8 novembre 2018 - 10.12

VICENZA – Coldiretti lancia il progetto “Salviamo un albero per salvare la montagna”

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“Con oltre un milione di metri cubi di legname danneggiato, ci troviamo di fronte ad un’emergenza ambientale importante, alla quale dobbiamo porre rimedio con un progetto attento di ripristino, per far sì che il territorio possa ritornare allo splendore di qualche settimana fa e, soprattutto, vengano ridotti i danni all’indotto. L’economia montana, infatti, si regge in gran parte sul turismo, fatto anche di malghe ed attività agricole, spesso di piccoli produttori, che a fatica continuano a presidiare il territorio”. Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù intervengono a seguito del grave disastro che ha colpito la montagna vicentina nei giorni scorsi, con precipitazioni abbondanti, ma soprattutto con raffiche di vento spaventose, che hanno sfiorato i 190 km/h.

“Un treno si è abbattuto sui nostri boschi – commentano uniti gli agricoltori ed allevatori dell’Altopiano di Asiago, così come di Enego e delle aree limitrofe – ed ha distrutto ogni cosa, radendo al suono gli abeti come fossero dei birilli. È stato deturpato irreparabilmente un territorio che ci contraddistingueva non solo in Veneto o a livello nazionale, ma in tutta Europa, quale Altopiano tra i più estesi. Occorre intervenire con azioni concrete rapide nei territori più colpiti, altrimenti oltre al venir meno degli alberi anche gli imprenditori, giocoforza abbandoneranno queste aree”.

Al danno ambientale si aggiunge ora la difficoltà di operare in queste zone, nonché il pericolo, con ulteriori piogge, di smottamenti e frane. “In queste occasioni ci rendiamo conto di quanto sia importante – aggiungono Cerantola e Palù – l’intervento di salvaguardia dei corsi d’acqua, per le aree montane, ma anche per la pianura, dove inevitabilmente scariche enormi di acqua si riversano in occasione delle precipitazioni alle quali siamo stati abituati negli ultimi anni. Ripristinare gli argini e lavorare costantemente sulla pulizia dei corsi d’acqua, quindi, è un’azione fondamentale e da effettuare con costanza presidiando il territorio”.

Resta alto, quindi, il rischio per la monticazione nella stagione 2019. “Ripristinare un territorio così vasto in meno di un anno è un’impresa decisamente complessa, se non ardua – sottolineano Cerantola e Palù – ma ci proveremo. Saremo presenti ed attenti nel vigilare le attività dei soggetti competenti e daremo il nostro apporto, per quanto possibile, perché dobbiamo ridurre al minimo il rischio che non siano praticabili le maghe il prossimo anno. Questa attività è troppo importante per la sopravvivenza delle imprese agricole ed allevatoriali, ma in particolare per l’economia montana ed il presidio del territorio”.

Perciò Coldiretti Vicenza lancia una proposta forte alle amministrazioni comunali interessate, ma non soltanto, affinché si facciano parte attiva condividendo il progetto “Salviamo un albero per salvare la montagna”. Ed in merito Cerantola e Palù concludono: “intendiamo essere in prima linea in un processo di sensibilizzazione delle amministrazioni comunali, che porti ad effetti concreti, anche attraverso le scuole. Ad ogni ragazzino, infatti, potrebbe essere data la possibilità di piantare un albero con il proprio nome. Il bosco rinascerà e crescerà, quindi, assieme ai piccoli di oggi, che saranno giovani ed adulti e potranno continuare ad osservare un territorio in buono stato e ricco di potenzialità. Ci faremo parte attiva anche nell’incentivare la nascita di Consorzi ad hoc per la gestione del legno”.

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