28 Ottobre 2020 - 14.27

Vertici di Confcommercio al Prefetto: “Orari dei pubblici esercizi è un problema drammatico”

Il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca e il direttore Ernesto Boschiero hanno incontrato stamane il Prefetto Pietro Signoriello, per rappresentare la forte preoccupazione sulla tenuta economica delle imprese vicentine colpite dal recente Dpcm, in particolare per quanto riguarda il settore dei pubblici esercizi (bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie). “Abbiamo manifestato al Prefetto l’apprezzamento per la risposta del Governo sul fronte degli indennizzi alle attività, ma allo stesso tempo abbiamo ribadito che permane irrisolto il drammatico problema della forte limitazione di orario imposta ai pubblici esercizi”, afferma Sergio Rebecca.

Le stime nazionali di Confcommercio e Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) indicano in 17,5 miliardi la perdita di consumi e di Pil nel quarto trimestre dell’anno a causa delle restrizioni previste dal Dpcm del 24 ottobre; e la chiusura anticipata alle 18 di bar, ristoranti e pasticcerie potrebbe comportare un’ulteriore perdita di fatturato di circa 2,7 miliardi, che si sommano ai 24 miliardi già andati in fumo dall’inizio della pandemia ad oggi.

Il presidente di Confcommercio Vicenza ha voluto a questo proposito sottolineare l’urgenza di rafforzare undialogo stretto tra Governo e Categorie per individuare tutte le misure necessarie a tenere insieme salute pubblica e tenuta economica. “È più che mai fondamentale – continua Sergio Rebecca – che il confronto continui e che continui anche su chiusure ed orari di attività. Anche perché la nostra provincia vive una situazione particolare, che è quella di essere confinante con il Trentino-Alto Adige, dove i ristoranti possono restare aperti fino alle 22.00”. Oltre al danno patito, le imprese beriche subiscono perciò, nei fatti, anche una “concorrenza sleale” dai vicini territori a statuto autonomo e tutto questo quando la montagna vicentina si stava preparando alla stagione sciistica invernale. “Questa situazione – conclude il presidente Sergio Rebecca – la dice lunga sul desiderio di arrivare all’autonomia della nostra Regione, perché è chiaro che in questo caso le decisioni sarebbero state ben altre, certamente più in linea con la reale situazione epidemiologica presente nelle nostre città e nei nostri paesi”.

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