7 dicembre 2017 - 11.49

VENETO – Manovra di bilancio, Zaia: “Veneto tax free”

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“Guardando al bilancio di quest’anno dobbiamo sapere da dove siamo venuti e le difficoltà che abbiamo dovuto superare insediandoci in anni di crisi, in cui molte imprese si sono liquefatte e si sono registrati 150 suicidi, e di continui tagli statali, ereditando anche debiti fuori bilancio come nella sanità (1,3 miliardi). Nonostante tutto, pensiamo di aver presentato un bilancio credibile, sobrio e sicuramente “tax free””. Lo ha detto il presidente della Regione Luca Zaia intervenendo ieri in Consiglio regionale all’apertura della discussione sulla manovra di bilancio previsionale 2018-2020 che è allineato con il DEFR (il Documento di Economia e Finanza Regionale). Manifestando comunque disponibilità ad accogliere proposte in senso migliorativo, Zaia ha sottolineato che “con questo bilancio abbiamo voluto puntare ad un’amministrazione che fosse virtuosa”. E questo nonostante la “cura dimagrante” imposta alle risorse a disposizione di ciascun assessorato da destinare al territorio, che sono diminuite progressivamente passando da 491 milioni di euro del 2010 a poco più di 60 milioni di euro per l’esercizio 2018. Zaia ha fatto rilevare che ai tagli ai trasferimenti praticati dai diversi governi nei confronti di Regioni e autonomie locali non sono corrisposti tagli altrettanto consistenti alle spese dei ministeri. Tornando al tema della tassazione, Zaia ha confermato che sarà mantenuto l’impegno a non mettere le mani nelle tasche dei cittadini. “Siamo l’unica regione a non aver applicato l’addizionale regionale – ha detto – rinunciando ad un gettito annuale di 1159 milioni. E’ stata una scelta strategica che ha significato lasciare maggior capacità di spesa ai nostri cittadini e alle nostre imprese. Rivendico questo principio nel pieno rispetto delle regole fiscal compact, che ci obbligano a particolari budget di investimento, limitando di molto la nostra libertà di movimento”. “Qualcuno ci potrà obiettare – ha precisato Zaia – che abbiamo tentato di farlo per la Pedemontana: ma ricordo che abbiamo ipotizzato solo in via precauzionale l’aumento dell’addizionale, per arrivare alla trattativa con la valigetta ‘piena’. Oggi questa partita è chiusa. La pressione fiscale in Italia è già del 68%, non vogliamo appesantirla ulteriormente”. Zaia ha fatto un passaggio sulla proposta messa sul tappeto di introdurre una tassa di scopo per il sociale. “Si tratta di una novità per questa regione – ha detto – ma lascio l’eventuale scelta di imporre qualche addizionale in più a chi affronterà questa amministrazione nel 2020”. Rispetto alla sobrietà del bilancio, Zaia ha ricordato che il Veneto è la prima regione in Italia per spesa pro-capite, la più virtuosa per spesa per personale (24 euro a testa), quella con minor debito pro capite, e con il minor peso di interessi. “Siamo i più virtuosi per tasso di interesse che paghiamo sul nostro debito: il che significa che paghiamo il costo del denaro il 32 per cento in meno. E’ una virtuosità che abbiano ereditato, ma che abbiamo riassestato e mantenuto”.

Il presidente si è poi soffermato su alcuni punti specifici.

PEDEMONTANA. Il cantiere della Pedemontana vale almeno un punto e mezzo di Pil. E’ un’industria che vale 2 miliardi 258 milioni di euro, che dà occupazione, che valorizza decine di comuni su un tracciato di 94,5 km. La Regione diventa concessionaria, incassando i pedaggi e pagando un canone di disponibilità. E’ una sfida, perché si tratta di un’infrastruttura che cambierà la logistica di gran parte del Veneto. E’ stata fatta la scelta di dare un servizio al territorio e di aver salvato un cantiere così importante, in cui capitali stranieri hanno deciso di investire 1,5 miliardi.

PFAS. “Abbiamo preso di petto il problema. Il primo risultato che abbiamo raggiunto – ha evidenziato il presidente – è poter aprire i rubinetti e avere acqua pulita. Il sistema di filtraggio a carbone è una garanzia per tutti e vogliamo estenderlo a tutto il Veneto, perché il rischio di nuovi inquinanti è generale. Il problema è stabilire la presenza e il livello di inquinanti. Sono dell’idea che un’azione commissariale, affidata ad un tecnico, ci permetterà di essere ancor più operativi. La questione Miteni è un tema da affrontare, ma se ci sono state campagne di carotaggio all’interno dell’azienda lo si deve ai nostri provvedimenti”.

DISSESTO IDROGEOLOGICO. Nel 2010 è stato redatto un piano complessivo di mitigazione del rischio per oltre 3 miliardi. Il Veneto oggi è più in sicurezza di sette anni fa, grazie alle opere fatte e a quelle programmate che saranno realizzate. Va posta attenzione anche alla partita del Piave: ogni 80 anni statisticamente è prevista una piena e va messo in sicurezza.

“Se il Consiglio regionale sarà veloce ad approvare il bilancio – ha concluso – noi saremo ancora più veloci a dargli attuazione”.

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