i 40 gradi, che hanno tagliato la produzione del 10%, con i vigneti messi a dura prova anche da nottate con afa e temperature minime sempre molto alte, che non hanno permesso ai grappoli di prendere un po’ di “respiro” climatico, con il tradizionale sbalzo termico. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti, in occasione dell’avvio della vendemmia, con il distacco dei primi grappoli.

“La produzione vicentina quest’anno – sottolinea Coldiretti – si stima in calo del 10%, ma molto dipenderà sia dall’evoluzione delle temperature, che influiscono sulla maturazione sia dall’assenza di nubifragi e grandinate che hanno un impatto devastante sui vigneti e sulle quantità prodotte. Si attende, comunque, un’annata di buona/ottima qualità, anche se l’andamento della raccolta sarà influenzato molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre, per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo”.

La raccolta partirà tradizionalmente con le uve da spumanti Pinot e Chardonnay, in un percorso che prosegue a settembre ed ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse e si concluderà a seguire con i rossi.

La siccità, senza dubbio, rappresenta per questa vendemmia un fattore fortemente discriminante. “Nel corso dell’ultima consulta vitivinicola – sottolinea Coldiretti Vicenza – la scorsa settimana, è emerso un dato di produzione molto variabile tra chi ha potuto irrigare -5/10% e chi non l’ha potuto fare, con cali molto più evidenti. Chiaramente la stima è riferibile alle precoci. Sulle uve tardive e collinari, invece, ci sono ulteriori variabili da prendere in considerazione, legate alle piogge che potrebbero influenzare il peso degli acini e molte altre caratteristiche in grado di condizionare la quantità e qualità del prodotto finale”.

“La produzione tricolore – sottolinea Coldiretti – può contare su 607 varietà iscritte al registro viti, il doppio rispetto ai francesi, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria”.

Resta da risolvere, però, il nodo rappresentato dalla burocrazia. “Per tutelare il patrimonio enogastronomico del nostro territorio – conclude Coldiretti – occorre superare al più presto i vincoli burocratici che rallentano l’assunzione dei lavoratori stagionali. Non è possibile che per colpa della burocrazia le imprese perdano il lavoro di un’intera annata agraria dopo aver affrontato peraltro i danni della siccità ed un pesante aumento dei costi di produzione. Occorre introdurre un contratto di lavoro occasionale per consentire anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi”.

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