15 gennaio 2018 - 13.54

VENETO – Soccorsi in montagna. Chi paga, quanto e quando? Ecco le risposte

PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTI-ZIE

Gli interventi del soccorso alpino nel weekend sulle Piccole Dolomiti sono iniziati venerdì con un ragazzo bloccato nel ghiaccio su un vajo del Monte Zevola; proseguiti sabato con l’escursionista scivolato e morto dalla galleria 49 del monte Pasubio, terminati poi ieri con la donna scivolata e morta dal Monte Plische, passando per il recupero di 8 escursionisti in un canale del Carega e tanti altri micro-interventi e messe in sicurezza di escursionisti persi o feriti. Sfiniti, incrodati, gente disorientata che perde il sentiero, escursionisti che – va detto – a volte affrontano la montagna con scarsa preparazione: sono sempre di più le persone che approcciano l’ambiente montano delle Piccole Dolomiti in maniera inadeguata e quando le cose si mettono male o si presenta una situazione di pericolo parte la chiamata ai soccorsi. Già, ma chi paga? Una domanda ricorrente alla quale spesso vengono date risposte sommarie se non addirittura errate. Il Soccorso Alpino fa riferimento al servizio sanitario nazionale tranne alcune specifiche regioni: Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte. La differenza tra essere soccorsi in queste regioni o in qualsiasi altra regione d’Italia è sostanziale: in tutta Italia, ad esclusione delle regioni citate, il recupero è sempre gratuito per il recuperato, ciò significa che il costo è a carico della collettività. Il recuperato non paga niente sia in caso di infortunio, grave o lieve, sia in caso di chiamata del tutto immotivata senza nessun ferito. Nelle altre cinqueregioni le cose cambiano ed in ognuna di esse le spese per il recuperano variano a seconda della situazione, vediamo in sintesi, partendo proprio dalla nostra Regione:

VENETO

L’intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo al minuto:

– ferito grave: € 25 al minuto fino ad un max di € 500

– ferito lieve: € 75 al minuto fino ad un max di € 7.500

– persona illesa: costo totale dell’intervento

TRENTINO ALTO ADIGE

L’intervento si paga anche in presenza di un ferito con costo a ticket fisso:

– ferito grave: ticket di € 30

– ferito lieve: ticket di € 110

– persona illesa: ticket di € 750, elisoccorso: € 140 al minuto

VALLE D’AOSTA

L’intervento in caso di ferito è gratuito, mentre si paga l’intervento immotivato:

– ferito grave o lieve: intervento gratis

– persona illesa: intervento immotivato costo elisoccorso € 115 al min e spese a carico fino a max € 3.500

LOMBARDIA

– soccorso di ferito non impegnativo (ambulanza con soccorritori certificati di cui un autista): € 56 l’ora

– soccorso di ferito mediamente impegnativo (ambulanza con infermiere e autista-soccorritori certificati): € 70 l’ora

– soccorso di ferito impegnativo (ambulanza con autista-soccorritore certificato, medico e infermiere): € 115 l’ora

– squadra a terra del CNSAS: € 95,00 l’ora

In ogni caso l’utente non potrà pagare una cifra superiore a € 780 e per i residenti in Lombardia è prevista una riduzione del 30%.

PIEMONTE

A partire dal 1 gennaio 2016 sono stati introdotti anche in Piemonte dei costi per il soccorso e recupero, con delle penali in caso di chiamata immotivata:

– chiamata e recupero con conseguente ricovero in Pronto Soccorso: gratuita.

Per tutti gli altri casi:

– diritto fisso di chiamata: 120 euro

– costo al minuto di volo: 120 euro

– chiamata causata da utilizzo di dotazione tecnica non adeguata o dalla scelta di percorsi non adatti al livello di capacità o al mancato rispetto di divieti, la compartecipazione è fino ad un tetto massimo di 1000 euro

– chiamata è totalmente immotivata (ad esempio uno scherzo): la corresponsione è per l’intero costo dell’intervento.

Praticamente, in Italia, bisogna essere consapevoli del fatto che i costi del soccorso variano a seconda della regione in cui si verifica l’azione di recupero. L’applicazione dei costi nelle sopra citate regioni, come si può intuire, è la diretta conseguenza della frequenza e dell’elevato numero di interventi e recuperi che ogni anno si verificano in tali regioni, ed il cui costo ricade sulla collettività. D’altro canto nelle aree d’Italia dove il soccorso è gratuito si assiste talvolta al paradosso di persone che chiamano il 118 solo perché sono stanche o perché hanno freddo dopo essersi addentrati in un bosco in pantaloni corti ed infradito. Su un altro frangente, c’è chi come Reinhold Messner, a fronte delle vittime tra gli stessi membri del soccorso alpino in azioni di recupero in aree pericolose, ipotizza una “no intervention zone” per determinate aree di conclamato pericolo, a rischio valanga, in cui il Soccorso Alpino può esimersi dall’intervenire. Come a dire: “tu alpinista che hai scelto di scalare il Cervino in invernale consapevole dei rischi, non pretendere poi che in caso di guai ci siano altre persone che debbano rischiare a loro volta la propria vita per venirti a salvare”. Per chi volesse cautelarsi dai costi di soccorso, ricordiamo che l’iscrizione al CAI fornisce una polizza che copre i rischi derivanti dalle spese sostenute in Europa (paesi confinanti con le Alpi: Italia, Francia, Austria, Svizzera) nell’opera di ricerca, salvataggio e/o recupero, sia tentato che compiuto, dei soci del C.A.I., feriti, morti, dispersi e comunque in pericolo di vita e sopportate direttamente dal socio con massimale fino a € 25.000,00. Questa assicurazione è valida sia in attività sociale sia personale ed è già compresa nell’iscrizione al CAI, in aggiunta un socio può anche sottoscrivere a parte e con costo aggiuntivo una polizza che copre anche i danni da infortunio in attività personale, ma l’attivazione di questa polizza rimane a discrezione personale.

PER ESSERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL GRUPPO FACEBOOK: VENETO NOTI-ZIE
TEATRO
AMIS
ADC
UNICHIMICA
VICENZAWELFARE
AIM MI RIFIUTO
AIM PARCHEGGI
CPV

Potrebbe interessarti anche:

TEATRO
AMIS
ADC
VICENZAWELFARE
UNICHIMICA
AIM MI RIFIUTO
Vai alla barra degli strumenti