8 novembre 2018 - 9.37

VICENZA – Il vicentino Francesco Gatto tra i giovani innovatori scelti dal Mit di Boston

Vicentino, laureato in ingegneria chimica all’università di Padova, dottorato in bioinformatica in Svezia e uno dei vincitori di Innovators under 35 Europe 2018 di MIT Technology Review. È Francesco Gatto, il bioinformatico fondatore di Elypta, uno dei due italiani (con la napoletana Francesca Santoro) entrati a far parte della rosa di innovatori tecnologici con un alto impatto sociale scelti nel 2018 dalla rivista del MIT, Massachusetts Institute of Technology. Un premio selettivo, quello vinto dal ricercatore vicentino, che dal 1999 mira a dare la possibilità alle nuove menti under 35 di far conoscere le propria attività ad un pubblico internazionale di ricercatori, esperti, investitori e appassionati di tecnologia.

«Nel corso degli studi di dottorato alla Chalmers University of Technology di Göteborg – spiega Gatto a La Repubblica – abbiamo effettuato un’analisi globale su come diversi tipi di cancro regolano il metabolismo e scoperto una classe di metaboliti che erano particolarmente interessati da questa regolazione. La nostra ricerca ci ha portato a una collaborazione con l’istituto oncologico Veneto e l’ospedale Sahlgrenska di Göteborg per misurare questi metaboliti nel sangue e nelle urine in pazienti con il cancro al rene. I risultati erano stati sorprendenti, in grado di distinguere i pazienti da controlli sani con eccezionale accuratezza».

L’obiettivo della ricerca di Gatto è quindi diventato quello di sviluppare biopsie liquide per varie tipologie di cancro, in cui biomarcatori consentano di evidenziare le cellule tumorali ad uno stadio precoce. Le analisi effettuate tramite questa tecnologia sono volte poi a monitorare nel tempo possibili ricadute e al contempo prevedere la risposta al trattamento. Tutto ciò avviene in Elypta, un’azienda di diagnostica molecolare nata nel 2017 a Göteborg. «Dopo aver trovato la persona adatta per fare il CEO, ho fondato Elypta con l’obiettivo di aiutare i pazienti con il cancro a capire se il trattamento sta funzionando usando un nuovo test non invasivo e pratico – continua Gatto -. Oggi siamo al secondo anno di attività, ancora in piena ricerca e sviluppo e con l’obiettivo di lanciare il test a uso di ricerca nel 2019 e a uso diagnostico nel 2020 e iniziare i grandi trial clinici necessari a verificarne l’efficacia».

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