14 aprile 2016 - 17.49

VENETO – Scandalo formaggio contaminato: sequestro nel Vicentino

mais latte

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Si allarga anche alla provincia di Vicenza l’inchiesta su latte e formaggi contaminati dall’aflatossina. I NAS dei carabinieri hanno sequestrato a scopo precauzionale 5.039 forme di Grana Padano ai Caseifici Cooperativa Agricola di Nogarole Vicentino. Altre 7 mila forme erano state sequestrate in cinque caseifici della provincia di Brescia.

Alcuni allevatori non avrebbero distrutto il latte contaminato dall’aflatossina B1, che è cancerogena ed è presente in una muffa del mais, del quale si alimentano le mucche. Il prodotto è stato venduto dagli allevatori a dodici caseifici della provincia di Brescia oltre che a quello di Nogarole. Secondo gli inquirenti il passaggio di latte contaminato non sarebbe stato ignoto ai compratori.

Le analisi consentiranno di appurare se i formaggi sequestrati contengano un tasso superiore consentito dalle norme in vigore di aflatossina. Una prima analisi eseguita da un’agenzia del Ministero, che si è affidata a laboratori privati, ha messo in luce la presenza di un tasso elevato di aflatossina. Di qui l’intervento della Procura di Vicenza che ha ordinato una seconda analisi, affidata questa volta all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezia di Legnaro (Padova), i cui risultati sono attesi nei prossimi giorni.
Il consorzio Grana Padano, di fronte al battage mediatico dell’inchiesta ha diffuso una nota nella quale ribadisce l’efficacia dei controlli che “vanno ad analizzare il cento per cento del latte munto nelle 1.600 stalle ma anche i formaggi prodotti». Il consorzio ha ricordato che gli indagati che non hanno comunicato le 300 analisi private le quali dimostravano la presenza oltre i limiti di legge di cancerogene aflatossine sono stati scoperti e isolati anche grazie agli stessi protagonisti della filiera (Centrale del Latte e Ambrosi hanno segnalato l’anomalia i una cisterna di latte). Giuseppe Ambrosi, numero uno di Assolatte, della Camera di commercio di Brescia e a capo dell’omonima azienda che insieme a Centrale del Latte ha infatti segnalato per primo l’anomalia di una cisterna di latte con aflatossine oltre i limiti d’attenzione, ha definito il caso «un incidente di percorso. Faremo tesoro di quanto successo per avere prodotti ancora più sicuri”.

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